Città di castello il fumetto cambia casa
di Alberto Barelli
Una medaglia per gli animatori dell’Accademia del fumetto di Città di Castello. Sì, gli amministratori tifernati prendano nota, anche se chi sta promuovendo la proposta non è sicuro di avere i titoli per farlo. Il sottoscritto non è nemmeno certo che sia prevista una motivazione adatta alla bisogna per giustificare il riconoscimento. Eccola qui, così come mi sovviene: «una medaglia per il contributo al risollevamento del morale dei passanti e della speranza per la possibilità che il processo di degrado e svuotamento della città possa essere invertito». Se non è abbastanza chiaro, mi spiego: girando per le vie del centro è un continuo scoprire attività e negozi con cartelli “vendesiâ€, “affittasi†o prossimi alla chiusura. E cosa ti sbuca all’inizio di San Giacomo (e non poteva essere altrimenti, visto che è rimasto l’unico quartiere castellano degno di questo nome)? L’insegna dell’Accademia del fumetto! Passateci davanti, magari chiedendo di poter sbirciare dentro, per assaporare la boccata di ossigeno offerta dalla magia di tavole, colori, belle energie. Sì, trattasi di boccata di ossigeno e di un bel segno di una città che resiste. Ripeto: una medaglia per una promozione sul campo o, se preferite, sulla via. E tutto quello che aggiungiamo a questa rubrica è… sul di più.
Ma siccome qualche consiglio per la lettura bisogna pur darlo, proseguiamo. Dopo il settimanale Mytico questo mese fa il proprio esordio nelle librerie specializzate il primo dei tre volumi di Dei (Alex Crippa ed Emanuele Tenderini, Bao Publishing, 128 pp., 16 euro). Al contrario della Mytico in Dei la trama è totalmente inventata dagli autori: i protagonisti della storia raggiungono la terra con lo scopo di scongiurare l’abbandono della fede nelle varie divinità da parte degli uomini. Insomma, nessun intento didattico ma, in ogni caso, anche questa iniziativa potrà contribuire a far avvicinare i più giovani a quella fonte inesauribile di insegnamenti che è il mito. La Panini Comics propone invece una serie che ha per protagonista Caligola (144 pp., 13 euro). Gli autori si sono presi la stessa libertà nel narrare le gesta dell’imperatore romano, che è presentato come un campione di orrore e follia, capace di infliggere umiliazioni e morte. Insomma, come i nostri banchieri e tecnocrati. La GP Publishing continua nella scelta di riproporre in formato bonelliano i capolavori editi dai cugini d’oltralpe. In edicola presto troveremo Il Cacciatore e Sébastien Latour.
In omaggio all’editoria francese segnaliamo un volume a caso: No pasaran le jeu (Christian Lehmann e Antoine Carrion, Casterman, 2012, 46 pp., 14,95 euro). Un gruppo di giovani in gita scolastica entra in un negozio. Il gestore nota che uno dei ragazzi ha una spilla nazista e così regala loro un appassionante videogioco… L’obiettivo è di sensibilizzare i giovani contro la guerra e la violenza. Insomma lo avrete capito: non lo abbiamo per niente scelto a caso. E ora una notizia che vuole essere una buona dritta per sopravvivere alla crisi: la copertina di Tintin in America è stata battuta all’asta per 1,3 milioni di euro. Insomma, investite in fumetti e… tenete d’occhio la produzione dei giovani talenti tifernati dell’Accademia del fumetto. Iniziando, naturalmente, con il ricordarvi di perorare la causa del conferimento della medaglia.