Sansepolcro: Quella scuola s´ha da fare. O no?

L’edilizia scolastica fa discutere

Si è parlato molto delle nuove scuole elementari. Ma la sensazione è che alla fine si torni a Santa Chiara e al Campaccio

di Gaetano Rasola

La polemica sull’edilizia, scolastica e non, tiene banco a Sansepolcro tra le forze politiche. Dichiara a questo proposito il capogruppo del Prc in Consiglio comunale Emanuele Calchetti: «L’amministrazione non ha un progetto chiaro. A tre anni e mezzo dall’inizio della legislatura i ragazzi sono parcheggiati al centro commerciale, con alti costi per l’affitto, e alla Buonarroti. Al momento non c’è una risposta chiara sulla soluzione che sarà data al problema. L’auspicio è un chiarimento sulle prospettive che propongono perché la situazione crea disagi alle famiglie e agli studenti». La confusione è inoltre accresciuta anche da una specie di balletto delle deleghe agli assessori che a scadenza semestrale, o quasi, il sindaco ridistribuisce. Come fosse un rito. L’assessore Marco Frullani, per esempio, ha le deleghe dei lavori pubblici, della manutenzione, della protezione civile. Nel 2008 gli vengono conferiti anche gli assessorati all’arredo urbano e all’edilizia scolastica, come se quest’ultimo non rientrasse più nei lavori pubblici. A novembre di quest’anno gli viene revocato l’arredo urbano, passato al consigliere Anna Riedel e, parzialmente, quello all’edilizia scolastica che ora condivide con Luisanna Alvisi, assessore alla pubblica istruzione. E la ragione, almeno di quest’ultima operazione, è collegata all’uscita di un bando per la progettazione, costruzione e gestione di un nuovo asilo da 50 posti. La Regione ha concesso un finanziamento di 600.000 euro (604.626,34 per l’esattezza). Nel bando è previsto che la gara sarà valida anche in presenza di un unico concorrente. Se ne presentano due, ma uno viene subito scartato perché giudicato non in regola con le specifiche previste. La concessione viene assegnata ad un’Ati (Associazione temporanea di imprese) costituita dalla capogruppo Comars, un consorzio aretino di 15 cooperative di tipo a e b, presente in molte regioni con attività attinenti soprattutto ai servizi sociali (minori, anziani, handicap, psichiatria, ecc.). È nell’area della compagnia delle opere. L’Ati comprende anche l’impresa di costruzioni Marsupini di Sansepolcro e lo studio tecnico Corazza di Monte San Savino. La spesa prevista per l’asilo è di 840.051,30 euro, la differenza è anticipata dall’Ati. La concessione è per 15 anni. La tariffa massima prevista è di 550 euro al mese. La costruzione sarà seguita dall’assessorato ai lavori pubblici, la gestione da quello all’istruzione.
La situazione delle scuole elementari cittadine resta complessa. Attualmente gli scolari sono ospitati in parte al centro commerciale, con affitto annuale di circa 200.000 euro l’anno, e in parte presso le medie Buonarroti. Queste ubicazioni hanno dato luogo a un contrasto tra l’assessorato ai lavori pubblici e quello all’istruzione, evidenziato anche in una delibera. La ragione: le strutture che ospitavano le scuole sono inagibili. Santa Chiara, l’antico convento, per un danno subito nell’ultimo terremoto, la Collodi, al Campaccio, perché una perizia tecnica ha rilevato carenze nella struttura. Forse le idee sulle soluzioni da dare non collimavano. Per Santa Chiara l’amministrazione (ma anche quelle precedenti) pensa di utilizzare l’antico complesso restaurato non più come scuola, si vuole costruirne una nuova, ma per altri scopi. I lavori appena avviati hanno evidenziato problemi maggiori di quelli preventivati e i 350.000 euro sono insufficenti. Per sopperire all’inconveniente il Comune ha chiesto e ottenuto dalla Regione di utilizzare il contributo per il restauro del palazzo Muglioni. La spesa sale di altri 250.000 euro per attestarsi sui 600.000 complessivi. La restante cifra, 200.000 euro, sarà utilizzata per il Museo cittadino.
Diversa e più complessa la storia della Collodi. La scuola del Campaccio è stata dichiarata inagibile da una perizia tecnica che ha rivelato gravi lacune alla struttura. Uno studio di ingegneria, la Iag progetti di Massa Martana, ha consegnato, nel giugno del 2008, la perizia scrivendo che dalle risultanze la struttura non solo non soddisfa la normativa antisismica attuale ma neppure la precedente. Inevitabile la dichiarazione di inagibilità. Per la ristrutturazione la Regione aveva inviato un contributo di 1,2 milioni di euro, che l’attuale amministrazione aveva giudicato inadeguato perché il costo dei lavori, per raggiungere lo standard di sicurezza richiesto dalle norme antisismiche, era stato valutato intorno ai 3 milioni di euro. Da qui l’idea di utilizzare quel contributo per costruire la nuova scuola. Una valutazione di massima sul numero degli scolari da ospitare, ne prevede il costo in 3,5 milioni. L’amministrazione avrebbe dovuto chiedere un’integrazione alla Regione e completare l’importo con l’alienazione di beni di proprietà del Comune che avrebbe dovuto stanziare anche 350 mila euro per avviare la progettazione di massima. L’operazione è fallita perché s’è scontrata con la richiesta di Tremonti alle regioni di recuperare tutti i contributi in bilancio ma non spesi. Quindi c’è anche il rischio di perdere il milione e 200 mila euro già stanziati. L’amministrazione, così, ha studiato interventi di restauro utilizzando nuove tecnologie. L’adeguamento alle norme sismiche della Collodi sembra possibile. Allo scopo è stato pubblicato un avviso esplorativo. In cosa consistano queste nuove tecnologie non è chiaro. Resta il problema della nuova scuola, che il recente piano strutturale ancora in via di definizione prevede sia ubicata tra il deposito della Fcu e la chiesa delle Forche. È un punto d’onore di questa amministrazione e di questo sindaco, affermano. Nell’attesa di trovare i finanziamenti, si pensa di indire una gara pubblica di architettura per un concorso di idee sulla nuova struttura che diventi un primo progetto di massima su cui lavorare per realizzare l’opera. Ma la sensazione che si ricava da tutta questa vicenda sembra meno esaltante. È molto più probabile che le scuole elementari tornino, speriamo non a babbo morto, a Santa Chiara e al Campaccio.
Le altre vicende dell’edilizia pubblica. Il secondo ponte sul Tevere: l’assegnatario del project financing è la Costruzioni Generali spa di Milano. Il progetto preliminare è stato approvato in via tecnica, la giunta dovrebbe entro fine anno approvarlo sul piano economico-finanziario. Nel frattempo si sta avviando la conferenza dei servizi che dovrebbe, entro la fine di gennaio, dare l’ok definitivo al bando di gara entro la primavera. Per il pagamento l’amministrazione ha messo a disposizione dell’assegnatario: la lottizzazione di via San Gallo, Poggio alla Fame e alcuni servizi (le manutenzioni cittadine, la pubblicità, eccetera). Per quanto riguarda i lavori previsti nel contratto di quartiere, a oggi sono stati avviati soltanto quelli relativi all’ex convento di Santa Marta, un milione e 543 mila euro, per realizzare una residenza sanitaria assistita con la partecipazione della Diocesi. Per i lavori di recupero dell’edificio ex poste, 725 mila euro, il Comune ha provveduto all’acquisto della struttura.

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