Ex Fat, dieci domande al sindaco

1 Se si dovesse attribuire un valore economico al nostro centro storico, in quanti milioni di euro lo si potrebbe esprimere?

2 È giustificabile economicamente un intervento di riqualificazione urbana i cui supposti benefici potrebbero essere inferiori ai danni arrecati?

3 Il progetto denominato “contratto di quartiere” è stato pensato per riqualificare un’area urbana storica o per ottenere i finanziamenti?

4 è stata fatta una valutazione scientifica sull’area interessata dall’intervento e di quali competenze ci si è avvalsi?

5 È pensabile un intervento sulla parte più antica della città, senza avere elaborato un progetto complessivo di recupero del centro storico?

6 Creare un’area commerciale alla ex-Fat non recherà danno ai pochi commercianti rimasti nel centro storico? E l’ipotizzata piazza a livello, in realtà un parcheggio per il centro commerciale, non costituirà un pericoloso attrattore di traffico?

7 Perché non si è mai voluta prendere in considerazione l’idea dello scambio (perequazione) tra l’ex Fat e l’ex scuola di Piazza Garibaldi, che avrebbe tra l’altro consentito di avviare a costo zero per il Comune la più volte ipotizzata Piazza Burri?

8 In 10 anni quale idea l’amministrazione comunale ha proposto per la ristrutturazione dell’ex ospedale ed, eventualmente, come si integra con l’intervento previsto alla ex-Fat?

9 Manicalunga ed ex-Bacchi stanno lì a dimostrare che le amministrazioni pubbliche hanno tutelato più gli interessi privati che il patrimonio comune. Sulla ex-Fat cosa si intende fare?

10 È così dannosa e assurda l’ipotesi di rinunciare al finanziamento gratuito di un’opera di riqualificazione urbana se questa dovesse rivelarsi controproducente?

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