Gli intoccabili

La rotazione dei dirigenti nella pubblica amministrazione si è imposta per evitare il consolidarsi nel tempo di legami non sempre trasparenti tra funzionari e poteri esterni. La stessa cosa dovrebbe valere anche per le nomine di rappresentanti del Comune nelle partecipate e nelle Fondazioni. Sembra strano, ma le persone che girano in certi Consigli di amministrazione sono sempre le stesse. Passano dall’una all’altra con una facilità incredibile.
Forse la città, come nel calcio, non dispone di una panchina lunga, oppure c’è proprio una infatuazione – si sa che gli allenatori hanno le loro preferenze – per alcuni giocatori? Per esempio, per il rinnovo delle cariche della Fondazione Cassa di Risparmio e dell’Associazione Palazzo Vitelli e altre, a contendersi i primi posti sono gli stessi nomi. Possibile che una città come la nostra non abbia altre riserve di ruolo all’altezza? Che non esistano esperti d’arte, di cultura e di qualsiasi altra scienza oltre a quelli designati? Che poi appartengono agli stessi partiti, che si fanno i convenevoli e gli inchini? E non è detto che non appartengano a società più o meno note? Non è che ci si scandalizzi per questo, ma se proprio non si vuol derogare alle regole, almeno si cambi qualche nome. Se non altro per dimostrare che siamo in serie “A”, disponiamo di una panchina lunga e non siamo legati al carro dei soliti intoccabili… ◘

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