La tintarella
di Elena Radici
In questi giorni i quotidiani riportano questa notizia: «l sistema «infallibile» per abbronzarsi come modelle lo avevano trovato su Internet: un bel decotto di foglie di fico. E le due sorelle lo hanno sperimentato con entusiasmo conseguenze disastrose. Adesso sono ricoverate in una stanza del centro grandi ustionati dell’ospedale di Pisa con ustioni anche di secondo grado sul 50 per cento del corpo. Per fortuna la fase critica è stata superata, ma quest’anno dovranno dimenticare la spiaggia e stare lontane dal sole».
Un caro prezzo da pagare per ottenere in poco tempo la tanto ambita tintarella. Ma perché un semplice decotto di foglie di Fico (Ficus carica) ha causato tutti questi danni? Le nostre nonne lo sanno bene! Dalle foglie infatti (ma praticamente da tutte le parti della pianta), per incisione, si ottiene un latice biancastro che anticamente era adoperato per cagliare il latte nella produzione di formaggi, e a scopo curativo per eliminare calli, duroni, verruche e macchie della pelle.
In effetti questo latice ha proprietà proteolitiche in virtù del suo contenuto di enzimi che riescono a dissolvere la cheratina. Questo utilizzo è però assolutamente sconsigliato, perché può provocare forti irritazioni e ustioni, anche gravi, specie se dopo l’applicazione del latice la pelle viene esposta al sole (per la presenza di sostanze fototossiche). Il Fico ha però molte altre proprietà . La droga, cioè la parte di pianta ricca di principi attivi è costituita non solo dalle foglie ma anche dalle gemme dei giovani rami e da quelli che comunemente chiamiamo frutti e che in realtà sono infruttescenze o falsi frutti (i veri frutti sono gli acheni, chiamati comunemente semi). I frutti sono molto nutrienti ed energetici per l’alto contenuto zuccherino, di cui dovranno tener conto i diabetici e le persone in sovrappeso; essi svolgono un’azione lassativa delicata e non irritante, per il contenuto di fibre e mucillagini, adatta anche per bambini, anziani, gestanti e in presenza di emorroidi. Le gemme fresche del Ficus carica, con cui si ricava un macerato glicerico o gemmoderivato, contengono gli enzimi proteasi, lipasi e diastasi (simili a quelli pancreatici), vitamine A e C e cumarine.
Il macerato glicerico di Ficus carica pertanto aiuta a regolarizzare la secrezione gastroduodenale e la motilità intestinale, e a ridurre l’eccessiva secrezione acida e gli spasmi della muscolatura liscia del colon, esercitando un’azione antinfiammatoria. Sarà il rimedio di elezione per i soggetti ansiosi, che somatizzano l’ansia e lo stress a livello viscerale, nei casi di gastrite e ulcera, nella sindrome del colon irritabile, o colite spastica.