E il fascista ogni tanto riemerge...
Ci è cascato di nuovo. Ogni tanto il suo animo fascista riemerge prepotente a dispetto di tutto e di tutti. Di chi stiamo parlando? Del consigliere regionale di Città di Castello Andrea Lignani Marchesani, naturalmente. Quest’anno in occasione della festa della Liberazione dal nazifascismo ha esposto uno striscione in cui era scritto: «25 aprile festeggiamo San Marco». Ed è riuscito a mandare in bestia quella porzione di cittadini tifernati, purtroppo sempre di meno, che non hanno dimenticato cosa abbiano significato per l’Italia e l’Europa il fascismo e il nazismo.
Ma il buon Andrea mica lo fa apposta. Lui è così. Fascista integrale, come il pane casareccio. Si è dato una verniciatina democratica, è diventato un ascoltato e molto votato consigliere regionale (chissà cosa dirà ai suoi fedelissimi elettori, che è fascista, di destra o di centrodestra?), ma solo per convenienza. Perché per il potere qualche sacrificio si deve pur fare. Così ha abbandonato la camicia nera per il doppiopetto berlusconiano. Ai tempi belli di An gli era bastato mollare Alemanno e accodarsi a Fini per avere in mano il partito in Altotevere. Ma, si sa, i tempi cambiano. Il cuore però batte sempre a destra. Così a destra che più a destra non si può. E ogni tanto, quando non può più contenersi, ecco il rigurgito: quest’anno è arrivato in occasione della Liberazione. Qualche anno fa una incontenibile nostalgia lo colse durante un concerto di un gruppo rock neofascista. Andrea si era lasciato trasportare dell’entusiamo e aveva inneggiato al ventennio. Un comportamento che aveva suscitato lo sdegno dell’allora consigliere comunale di centrodestra Nicola Morini, il quale il giorno dopo aveva raccontato tutto nel suo blog. E Lignani aveva sputato veleno contro l’altrapagina che aveva riferito la storia.
Questa volta, se vuole sfidarci a duello, ci dichiariamo sconfitti in anticipo.