Dossier / Il futuro del passato di Maurizio Fratta

Tra le conquiste umane, un ruolo decisivo per il miglioramento delle nostre condizioni di vita viene universalmente riconosciuto all’agricoltura. Se alla domesticazione e alla coltivazione delle piante, avvenuta nel corso degli ultimi diecimila anni, dobbiamo produzione e scorte di cibo sempre maggiori, è anche vero, però, che all’agricoltura si sono spesso associate grandi disuguaglianze sociali, malattie, tirannie.
Oggi, nei primi anni del ventunesimo secolo, più di ottocento milioni di persone soffrono la fame e circa due miliardi sono malnutrite, mentre quasi mezzo miliardo sono obese e un miliardo e mezzo sono in sovrappeso. Con conseguenze sul piano della salute facilmente immaginabili.
E sull’agricoltura si addensano nuove esiziali minacce. Le grandi multinazionali dell’ agro business concentrano i loro poteri e insieme alle grandi organizzazioni mondiali del commercio allungano le
mani su cibo, acqua e altre risorse vitali per determinare un controllo globale della vita sul pianeta. Oggi il miliardo e passa di agricoltori distribuiti in 450 milioni di aziende agricole, in maggioranza operanti su piccola scala, si trova di fronte a due modelli di agricoltura alternativi: quello imposto dall’ alto dai grandi poteri economici e finanziari, basato su genetica e chimica, che forte degli iniziali successi quantitativi, mostra da più di un ventennio tutti i suoi limiti (erosione dei suoli, perdita della biodiversità, consumi crescenti di pesticidi legati all’uso degli Ogm, resistenza agli erbicidi, inquinamento delle falde acquifere), e quello che a partire dai primi decenni del secolo scorso ha cercato di tenere in equilibrio quantità e qualità della produzione agricola e che non si serve dell’apparato biotech e della chimica di sintesi, ma punta piuttosto a un rapporto equilibrato tra ambiente e organizzazione produttiva per un’agricoltura e una alimentazione priva di veleni. Una sfida apparentemente impari, ma dall’ esito della quale dipende ormai il futuro dell’uomo e degli altri esseri viventi sul pianeta.

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