Dossier (La magia di un cammino)

di Achille Rossi

Camminare è il gesto più abituale degli esseri umani, ma è soprattutto un’arte. Lo sapevano bene gli antichi che solcavano l’Europa tracciando sentieri verso Santiago, Roma o addirittura verso Gerusalemme. Noi che siamo ridotti a spostarci in macchina, abbiamo perso il gusto del muovere un passo dopo l’altro, scoprendo nuovi orizzonti, incontrando nuove persone, seguendo il nostro ritmo interiore. «Adesso sono in un luogo» raccontava un pellegrino manifestando il suo stupore al terzo giorno di cammino verso Compostela. Se siamo capaci di vedere, i luoghi parlano di bellezza, di arte, di spiritualità e della straordinaria esperienza di Francesco d’Assisi.
Bisogna essere davvero grati ad Angela Seracchioli che ha inventato e realizzato il cammino francescano che si snoda dalla Verna fino a Monte S. Angelo. La ricordo in uno scenario incantevole, ancora imbrattata di vernice, intenta a tracciare i Tau gialli per segnalare il percorso, animata dal suo entusiasmo contagioso che ha permesso a migliaia di persone di riscoprire l’esperienza di Francesco. A distanza di secoli l’infinitamente piccolo parla ancora al cuore degli uomini.
Da parte sua Angela continua a tracciare cerchi sempre più ampi, senza voler possedere nulla, perché questa è la perfetta letizia che ha insegnato Francesco. Il suo vero tesoro sono i pellegrini che continuano a scriverle, a confidarle le loro scoperte e le loro angosce, in quel cuore a cuore che rende preziosa la vita. In fondo ogni essere umano è sempre in cammino e forestiero; precario e in cerca di libertà, perché la nostra casa non è mai finita.

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