Dossier (Un golpe strisciante)

di Achille Rossi

Ci sono dei paesi che sfuggono all’attenzione dei media internazionali, perché costituiscono delle eccezioni nel quadro abituale con il quale misuriamo la politica e i rapporti di forza. Il Venezuela è un piccolo paese che trae la sua ricchezza dall’estrazione del petrolio e che Hugo Chavez ha risollevato da una condizione di indigenza e di povertà. Le classi più umili hanno assecondato il percorso del cambiamento mentre le oligarchie lavoravano per rovesciare il governo legittimo, sostenute dalle multinazionali americane del petrolio.
Dopo la morte di Chavez la situazione politica è precipitata. E il Venezuela si trova sull’orlo di una guerra civile, causata anche dalle difficili condizioni economiche del paese. L’opposizione violenta ha un unico obiettivo, quello di creare disordine e caos per mettere le mani sulle risorse venezuelane e si serve di ogni mezzo, compresi mercenari assoldati per boicottare il rifornimento delle derrate alimentari. Quello che sta accadendo in Venezuela è un golpe strisciante, come è accaduto in Honduras, in Paraguay, in Brasile. Quando le popolazioni decidono di cambiare il proprio destino ci pensano i pretoriani di turno a rovesciare i governi democratici, ad azzerare la classe dirigente, a mettere a tacere ogni desiderio di liberazione. Sono state troppe poche le voci autorevoli che hanno stigmatizzato il dramma venezuelano e sono state subissate dal frastuono mediatico che si riempie la bocca di democrazia, mentre si stanno perpretando attacchi distruttivi sulla popolazione inerme. Purtroppo i media occidentali sono colpiti da una strana malattia: sono strabici, vedono solo da un’altra parte.

 

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