L’economia che verrà

Competitività e convenienza economica delle aziende e responsabilità sociale. A ottobre a Milano due giorni di dibattito

di Isabella Venturi

La responsabilità sociale d’impresa è l’impegno da parte di organizzazioni e/o aziende a comportarsi in modo responsabile nella gestione delle problematiche d’impatto sociale e ambientale al loro interno e nelle zone di loro attività. Oltre al rispetto delle leggi vigenti in tema del lavoro e dell’ambiente, acquisire mentalità di responsabilità sociale (nella letteratura anglosassone corporate social responsibility, Csr), significa sviluppare strategie aziendali di promozione dello sviluppo partecipativo e della crescita culturale del territorio. Che cosa contraddistingue le aziende che aderiscono alla cultura della responsabilità sociale d’impresa? Trasparenza organizzativa e di bilancio, ascolto e partecipazione a tutti i livelli aziendali, ciascuno nel proprio ruolo, sono le linee guida di aziende che sviluppano al loro interno Csr. Inoltre, ogni azienda trova il suo particolare modo di attuare responsabilità sociale. Alcuni esempi? Un ristoratore che acquista i prodotti di coltivatori che lavorano terreni sottratti alla mafia; una ditta che assume giovani in numero pressoché pari tra femmine e maschi per ogni ordine gerarchico e sviluppa gruppi di lavoro per prendere decisioni partecipate; un altro contribuisce al sostegno di attività sportive per i giovani del paese dove ha sede l’azienda… Ognuno può trovare una sua modalità per essere responsabile, e dunque mettersi in relazione anche rispetto alla società, non solo verso il mercato.
L’Italia non è il solo paese dove si sta sviluppando la Csr. L’Unione europea, nel programma 2014-2020, tra i propri obiettivi evidenzia la coesione sociale e lo sviluppo sostenibile come elementi imprescindibili, in linea con i 17 obiettivi definiti nell’agenda 2030 dai 193 Paesi aderenti all’Onu nel 2015. Riferimenti più specifici si possono reperire nella Guida alla responsabilità sociale UNI ISO 26000, come pure nella Social Accountability SA 8000, certificazione etica incentrata sulle condizioni di lavoro.
Ultimamente è in atto un processo culturale di rivisitazione del modello di sviluppo, fino a oggi dominante, che ha dato ampio spazio alle libertà individuali, spesso a scapito del bene comune. Senza togliere valore alla creatività imprenditoriale e al conseguimento del profitto, aggiungere alla responsabilità economica di impresa quella sociale può essere un vantaggio competitivo,  validamente inteso come sostegno al profitto, e non già come un fardello o elemento di esclusiva pertinenza delle aziende no profit.
Infatti i vantaggi per l’impresa nell’adottare un comportamento socialmente responsabile sono molteplici. Di seguito alcuni tra i più evidenti:
Creazione di un ambiente di lavoro migliore, più sicuro e motivante: facilita la collaborazione, la responsabilità personale, il lavoro di squadra e il senso di appartenenza;
Consolidamento del marchio aziendale sviluppa un rapporto di fiducia e fedeltà verso la marca da parte dei “consumatori critici”;
Accrescimento della reputazione dell’impresa, con conseguente riduzione del rischio di iniziative di boicottaggio da parte di consumatori e loro associazioni;
Miglioramento dei rapporti con le istituzioni finanziarie, in virtù di una riduzione del profilo di rischio, favorendo l’acquisizione di finanziamenti.
Anche le università italiane stanno indirizzando la propria attenzione verso la Csr. Nel 2015 è nata la Rus – Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile – per facilitare coordinamento e condivisione tra i diversi atenei impegnati in temi di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale. Obiettivo della rete è la diffusione della cultura e delle buone pratiche di sostenibilità, sia all’interno che all’esterno degli atenei.
In questo ambito si inserisce il Salone della Csr e dell’innovazione sociale. Il Salone è promosso da Università Bocconi, Csr Manager Network, Unioncamere, Fondazione Global Compact Network Italia, Fondazione Sodalitas, Koinètica. È considerato il più importante evento in Italia dedicato a questi temi. Grazie a un programma culturale caratterizzato da un approccio interdisciplinare, il Salone offre occasioni di approfondimento e aggiornamento su strategie e strumenti per la sostenibilità.
L’edizione nazionale 2016 – che si è svolta come in precedenza nell’arco di due giornate in Bocconi – ha avuto risultati più che significativi: 143 organizzazioni protagoniste; 5.000 presenze; oltre 60 eventi; 250 relatori; 5 tappe, 1 pubblicazione Egea; 1 mostra digitale; 20 ore di diretta streaming; 1 maratona d’impresa, oltre 100.000 visite al sito; #CSRIS16 trend topic su Twitter per 4 giorni.
La 5° edizione, in programma il 3 e 4 ottobre 2017 sempre in Bocconi, conta già l’adesione di oltre 150 organizzazioni. Nel 2017 sono state organizzate 8 tappe nelle sedi di altrettante università per sviluppare proficui dialoghi tra aziende e istituzioni territoriali che praticano Csr.

Per saperne di più:
www.csreinnovazionesociale.it

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