La risposta naturale contro la cistite
di Elena Radici
Durante l’estate si può incorrere con più facilità in un disturbo comune che normalmente colpisce il 20-30% delle donne adulte: la Cistite. Da cosa nasce questa infezione? La causa più frequente è il passaggio ascendente di batteri patogeni dalla zona peri-anale all’uretra e quindi alla vescica. I sintomi tipici sono principalmente tre: Pollachiuria (aumentata frequenza delle minzioni), Bruciore minzionale e Urgency (sensazione di stimolo urgente e doloroso di urinare). Talvolta si può associare a questi anche un quarto sintomo, l’Ematuria, ossia la presenza di sangue nelle urine. Il trattamento classico farmacologico è basato sulla prescrizione di antibiotici e disinfettanti urinari, ma recenti statistiche affermano che circa il 25% delle donne trattate farmacologicamente ha numerose ricadute.
Il primo rimedio tradizionale cui ci si rivolge, come abbiamo già avuto modo di dire, è la Malva. In realtà pur possedendo ottime proprietà antinfiammatorie, da sola non è assolutamente sufficiente contro questo tipo di infezione. La pianta più utile per trattare la Cistite è invece l’Uva ursina (Arctostaphylos uva ursi Sprengel). Essa agisce grazie a dei principi attivi chiamati Glucosidi idrochinonici (arbutoside o arbutina, metilarbutina), che dopo vari processi di trasformazione nel nostro organismo diventano attivi contro i germi che più comunemente sono responsabili di infezioni acute e croniche delle vie urinarie. Sperimentalmente l’Uva ursina ha dimostrato attività antimicrobica nei confronti di numerosi ceppi batterici: Staphylococcus aureus, Bacillus subtilis, Escherichia coli, Proteus vulgaris, Pseudomonas aeruginosa, Enterococcus faecalis, Mycobacterium smegmatis, Shigella somnei e Shigella flexneri. Tuttavia il trattamento deve essere ripetuto più volte nella giornata perché i principi attivi, sopravvivono per breve periodo nel nostro organismo.
Altra pianta che negli ultimi anni viene sempre più utilizzata per questo disturbo è il Cranberry (Vaccinium macrocarpon Aiton), o mirtillo rosso americano. Grazie al suo contenuto di Polifenoli e vitamina C è in grado di impedire ai batteri patogeni di aderire alla mucosa intestinale e quindi alle cellule uro-epiteliali permettendone l’eliminazione attraverso il flusso urinario. È inoltre utile per acidificare le urine e creare un ambiente meno ospitale per il batterio.
Oltre all’utilizzo di queste piante sarà indispensabile ridurre al minimo i rischio di infezione adottando delle semplici ma efficaci regole alimentari e igieniche: bere molta acqua (1,5-2 litri al giorno); combattere la stitichezza; curare l’igiene intima; svuotare la vescica dopo un rapporto sessuale; assumere regolarmente probiotici.