Ambiente / La sindrome di P.A.N.

di Alessandro Zangarelli

Il 26 Giugno si è riunita a Città di Castello la Commissione Servizi presieduta dal consigliere di maggioranza Giovanni Procelli, con ordine dell’ giorno: “Incontro conclusivo per l’audizione delle Associazioni agricole e ambientaliste in merito alla proposta di adozione del Regolamento Comunale sull’uso dei prodotti fitosanitari in aree agricole ed extra agricole.” I lavori si sono aperti con l’audizione delle associazioni ambientaliste: Comitato a Difesa della Terra Valtiberina, Progetto Valtiberina e il sottoscritto quale autore del reportage -“Nuvole Bianche, l’incidenza della tabacchicoltura in Valtiberina “– commissionato da Altrocioccolato e Comitato a difesa della terra Valtiberina. I tabacchicoltori erano rappresentati dal presidente di Coldiretti Luca Panichi.
Articolata e puntuale è stata l’esposizione da parte delle associazioni ambientaliste sulle problematiche legate all’utilizzo intensivo dei fitosanitari in agricoltura convenzionale, soprattutto in tabacchicoltura, snocciolando tutte le criticità dall’aumento dell’uso dei pesticidi agli effetti a medio e lungo termine che i fitosanitari determinano sull’ambiente e sulla salute. Progetto Valtiberina ha già da due anni redatto una proposta di regolamento comunale, fonte di ispirazione per quello già adottato nel municipio di Citerna.
Quello che appare è che, nonostante il capo gruppo PD Dottor Zucchini sia sensibile all’argomento e abbia assieme alla consigliera Francesca Mencagli redatto l’ordine del giorno che ha in sé la proposta di redigere un regolamento, all’interno della maggioranza non vi sia coesione e opportuna conoscenza dell’argomento. L’intervento in sede di commissione del presidente di Coldiretti, non soddisfa tale necessità. Il rappresentante degli agricoltori ha citato i vari accertamenti a cui, come categoria, sono sottoposti, non prendendo in considerazione che l’esigenza di avere un regolamento comunale sull’uso dei fitofarmaci in aree agricole ed extra agricole riguarda l’incauto utilizzo che potrebbe coinvolgere chi confina con campi coltivati a tabacco, oppure chi attraversa l’area trattata ove questi si trovano, e non la produzione, cui sono finalizzati i controlli a cui si riferisce l’associazione di categoria. La Delibera Regionale 1429 ed Allegato “A” del 05/12/2016 non è strutturata in modo tale da poter tutelare la salute pubblica e l’ambiente, da qui la necessità che il municipio tifernate intervenga per colmare le lacune, le imprecisioni e in particolar modo la non conformità con il P.A.N. (Piano d’azione nazionale) Qui il punto incriminato :«La distribuzione di prodotti fitosanitari in aree agricole adiacenti a plessi scolastici, asili nido, scuole dell’infanzia, centri diurni per l’infanzia nonché parchi gioco per l’infanzia, strutture sanitarie e istituti di cura, è consentita esclusivamente al di fuori dell’orario di apertura di tali strutture ed in ogni caso preferibilmente tra le 19:00 e le ore 07:00». Quanto scritto è vietato dal P.A.N. sull’uso sostenibile dei fitofarmaci. Inoltre la delibera di cui sopra non tratta assolutamente l’argomento acqua; dunque non è chiaro come si possano proteggere le falde acquifere e i pozzi di approvvigionamento d’acqua ad uso alimentare, dai fitosanitari che permeano nel terreno.
Quello di cui sia ha immediata urgenza è un’ apposita cartellonistica che venga posta in loco ventiquattro ore prima della diffusione in campo del fitosanitario, che ne indichi nome commerciale, principio attivo con relativa scheda di sicurezza e che venga rimossa dopo le quarantotto ore previste per il rientro in sicurezza. Il tempo di permanenza della cartellonistica in campo è dunque di settantadue ore. Questo può permettere di evitare immediatamente la zona trattata, considerando che la maggior parte dei fitosanitari sono inodore. Necessario inoltre delineare le distanze dai parchi e dai giardini pubblici, campi sportivi, aree ricreative, cortili delle scuole, strutture sanitarie e socio-assistenziali e luoghi pubblici; per queste, ad esempio, il Comune di Citerna prevede quaranta metri. Trenta metri sono previsti dai centri abitati e dalle abitazioni in genere. Le distanze, come suggerisce Jacopo Orlando di Progetto Valtiberina, potrebbero variare se venissero piantate al confine siepi di contenimento, di due metri di altezza e di un metro di profondità.
Sulle distanze sopra citate, il consigliere Gasperi del M5S fa notare che non si può intervenire in quanto è in vigore un contratto tra Regione e agricoltori denominato Agroambiente. Il consigliere penta stellato non considera che nessun contratto può essere in conflitto con la legge, di conseguenza quello stipulato tra la Regione dell’Umbria e gli agricoltori, non può ostacolare la tutela della salute pubblica sancita dalla Costituzione all’Articolo 32 e la tutela ambientale – con buona pace di tutti i firmatari.
La rivoluzione biologica è in iniziata e i dati di mercato -fonte Lifegate- a maggio 2016 dicono che ben 4,5 milioni di famiglie (il 18% del totale) consumano abitualmente prodotti da agricoltura biologica con una crescita del 17% in un solo anno, e ben 3,4 milioni di famiglie li consuma saltuariamente (+ 11% rispetto all’anno precedente). Se si considerano i consumatori occasionali (11,9 milioni di famiglie), i prodotti biologici entrano nelle dispense di quasi 20 milioni di famiglie, ma a quanto pare né alla Regione né alla amministrazione comunale è venuta l’idea di stimolare una riconversione dei terreni coltivati a tabacco. Sarebbe stato un comportamento saggio già nel 2006, se l’attuale Assessore all’Agricoltura con delega all’ambiente e delega alla cultura, Fernanda Cecchini, si fosse adoperata assieme alla categoria dei tabacchicoltori ad avviare un processo di riconversione. Va considerato che la tabacchicoltura è stata drogata dalle sovvenzioni europee, ma oggi Bruxelles non la ritiene una produzione meritevole di essere sostenuta con gli aiuti comunitari, considerati i suoi impatti negativi su ambiente e salute.
La Valtiberina è un focolaio tumorale, i dati del registro umbro dei tumori parlano chiaro, ma nonostante questo, non si intende prendere provvedimenti nei confronti di tutte quelle pratiche che rendono tale la nostra terra. ◘

 

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