Se bere diventa un problema
Gentile redazione, vi scrivo perché vorrei condividere con voi una mia esperienza che potrebbe interessare un certo numero di persone che al giorno d’oggi si trovano a fronteggiare una problematica molto complessa quale è quella della vicinanza emotiva o convivenza con una persona che beve alcolici in “modo problematico”. Bere in modo problematico significa che, al di là della frequenza o della quantità di alcol che assume, vede la propria vita progressivamente influenzata da questa condizione.
I familiari o gli amici più stretti vivono in una situazione altrettanto caotica e penosa dal momento che la dipendenza dalle sostanze causa alterazioni del comportamento della persona (poi sopraggiungono col tempo problemi anche fisici e sempre più seri) che si ripercuotono inevitabilmente in chi è più prossimo determinando un malessere emotivo che progredisce di pari passo con la dipendenza del congiunto. Tutto ciò dipende dal fatto che la maggior parte delle persone non conosce le dinamiche della dipendenza e finisce col reagire in maniera inadeguata al problema, o addirittura controproducente. Il primo passo dunque è “informarsi” correttamente. A questo scopo esistono dei gruppi di auto-mutuo aiuto formati da amici e familiari di alcolisti o bevitori problematici con cui sono venuta personalmente in contatto negli ultimi anni. Quello che è risultato molto efficace è denominato Al-Anon ed è nato in parallelo con Alcolisti Anonimi, si fonda sugli stessi principi ed è articolato in 12 passi. Si tratta di un programma molto valido che è il risultato di oltre 60 anni del lavoro e dell’esperienza di migliaia di membri nel mondo. Al quale, tra l’altro, hanno attinto molti altri tipi di gruppi per problematiche differenti. La mia esperienza presso questi gruppi è stata assolutamente positiva e mi ha permesso di acquisire una consapevolezza che per altre vie non avevo trovato, sebbene avessi attivamente cercato di saperne di più. Un gruppo Al-Anon è presente anche a Città di Castello e si riunisce il lunedì alle 18,15 (telefono 075 3722396); considerata la diffusione del problema e la mia valutazione personale mi sento di metterne a conoscenza quante più persone possibile. Vi ringrazio per l’attenzione. Buon lavoro.
Romina