L’autogol del sindaco

Le cateratte sulla Massoneria si sono aperte di nuovo. Come un fiume carsico che riaffiora per poi scomparire di nuovo. E non solo a livello nazionale, con le iniziative della Commissione Parlamentare Antimafia che ha chiesto l’acquisizione delle liste della Massoneria, o della magistratura calabrese le cui indagini hanno confermato il sodalizio affaristico e criminale tra ‘nedrangheta e logge. La masso-mafia, come l’ha definita Gratteri. Le indagini della DDA di Reggio ci dicono che in Calabria su 32 Logge 28 sono direttamente controllate dalla criminalità. Una propaggine di queste dinamiche l’abbiamo sperimentata anche in Umbria e in Altotevere, con l’insediamento nel territorio di personaggi affiliati ad alcune delle più pericolose associazioni criminali. Se il dibattito attivato dal Sindaco avesse avuto la finalità di verificare se anche a Città di Castello a governare sia la politica su mandato dei cittadini o cupole più o meno segrete sarebbe stata cosa seria e sana. Ma il fine sembra essere un altro: un regolamento di conti interno alla maggioranza e con alcuni settori dell’opposizione. Ma le cose non sono andate nel senso auspicato da Bacchetta che ha sollevato una pietra che gli è ricaduta nei piedi. L’uscita del primo cittadino ha fatto infuriare non poco gli esponenti delle logge cittadine, che di tutto avevano bisogno meno che di una pubblicità non richiesta. Un autogol plateale che ha consentito ai gruppi di minoranza di dire “bene, adesso andiamo fino in fondo”. E così della questione se ne discuterà in Consiglio Comunale, ed è stato chiesto che i componenti della giunta, del Consiglio e delle Società Partecipate dichiarino le loro eventuali appartenenze a Logge massoniche o ad associazioni segrete o riservate. E qualcuno è arrivato a chiedere la pubblicazione delle liste, dopo quella fatta nel 1994. “Siamo a Città di Castello – hanno affermato i richiedenti – sappiamo chi sono e dove sono i massoni della nostra città, sarebbe un gesto di trasparenza e di correttezza se loro per primi, prima che lo facciano altri, rendessero pubbliche le liste. Se, come dicono, non c’è niente da nascondere rispetto a una attività “esclusivamente filantropica e culturale”. Irritati e non poco sono anche gli alleati del PD, stretti tra l’incudine di una connivenza politica e istituzionale storica con la Massoneria in Umbria, e il martello del divieto di appartenenza massonica per i propri iscritti e amministratori sancito dal Codice Etico del partito. Preoccupati anche che queste vicende possano favorire anche a Città di Castello debacle elettorali come quelle subite a livello nazionale e a Todi. Ma autogol per Bacchetta lo è stato soprattutto perché dalle liste pubblicate all’epoca è emerso che gran parte del gruppo dirigente storico del suo partito, il Psi, è iscritto alla Massoneria. Dall’allora proconsole dell’Umbria Enrico Manca (il suo nome figura negli elenchi della P2) a Silvano Rometti, da Massimo Buconi a Mario Valentini, da Aldo Potenza a Sergio Santini, da Marcello Ramadori a Mario Silla Baglioni. Fino ad autorevoli dirigenti socialisti di Città di Castello. E dunque, gli avversari hanno avuto buon gioco nel ribattere: il problema del rapporto tra Massoneria e politica riguarda voi, “de te fabula narratur”. Si usa la Massoneria per una resa dei conti da qui alla scadenza della sindacatura. Ma non è detto che la situazione non precipiti prima, a dicembre 2019 ad esempio, termine di metà legislatura oltre il quale Bacchetta non potrà ripresentarsi. ◘

 

Elenco ufficiale delle Logge massoniche appartenenti al GOI (Grande Oriente d’Italia) umbro, pubblicato sul sito ufficiale dell’associazione.

+ Loggia ‘Francesco Guardabassi’ n. 146
+ Loggia ‘Fede e Lavoro’ n. 459
+ Loggia ‘Riccardo Granata’ n. 735
+ Loggia ‘Mario Angeloni’ n. 741
+ Loggia ‘I Figli di Horus’ n. 742
+ Loggia ‘Fratelli Bandiera’ n. 743
+ Loggia ‘Concordia’ n. 744
+ Loggia ‘Ver Sacrum’ n. 961
+ Loggia ‘Bruno Bellucci’ n. 963
+ Loggia ‘Luca Mario Guerrizio’ n. 964
+ Loggia ‘Francesco Baracca’ n. 965
+ Loggia ‘La Fermezza’ n. 1011
+ Loggia ‘Guglielmo Miliocchi’ n. 1020
+ Loggia ‘Humanitas’ n. 1071
+ Loggia ‘La Fenice’ n. 1072
+ Loggia ‘Quatuor Coronati’ n. 1166
+ Loggia ‘Enzo Paolo Tiberi’ n. 1325
+ Loggia ‘Leonardo da Vinci’ n. 1395
+ Loggia ‘I Forti’ n. 1490
Città di Castello
+ Loggia ‘XI Settembre’ n. 904
+ Loggia ‘I Liberi’ n. 1093
+ Loggia ‘Armonia’ n. 1153
+ Loggia ‘Atlantide’ n. 1154
+ Loggia ‘Gli Illuminati’ n. 1447 (ultima nata)
Terni
+ Loggia ‘Publio Cornelio Tacito’ n. 740
+ Loggia ‘Giuseppe Petroni’ n. 952
+ Loggia ‘Paolo Garofoli’ n. 1008
+ Loggia ‘Johann Wolfgang Goethe’ n. 1048
+ Loggia ‘Alessandro Fabri’ n. 1186
+ Loggia ‘Roberto Mantilacci’ n. 1349
Spoleto
Loggia Luigi Panciani n. 1122
Foligno
Loggia Domenico Benedetto Roncalli n. 1210

 

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