Solidarietà . Viaggio tra le associazioni tifernati. Ludovica Novelli ci presenta Altotevere senza Frontiere
di Alessio Biccheri
Altotevere senza frontiere è una onlus fondata nella primavera del 2010 da alcuni ragazzi tifernati con lo scopo di «eliminare le frontiere dell’egoismo che ci circondano e accostarsi alla sofferenza, spesso silenziosa, di chi ti sta accanto». Giovanissimi e giovanissime che hanno deciso di continuare l’esperienza del 2009 di Altotevere per l’Abruzzo e canalizzare in un’associazione laica le energie positive che si erano sprigionate per aiutare le vittime del terremoto dell’Aquila. Questo mese cercheremo di conoscerla meglio ripercorrendo i passi che l’hanno portata a nascere e scrutandone gli obiettivi che, ci auguriamo, l’aiuteranno a crescere sempre di più.
Come spesso accade le opportunità nascono dalle difficoltà , se c’è qualcuno che le sa cogliere. Così nel 2009 quando un sisma sconvolse i nostri vicini abruzzesi tante mani si mossero da Città di Castello per andare a lavorare là dove c’era bisogno. Partirono per L’Aquila, insieme ad altri giovani tifernati, anche gli omonimi Marco Bonatti e Montedori. Una volta tornati, non vollero fermarsi e organizzarono il 17 e 18 luglio 2009 le “Giornate di solidarietà in favore della popolazione terremotata abruzzeseâ€. Centinaia di magliette bianche con un cuore a conclusione di un sismogramma risvegliarono con la musica della solidarietà il Parco Alexander Langer di Città di Castello e inondarono i supermercati fra Sansepolcro e Umbertide riuscendo a raccogliere 400 scatoloni di viveri da portare nelle tendopoli. Un primo seme che farà germogliare altri progetti: mostre fotografiche, incontri tematici, concerti. Ma andiamo con ordine.
Nell’ottobre 2009 organizzano il primo campo di lavoro, a dicembre la mostra “Documenti fotografici†con foto di Enrico Milanesi, Dante Renzacci e Vittorio Vincenti sul terremoto. Da gennaio la solidarietà dei ragazzi di Altotevere per l’Abruzzo comincia a fare tappa ogni domenica mattina alla residenza per anziani “Muzi Bettiâ€. A marzo, la scelta di costituire Altotevere senza Frontiere per ritrovarsi in un soggetto più corrispondente agli impegni e all’intenzione dichiarata di far nascere «un’associazione aperta alle persone di ogni provenienza» - come ci spiega Ludovica - «che ci potesse permettere non solo di impegnarci in piccoli momenti saltuari, ma di costruire uno stile di vita basato sulla solidarietà ». Quell’estate sarà inaugurato un ciclo di incontri chiamato cont-ATTI. «Contatti come incontri, confronti, con persone che hanno speso la vita seguendo ideali, cercando di fare qualcosa di concreto per rendere migliore il nostro mondo». Persone che possono ispirarci, stimolarci, scuoterci dall’indifferenza è spiegato nel sito dell’associazione (altoteveresenzafrontiere.it) «Contatti: quelli necessari a creare legami, a intessere relazioni, perché è solo insieme che il cambiamento è possibile! Cont-ATTI, come atti concreti, atti che contano: perché le parole di queste persone non smuovano solo pensieri, ma anche mani, braccia, corpi, verso l’impegno concreto dei giovani». Hanno cominciato nel giugno 2010 con Tonio dell’Olio a cui hanno fatto seguito personalità come Francesco Forgione e Raniero La Valle, i quali sono riusciti a dar vita a momenti di riflessione sulla mafia, la Chiesa e la politica. «Quest’anno il ciclo di incontri verrà ripetuto. Vogliamo discutere dei valori che sono a fondamento della nostra vita come la nonviolenza e la decrescita – dice Ludovica – per non prescindere dal fatto che la solidarietà , per esempio, è anche con l’ambiente in cui viviamo».
A luglio di due anni fa al parco Langer dell’Ansa del Tevere c’è stato il primo Festival della Solidarietà : due giorni di divertimento e condivisione. Vi hanno partecipato Emergency, Libera, Zuki, Laafi Bala, Giovani per un mondo unito, Noi di Userna e tanti altri con l’intento di fare rete, incontrarsi, conoscersi e farsi conoscere per porre l’accento sulla solidarietà . Musica, mostre fotografiche e incontri riescono a riesumare una zona della nostra città abbandonata a se stessa. E quest’anno, il 13, 14 e 15 luglio, l’esperimento verrà ripetuto. Suoneranno cover band di gruppi storici come Queen e Rolling Stone e il ricavato sarà devoluto in Kosovo dove Altotevere senza frontiere sostiene una casa famiglia con 40 orfani o abbandonati in affido, gestita dalla Caritas Umbria. L’obbiettivo sarà la costruzione della nuova casa di accoglienza per i bambini di Raduloc, che entro il 2013 dovranno abbandonare l’attuale sistemazione. Siamo certi che non sarà l’ultima sfida che andranno ad affrontare. I giovani tifernati di Altotevere li abbiamo visti dare una mano per spalare la neve nell’ultima grande nevicata, raccogliere le castagne, costruirsi una sede: insomma, riassume bene Ludovica, «partecipare e rimboccarsi le maniche. Perché la tua vita non è fatta solo per te. Ognuno di noi ha la vocazione per aiutare gli altri, perché ti fa star bene, perché insieme il lavoro non pesa se si è consapevoli di farlo per gli altri ed è in questi momenti che si riescono a costruire rapporti diversi, a conoscersi e a guardare altre realtà ». In una parola: vivere.