Sandra Binion torna in italia
di Maria Sensi
Avevamo parlato l’anno scorso della statunitense Sandra Binion, un’eccellente artista multimediale che torna anche quest’anno a presentare le sue opere in Toscana. Un’esposizione, “Rough Beautyâ€, comprendente quadri, fotografie (anche dipinte), suoni e video, è stata ospitata fino al 7 giugno in una locazione incantevole: La Fagiana, una locanda nel piccolo (ma delizioso) borgo medievale di Tereglio (Lucca). Come sempre più sovente avviene nel nostro cosidetto “villaggio globaleâ€, gli artisti deviano da gallerie di grandi metropoli e preferiscono presentare i loro lavori in luoghi appartati, dove si può respirare il contatto con la natura e intraprendere un discorso con il pubblico basato sull’empatia e non sul mero “businessâ€. Le opere di Binion si rivelano adatte alla scoperta meditata e alla ricerca: occorre soffermarvisi, perché includono combinazioni di testi, forme e frammenti dipinti, campioni botanici inseriti come piccole “icone†naturali; alcuni lavori sono anche ispirati da oscuri dettagli di quadri rinascimentali. Se la fretta è sempre cattiva consigliera, per una visita a questa esposizione è sicuramente pessima compagna.
Le opere presentate in questa mostra sono nate in risposta alla bellezza e alla solitudine serena delle montagne intorno a Tereglio. Per l’artista, sempre alla ricerca di nuove soluzioni stilistiche, le sollecitazioni offerte dalla cultura e dal paesaggio toscano si sono tramutate in esplorazioni profonde, personali e complesse. Due sono stati gli aspetti della bellezza presi in esame e trasformati: quello visibile e quello nascosto, velato (in effetti, per certi versi, Sandra Binion si rifà ai romantici e alla loro concezione della bellezza eroica della natura). Ancora una volta, Binion ha scoperto la bellezza nelle forme più improbabili: da oggetti scartati, tramite pareti sgretolate dal tempo, attraverso piante appassite. Tutto ciò è stato da lei trasformato, in un linguaggio rigoroso e allo stesso tempo poetico, con attenzione meticolosa ai dettagli, tocchi gestuali inimitabili, contrapposizioni e sfumature originali. Gli acquerelli registrano esemplari botanici, oggetti trovati, osservazioni transitorie, annotazioni diaristiche (combinate a riferimenti paesaggistici e sensazioni provenienti dalla terra): come l’artista, sono spontanei e rigorosi. Le fotografie dipinte combinano sia l’immediatezza dello scatto che la forma dipinta. A completamento di queste opere è anche un video, “Lumaca†(Snail): un primo piano affascinante di una lumaca che mangia. E c’è anche un’opera sonora, “Diminuendoâ€, un collage delicato, composto di diverse scatole musicali che suonano, scaricandosi fino al silenzio. In contemporanea all’esposizione di Tereglio, Sandra Binion è stata anche invitata a esporre le sue opere a Montevarchi (Arezzo), nell’ambito della rassegna “Montevarchi Arteâ€, percorso-cantiere di arte contemporanea nel centro storico della città .
Questa interessante rassegna, promossa dall’Associazione Culturale Montevarchi Arte, ha selezionato spazi nel cuore del centro storico: piazze, vicoli, corti, facciate, dove gli artisti hanno creato e allestito le loro opere, installazioni, sculture, performance, murales, videoproiezioni, eventi a carattere trasversale di arte visiva, teatro, musica, danza e poesia, in modo che la cultura possa essere vissuta da tutti, in modo spontaneo e naturale. Presso la sede di “Montevarchi Arte Galleria†in via Marzia, Sandra Binion ha presentato il progetto “Dialoghi imprevistiâ€, con fotografie e acquerelli. Così ce lo spiega l’artista: «Il mio processo creativo inizia con il camminare, cercare e raccogliere l’esperienza – nelle strade della città , nei giardini, sulle spiagge e nelle campagne, in ambienti interni ed esterni. Trovo cose come bacche che si sono asciugate sui loro rami, fiori appassiti, un seme di magnolia schiacciato, frammenti di legno, stoffe sbiadite e palloncini avvizziti. In questi oggetti mi attira il fatto che il mondo li ha usati, sono scarti che si stanno disintegrando. Io li scopro e dono loro un nuovo scopo. Questo crea dialoghi imprevisti». Speriamo dunque che in futuro si ripresentino altre occasioni di incontro e dialogo con l’arte di Sandra Binion, sempre affascinante, rigorosa, seppure nella sua semplicità “naturaleâ€.