Ambiente / L’Honestà in conflitto di interessi

di Alessandro Zangarelli

Il Comune di Città di Castello con l’istituzione di una commissione ad hoc si è messo al lavoro per redigere un regolamento comunale sull’utilizzo dei fitofarmaci in tabacchicoltura e nell’agricoltura convenzionale, finalizzato al rispetto di tutte quelle regole che servono a proteggere i cittadini e l’ambiente dall’uso scorretto di tali prodotti. I lavori della commissione procedono lentamente.
Il candidato sindaco del M5S Marco Gasperi, ora consigliere comunale all’opposizione e membro della commissione suddetta presieduta dal Presidente Procelli, si trova in pieno conflitto d’interesse in quanto dipendente della Fattoria Autonoma Tabacchi. Tale condizione fa gioco all’amministrazione PD-PSI nel tirarla per le lunghe, tanto è che il Comune non si è dotato di regolamento come già ha fatto il Comune di Citerna. Regolamento necessario in quanto la Regione, su proposta dell’Assessore Fernanda Cecchini, ha pubblicato un documento, allegato alla delibera n. 1429 del 05/12/2016 (giunta Marini – Allegato “A”), del tutto inadeguato alla tutela della salute pubblica e al rispetto delle legge in materia di utilizzo dei prodotti fitosanitari.
Si nota il diverso approccio critico tenuto dal Movimento Cinque Stelle sulla gestione della Giunta Bacchetta della discarica di Belladanza assieme a Castello Cambia e Tiferno Insieme. Credo che la campagna intrapresa da Gasperi – che non è un demerito – sulle reali condizioni di sicurezza ambientale di Belledanza sia un tema congeniale, come è stato l’inceneritore ternano per Andrea Liberati, consigliere regionale M5S, che si è battuto contro la riapertura dello stesso, ottenendo un buon risultato politico e non facendo calare il sipario sull’argomento. Il consigliere pentastellato tifernate ha ampio margine di manovra e può rendere comunque un buon servizio alla comunità senza infastidire il suo datore di lavoro.
Leggendo l’articolo pubblicato sull’ultimo numero de l’altrapagina, in Aprile, il consigliere Gasperi afferma: «Fuori le prove di possibili danni collaterali». A quanto pare non sa, o fa finta di non sapere, quali sono gli effetti collaterali di una monocoltura intensiva quale è la tabacchicoltura, in termini di inquinamento della flora, della fauna e delle falde, rappresentando un potenziale pericolo per l’uomo. Ora si legge “potenzialmente” perché ad oggi nessuno si è preso la briga di condurre una indagine epidemiologica che identifichi concretamente e metta nero su bianco quella che è l’incidenza della tabacchicoltura sulla salute della Valle. Inoltre, senza scomodare chissà quale luminare, basterebbe leggere il bugiardino stampato nelle taniche o nelle confezioni di un qualsiasi fitofarmaco utilizzato in tabacchicoltura o agricoltura convenzionale per farsene un’idea. Nondimeno sarebbe opportuna una corretta informazione, di cui siamo carenti, ed è una responsabilità regionale quanto comunale, come prescritto dal regolamento nazionale sull’uso dei fitofarmaci denominato PAN; ma nell’Allegato A della delibera n° 1429 del 05/12/2016 ci si limita ad indicare un sito internet che al momento non è in rete e di certo tale attività non può essere demandata al solo sito web.
Il famoso glifosato, diserbante prodotto da Monsanto (recentemente acquistata dalla Bayer), di cui è la maggior fonte di reddito aziendale, è fortemente sospettato di favorire il Linfoma non Hodgkin, ma anche qui mancano studi ufficiali che ci dicano come stanno realmente le cose. Fatto è che la situazione ambientale e clinica della Valtiberina dovrebbe portare senza ombra di dubbio all’applicazione del principio di precauzione, che è un’arma a disposizione del Sindaco Luciano Bacchetta e degli altri primi cittadini della Valtiberina, per far luce su questa alta incidenza tumorale che ci affligge, soprattutto allo stomaco, e che si continua a sottovalutare come se non fosse una responsabilità politica di chi governa i municipi, fornendo come unica spiegazione l’alto consumo di insaccati e carne alla brace. Ora, l’alta percentuale di Nitrato (NO−3) presente nelle nostre acque all’interno del nostro stomaco si trasforma in Nitrito( NO−2) che può agire da precursore di composti considerati cancerogeni per lo stomaco, oltre a essere presente come conservante addizionato negli insaccati. I microgrammi per litro di Nitrato nelle nostre acque sotterranee all’autunno 2016 erano 64,4, a febbraio 2016 64 microgrammi per litro e a settembre 2015 invece erano 73,8 quando il limite imposto dal Dgls 38/2009 è di 50 microgrammi per litro. È interessante notare che in precedenza era di 30 microgrammi per litro.
Quale è il motivo che ha portato la Regione Umbria tramite l’Assessore Fernanda Cecchini a rendere pressoché inutile il PIANO D’AZIONE NAZIONALE PER L’USO SOSTENIBILE DEI PRODOTTI FITOSANITARI (P.A.N)con la delibera accennata? La Giunta Bacchetta cosa intende fare per proteggere la salute dei propri cittadini? I dati sull’inquinamento da Nitrato delle nostre acque indicano che a oggi non si è fatto assolutamente nulla e l’atteggiamento delle istituzioni non lascia presagire niente di buono.
Sono un elettore e in quanto tale esercito il controllo e il diritto alla critica sul lavoro del Consigliere dell’opposizione Marco Gasperi, che ha ottenuto la mia preferenza alle ultime elezioni come candidato Sindaco. Questa attenzione dovrebbe essere la normalità per quel 53% di tifernati che hanno di nuovo eletto al Governo locale la Giunta Bacchetta. Un maggior controllo da parte della popolazione sul proprio eletto può tranciare definitivamente la commistione politico-imprenditoriale e qualsiasi tipo di infiltrazione che arrechi la perdita di anche uno, uno soltanto, dei diritti di cui dobbiamo costituzionalmente godere. ◘

 

 

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