Dove sono
Alla fine vede ovunque vortici di sabbia finissima e luminescente, a cui Pietro non crede e di cui ride. Vortici che sgorgano dalla terra e dal cielo e la costringono a danzare una danza sempre più turbinosa. La danza delle tante donne della sua genealogia, attraversata da separazioni e lutti, da forza e tenacia. E in quella danza,ormai da troppo tempo rimossa, ricorda, riassume a sé, ritrova e riconosce se stessa: Chiara. La memoria si riallaccia finalmente al presente. Stupenda, questa storia che si beve tutta d’un fiato come un bicchiere d’acqua fresca in una giornata di insopportabile calura. Leggiadra, come il volo di una farfalla, tagliente come una lama lucida, ardente di un fuoco che nasce dalla mente ed esplode nel cuore. Claudia è tutte le donne, tutte quelle che amano, che sono rifiutate, che cercano abbracci e sanno dare di sé una presenza perfetta.
Nei nodi della memoria, che nasce da un colloquio lungo e incompreso tra lei e l’uomo che vorrebbe/non vorrebbe amare (l’uomo i cui occhi azzurri lasciano intravedere un che di blu mare, oscuro), è impigliata la storia di tante donne. Quelle che, nella piccola città della valle, hanno piegato la loro vita al Dio Tabacco, quelle che di questo grande borgo hanno fatto un luogo unico e la vera storia. Così, splendidamente, la biografia di Chiara si riconnette a tante biografie anonime, ma ugualmente perfette e compiute, creando un continuum tra microstoria e macrostoria. Dedicato con tutto il cuore e con la forza della mente a tutte le donne e a tutti coloro che sono in grado di apprezzare questo diamante puro, regalo inaspettato. Nella migliore tradizione del romanzo di formazione. Stavolta, finalmente, al femminile. Buona lettura!
Ambra Bambini
Stefania Scateni, Dove sono, Ed. Nottetempo, pp. 189, euro 14,00
BAR MATTATOIO
di Claudia Belli
Michele passa tutto il giorno dentro un bar di provincia, con amici che non ha scelto ma che le circostanze gli hanno imposto, ammazza il tempo e sogna altro, qualcosa di meno squallido e decisamente più ambizioso. Questo è il contesto raccontato dal tifernate Mauro Fodaroni nel suo primo romanzo Bar Mattatoio e per i coetanei del giovane autore non è certo difficile identificarsi nel protagonista, soprattutto se come lui provengono da una piccola città che sembra essere circondata da alte mura opprimenti. Un racconto quindi che diventa claustrofobico quando il protagonista cerca di spingersi oltre e i suoi limiti si confondono con quelli della società che lo circonda, ma soprattutto con i confini della città .
Michele è un giovane come tanti quindi, non sembrerebbe difficile immedesimarsi se improvvisamente qualcosa non sconvolgesse il suo mondo in una reazione a catena di eventi grotteschi e tragicomici, a questo punto l’identificazione si fa un po’ più difficile eppure rimane familiare l’ambientazione. Ogni evento infatti si svolge in luoghi che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, ma che facciamo finta di non vedere, fingendo che la provincia sia immune dallo squallore e dal malcostume delle grandi città , ma le virtù della campagna si perdono nei night club, nel gioco d’azzardo, nei pregiudizi e nello squallore umano che regna in tanti bar, a volte anche di più che nelle metropoli. In Bar Mattatoio emerge proprio questo lato oscuro della provincia, quello che cerchiamo di nascondere ma che continua a esistere e Michele ci sguazza dentro pur non appartenendo a questo mondo, pur amando la scrittura e la musica più che le carte e le prostitute.
Anche l’autore, così come il protagonista, questa specie di sottosuolo lo riconosce, ma con Michele forse ha in comune solo l’appartenenza alla stessa generazione e le ambizioni «Ho faticato non poco a entrare nel protagonista per farlo “muovere†al meglio e nella maniera più coerente – spiega Mauro – è stato più o meno come per gli attori che entrano nel personaggio, infatti a volte mi sono trovato a ragionare come lui e a dire cose che solo Michele avrebbe detto.
Per uscirne un po’ ho dovuto fermare la scrittura e iniziare un lavoro più comico e divertente».
Come Mauro anche Michele sogna di scrivere e attraverso il protagonista di Bar Mattatoio Fodaroni non ha risparmiato critiche severe a certe case editrici che scoraggiano gli autori emergenti e difficilmente permettono loro di pubblicare opere prime senza chiedere in cambio spese quasi sempre insostenibili. Alla fine però Mauro una casa editrice pronta a scommettere su di lui l’ha trovata, la Cicorivolta Edizioni, e Bar Mattatoio è approdato nelle librerie. Allora forse un po’ di speranza c’è ancora, anche dentro queste mura.