Sansepolcro d’estate / Il Medioevo appassiona

di Gaetano Rasola

L’estate a Sansepolcro è stata piena di iniziative quasi giornaliere, cui hanno contribuito varie associazioni locali; dagli spettacoli teatrali offerti, tra giugno e luglio, da Kilowatt, una complessa organizzazione che lavora in Valtiberina e, in particolare, a Sansepolcro, culminati con lo spettacolo di Ascanio Celestini, il noto affabulatore di racconti cronachistici e il suo teatro di narrazione, in piazza Berta; alle iniziative delle altre associazioni cittadine quasi in gara tra loro per offrire momenti di svago o di coinvolgimento. Tra le diverse iniziative che hanno maggiormente interessato per la loro estemporaneità, in evidenza quelle dell’associazione “Progetto Valtiberina”, che ha trasformato per due giorni piazza Berta in un bosco. Vedere la piazza centrale di Sansepolcro, di solito spoglia e piuttosto triste, trasformata in una vivace oasi verde ha dato la stura a tante considerazioni: come potrebbe essere se non dovesse diventare annualmente la piazza delle gare di tiro con la balestra. Una diversa e più vivace sistemazione che includesse il verde renderebbe tutta la cittadina più accogliente e gradevole. Gli alberi e le aiuole verdi vivacizzano e la rappresentazione di queste due giornate sono state esemplari in questo senso, rappresentando visivamente cosa possa rappresentare il verde in una piazza che ne è priva. L’altra manifestazione, collegata idealmente alla piazza alberata, è stata la rievocazione di Francesco d’Assisi attraverso il racconto di una grande studiosa del Santo: Chiara Frugoni. Grande camminatore e amante della natura, ha tentato di riportare gli uomini della Chiesa Romana sulla strada, tra la gente, strappandoli alle confortevoli abitazioni dove se ne stavano rinchiusi, circondati da privilegi e comodità. Chiara Frugoni è tra i più importanti storici del Medioevo e di storia della Chiesa, ha insegnato nelle Università di Pisa e di Roma, specialista sopratutto del tempo e dell’opera del Santo di Assisi, cui ha dedicato importanti studi biografici, anche attraverso l’interpretazione dei cicli pittorici della Basilica di Assisi. Racconta la grande fatica della Chiesa per normalizzare la figura del Santo e ricondurre la sua eversione entro canoni accettabili dalla gerarchia e, soprattutto, per contenere il grande successo della sua figura e del nuovo ordine. Una situazione insostenibile per la Chiesa, costretta a imporgli le stimmate per renderlo inarrivabile, a inventarsi una sua biografia e a darsi una nuova organizzazione complessiva mentre infuriava la lotta con l’imperatore. In quell’oretta trascorsa a Sansepolcro, in una sala del Palazzo diocesano aperta sulla piazza Berta alberata, la studiosa ha anche raccontato alcuni aneddoti classici della vita di Francesco: quello sul lupo è paradigmatico del modo di ragionare del Santo. Il lupo non attacca Francesco, che lo ama perché anche lui è un figlio di Dio, in quanto si rende conto che lui cerca una soluzione utile a rimediare alla sua predisposizione a uccidere: deve pur mangiare e le sue modalità di sopravvivenza sono quelle. La soluzione starebbe nella capacità degli uomini di fornirgli giornalmente il cibo necessario; un compromesso utile a entrambi se vogliono convivere. Un compromesso utilizzabile ben oltre la sopravvivenza dei lupi… Ma forse quel lupo era un “feroce” brigante e quel compromesso fu abbastanza facile da raggiungere! ◘

 

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