Gherardo Colombo al Rotary di Città di Castello

Ha camminato qua e là in mezzo ai tavoli come un vecchio insegnante di liceo. E, con un modo di argomentare semplice e vivace, ha sollevato questioni, posto interrogativi e in qualche caso preteso risposte, proprio come si fa per tenere viva l’attenzione degli studenti. Gherardo Colombo si è presentato così all’incontro del Rotary di Città di Castello il 22 maggio scorso. E in realtà è riuscito a catture l’attenzione dei presenti, che hanno ritardato la cena fin quasi alle 22 senza uno sbadiglio o un gesto di insofferenza. Colombo ha parlato delle regole e della felicità. Cosa c’entrano le une con l’altra? Beh, ha risposto l’ex magistrato milanese, se rispettassimo le regole vivremmo tutti più felicemente. Per ora l’obiettivo è lontano, ma non bisogna disperare o rinunciare all’utopia. Del resto, una donna di fine Ottocento, abituata a vivere in condizione di sottomissione all’uomo, non avrebbe mai immaginato che in meno di cento anni avrebbe raggiunto la parità. Se allora il marito avesse deciso di andare a vivere in Alaska, ha detto Colombo, la moglie lo avrebbe seguito senza fiatare. Adesso una proposta del genere, nel migliore dei casi otterrebbe come risposta un sorriso di sufficienza. Ma anche con il voto è accaduta la stessa cosa: le nostre mamme non avrebbero mai immaginato che nel volgere di pochi anni avrebbero acquisito il diritto di voto. Eppure è successo. E nessuno si sogna più di metterlo in discussione.
L’ex giudice milanese, rispondendo al presidente Filippo Corsi che nella sua presentazione lo aveva paragonato a un missionario laico, ha detto di sentirsi più vicino a un idraulico. «Per trent’anni – ha aggiunto – ho cercato di riparare un rubinetto che continuava a guastarsi in continuazione. Poi ho capito che non era il rubinetto a essere danneggiato ma l’impianto centrale da dove proviene l’acqua. E ora mi dedico a quello». Un lavoro di educazione alla legalità che gli fa incontrare ogni anno circa tremila studenti.
Forse chi immaginava un Gherardo Colombo polemico con la politica e con tutti coloro, Berlusconi per primo, che lo hanno contrastato ferocemente, sarà rimasto deluso. Gli accenni al periodo di “Mani pulite” (spesso le inchieste, come quella sui fondi neri dell’Iri, venivano avocate a Roma proprio nel momento più delicato. Eppure, ha aggiunto, ero riuscito a recuperare allo Stato molti milioni di lire) non hanno infatti costituito la parte centrale del suo intervento. Vuol ripartire dalle fondamenta Gherardo Colombo. E lo fa soprattutto incontrando i giovani. Se non è un missionario, gli si avvicina molto. E.R.

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