Ambiente / Non piove governo ladro

L’estremizzazione dei fenomeni atmosferici si arricchisce di episodi che ne confermano l’inquietante realtà

di Marco Bani

L’Altotevere per ora è stato solo sfiorato dai fenomeni estremi che si sono verificati negli ultimi anni. Ricordiamo il caldo del 2002-2003, sentito anche da noi, con temperature medie alte come mai. Indimenticabile per contro la notte di tregenda dell’Epifania del 2010 con tonnellate di ghiaccio accumulate dal gelicidio che hanno inglobato e schiantato migliaia di alberi tra la quota dei 650-750 m slm nel vicino Appennino. Clamoroso il “nevone” del febbraio 1012 che ha coperto sotto un paio di metri di neve località poste a solo a pochi km verso le Marche. Paurosi nel marzo 2015 i colpi di vento fortissimo che hanno recato danni enormi appena qualche km più a nord di Città di Castello. Un’altra nevicata mai vista ha sepolto Marche e Abruzzo nel gennaio dell’anno scorso. Quella che ha causato la valanga sull’Hotel Rigopiano. Inoltre negli ultimi anni una costellazione di alluvioni e frane hanno caratterizzato le nostre regioni limitrofe.
In questi giorni si parla di siccità eccezionale, anche se mentre scrivo, nel penultimo giorno di giugno, qualche spruzzata di pioggia sta rompendo una assenza di precipitazioni che praticamente dura da 50 giorni. Tuttavia anche in questo caso l’Altotevere non presenta le punte estreme di mancanza di precipitazioni accusata da altre aree della penisola. Nei primi sei mesi di quest’anno su Città di Castello sono caduti 236 mm di pioggia, che non sono molti, soprattutto nella prospettiva possibile che non piova nei prossimi 2 mesi d’estate. Nello stesso periodo del 2016 sono caduti ben 668 mm di pioggia. Più significativo confrontare il dato con la media del decennio 1968-1977 che sappiamo essere periodo più regolare nelle medie che non la fase recente. In quel decennio la quantità media di pioggia del primo semestre è stata di 325 mm, quantità di quasi un terzo superiore a quella del semestre in corso. Preoccupante però è il fatto che proprio maggio e il corrente giugno abbiano fatto registrare una quasi assoluta mancanza di pioggia. Stasera tuona. Vedremo. Ma non sarà un temporale a cambiare di molto la situazione.
(Il riferimento delle mie informazioni di temperatura e pluviometria è sempre la stazioncina dell’IIS Patrizi-Baldelli-Cavallotti, con il tecnico Fabrizia Palazzetti che raccoglie quotidianamente i dati e me ne facilita la consultazione.»
L’ente dell’ONU che riunisce scienziati di tutti i paesi per studiare i cambiamenti climatici, l’IPCC (International Panel of Climate Change) aveva già preannunciato da diversi anni che i fenomeni atmosferici si sarebbero estremizzati. Le masse d’aria hanno oggi a disposizione maggiore energia convettiva e danno luogo a fenomeni più violenti, orientati in misura maggiore verso caldo e siccità, ma anche intervallati da eventi di freddo inedito a certe latitudini.
L’IPCC afferma anche che il riscaldamento del pianeta dipende da un aumentato effetto serra causato da attività antropiche come bruciare combustibili fossili ed esasperare l’allevamento di bestiame e il consumo di carne. Il calcolo delle temperature medie schematizzato nel grafico ci dice che tra i 24 anni più lontani e i 25 più recenti la temperatura media è aumentata a Città di Castello di 1,6 gradi, con tendenza a crescere, soprattutto dopo aver considerato i primi infuocati 6 mesi di quest’anno. In questo primo semestre 2017 la temperatura media è stata di 12,8 gradi, soprattutto condizionata da un mese di giugno a livelli quasi da record con 23 gradi e mezzo di media.
La media gennaio-giugno del decennio 1968-1977 è stata di 10,4 gradi. Questi 2,4 gradi in più risultano davvero molto preoccupanti se la proiezione sull’intero anno in corso venisse confermata.
Forse in Altotevere non avremo danni da siccità all’agricoltura così gravi come avverrà in altre aree del paese, e forse la nostra pianura caratterizzata da un orizzonte geologico fluvio-lacustre carico d’acqua non ci farà soffrire la sete, ma in gioco c’è qualcosa di più grande che riguarda l’intero pianeta.
Le ricorrenti anomalie meteorologiche che sono conseguenza della modifica del clima dovrebbero costringere la politica a prenderne coscienza ed intervenire con decisione. Così non è. Il neoliberismo sfrenato in atto in quasi tutto il mondo non prevede frenate. Speriamo che questo treno lanciato a folle corsa non deragli. Stiamo veicolando seri problemi alle future generazioni. ◘

 

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