Centenario Franchetti / Un tributo doveroso

Omaggio del Circolo culturale “Luigi Angelini” al cimitero acattolico di Roma presso la tomba di Leopoldo Franchetti e Alice Hallgarten

di Marco Bani

Il 4 novembre 1917 il barone Leopoldo Franchetti, senatore del Regno d’Italia, si tolse la vita a Roma in seguito alla disfatta di Caporetto. Nella decisione di farla finita, oltre ai temuti nefasti destini della prima guerra mondiale, certamente ha pesato la dolorosa scomparsa, avvenuta sei anni prima, dell’amata giovane moglie Alice Hallgarten. Il barone viene ricordato in Altotevere per aver lasciato le sue terre ai coloni che le coltivavano, mentre a livello nazionale la sua natura di politico filantropo si è manifestata nel sollevare la questione meridionale cercando soluzioni al sottosviluppo. Per noi tifernati una memoria evidente è costituita dalla villa, disegnata dall’architetto fiorentino Boccini in località Montesca, panoramica sulla città e circondata da uno stupendo parco. Nel 1901, appena dopo il completamento della villa, la coppia istituì alla Montesca e a Rovigliano una scuola di avanzata concezione a beneficio gratuito dei bambini dei suoi contadini. Nei primi anni Maria Montessori vi tenne dei corsi contribuendo alla rivoluzionaria didattica che la scuola proponeva. A beneficio delle donne Alice fondò la Tela Umbra, ancora oggi importante gioiello dell’artigianato locale.
Ben motivato dunque l’omaggio che il Circolo Culturale “Luigi Angelini”, affiancato dal Gruppo FAI di Città di Castello, ha voluto tributare a questa coppia di benefattori forse non sufficientemente ricordati a Città di Castello.
L’origine ebraica e una natura dichiarata di liberi pensatori ne spiega la collocazione delle ceneri nel Cimitero Acattolico del Testaccio, a Roma. Suggestiva la presenza dei poeti inglesi John Keats e Percy Bysshe Shelley; di August von Goethe figlio di Johann Wolfgang von Goethe; del pittore russo Karl Brullov; di Miriam Mafai, Carlo Emilio Gadda e Dario Bellezza. Del fisico Bruno Pontecorvo e di tanti altri interessanti personaggi. Una nota a parte merita la tomba di Antonio Gramsci, la più visitata.
La gita nella capitale ha previsto una visita al Casino dell’Aurora della Villa Ludovisi, caratterizzata dagli affreschi del Guercino e dell’unica opera muraria di Caravaggio. Ma la giornata è stata incentrata sull’omaggio alla dimora dell’eterno riposo di Leopoldo e Alice. Luigi Chieli, presidente del Circolo Angelini, ha deposto un rametto d’ulivo con dedica alla base della stele commemorativa con le ceneri dei due illustri filantropi.
Parlare dei meriti di Leopoldo e Alice richiede altro spazio e altro approfondimento. Qui abbiamo voluto testimoniare la partecipazione ad una istruttiva iniziativa socio-culturale, caratterizzata da una di quelle atmosfere che riconciliano col mondo. ◘

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