Mostre / Mostre e musei nella Svizzera italiana di Maria Sensi

La Svizzera italiana non per sciare ma per visitare belle collezioni d’arte, ora che arriva la bella stagione, potrebbe essere un’idea!
Partiamo da Montagnola, visitando la Fondazione Hermann Hesse, che gestisce il museo allestito nella Torre Camuzzi (vicino a Casa Camuzzi, ove lo scrittore premio Nobel abitò, dal 1919 al 1931, in un appartamento che godeva di una magnifica vista sul lago di Lugano). Una mostra permanente dentro la Torre riproduce l’atmosfera in cui visse Hesse: oggetti personali, fotografie, libri e acquerelli ci forniscono molte informazioni su di lui. Temi fondamentali, come l’India o la realizzazione dell’opera “Il giuoco delle perle di vetro”, offrono la possibilità di approfondire le differenti fasi della sua attività creativa di letterato e pittore.
A Ligornetto, il museo Vincenzo Vela appartiene al novero delle case d’artista dell’Ottocento. Ideata dallo scultore realista ticinese all’apice della sua carriera e trasformata in museo pubblico dopo la sua donazione allo Stato, offre anche una quadreria di pittura lombarda e piemontese. Ristrutturato interamente dall’architetto ticinese Mario Botta, il museo è ubicato ai piedi del Monte San Giorgio (patrimonio Unesco per l’umanità), a 500 metri dal confine con l’Italia.
Ritroviamo Botta a Locarno, dove, fino al 12 agosto, la Pinacoteca Comunale Casa Rusca gli dedica un’ampia retrospettiva. Sono visibili per la prima volta 22 architetture realizzate in vari paesi, tra cui Svizzera, Italia, Francia e Cina. Si tratta di 18 edifici, tre opere in corso di realizzazione e una proposta per una cappella all’aeroporto di Malpensa. Tutti i progetti sono documentati con modelli originali, disegni e gigantografie.
?Da un architetto a un altro: al M.A.X. museo di Chiasso, l’esposizione su Achille Castiglioni – organizzata in occasione del centenario della nascita – celebra un grande protagonista della stagione d’oro del design degli anni Sessanta. Architetto di fama internazionale dalla pregnante intuizione visionaria, Castiglioni ha realizzato oltre 150 oggetti, alcuni riconosciuti come vere e proprie icone della modernità. L’esposizione (attraverso schizzi, disegni e oggetti) si concentra sulla storia visiva del suo lavoro e ne rende la perfetta combinazione di semplicità e ironia.
Al Lac, Lugano Arte e Cultura, una mostra su Picasso mette in luce aspetti meno noti della sua arte, dando risalto a sculture di rara bellezza e preziose opere su carta. L’esposizione si inserisce nell’ambito degli studi realizzati dallo storico dell’arte Maurice Rheims, incaricato dallo Stato francese di catalogare i beni personali di Picasso alla morte dell’artista. In tale occasione scoprì oltre 45.000 opere sconosciute!
Sempre a Lugano ritroviamo il maestro spagnolo nell’esposizione «Pot-pourri. Da Picasso a Valdés» (fino al 30 giugno). È la terza mostra allestita nella Fondazione Gabriele e Anna Braglia: illustra una parte della collezione degli omonimi coniugi, composta di opere di artisti del Novecento.
Nella stessa città, lo “Spazio -1” apre periodicamente al pubblico per mostrare la collezione di un’altra coppia, Giancarlo e Danna Olgiati. L’allestimento A Collection in Progress evidenzia varie sezioni, tra cui il monocromo di Yves Klein, la rappresentazione del volto con ritratti e autoritratti di Marisa Merz e Gino De Dominicis, una rivisitazione in bianco della ricerca del Gruppo Zero.
Il nostro viaggio termina a Bellinzona, con il museo comunale Villa dei Cedri, ove sono ospitate le donazioni di opere d’arte tra Seicento e Novecento dei collezionisti Emilio Sacchi e Adolfo Rossi. Il museo è stato allestito nel 1985. Il cambiamento di destinazione ha comportato alcuni interventi che non hanno però modificato la struttura e lo stile dell’edificio, che conserva il suo carattere di dimora borghese. La villa è completa di giardino, ridisegnato come parco paesaggistico, detto all’inglese, che però non rinuncia ai vantaggi pratici della coltivazione, tuttora praticata: vigna, orto, frutteto e serre. 

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