Venerdì, 03 Aprile 2020

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Autunno al femminile

108 1L’autunno diventa femminile: tra Firenze, Roma e Milano tre mostre espongono le creazioni di altrettante grandi artiste. Nel fiorentino Palazzo Strozzi (fino al 19 gennaio 2020) oltre 150 opere di Natalia Goncharova mostrano la poliedrica produzione di pittrice, costumista, illustratrice e scenografa dell’artista russa.
Organizzata in collaborazione con la Tate Modern di Londra, l’esposizione mette a confronto i lavori di questa figura centra- le dell’Avanguardia della prima metà del XX secolo con quelli di Paul Cézanne, Paul Gauguin, Henri Matisse, Pablo Picasso, Marc Chagall, Umberto Boccio- ni.
Nata nel 1881, dapprima allieva dello scultore Trubeckoj, attorno al 1900 Goncharova iniziò a dipingere con Michail Larionov, suo futuro marito. Interessata al recupero delle tradizioni russe, creò un’originale fusione tra memoria e innovazione, Oriente e Occidente. La sua ricerca è un esempio significativo di sperimentazione tra stili e generi artistici, dal primitivismo al raggismo, dalla pittura alla grafica, alle collaborazioni con il teatro. A Roma, presso “Set Spazio Eventi Tirso” (fino al 29 marzo 2020), l’esposizione dedicata a Frida Kahlo Il caos dentro pro- pone un mix tra mostra multimediale, opere originali e fotografi- che. Dedicata alla grande artista messicana e a suo marito Diego Rivera, è accompagnata da “scatti di vita” che ritraggono la coppia, realizzati dal celebre fotografo sudamericano Leo Matiz.
Le sezioni in cui l’esposizione è suddivisa iniziano con il racconto della Casa Azul, l’abitazione all’estrema periferia di Città del Messico dove visse la coppia. La dimora è ricostruita virtualmente con le sale interne (dallo studio alla camera da letto della pittrice, con le riproduzioni di sue opere) e il giardino. Sono visibili riproduzioni anche degli autoritratti di Frida nonché alcuni lavori originali di Diego Rivera. Il loro vissuto è letto attraverso oggetti di uso quotidiano, lettere e documenti, che raccontano la loro lunga e travagliata storia d’amore.
In ultimo, l’artista serba Marina Abramović (che vive attualmente a New York) propone (fino al 31 dicembre) il ciclo di video The Kitchen. Homage to Saint Therese nel complesso della Pinacoteca Ambrosiana, nell’area sotterranea dell’antico foro romano di Milano. La Cripta di San Sepolcro è stata da poco riportata a pieno splendore grazie a impor- tanti lavori di restauro. Marina Abramovi vi presenta una ricerca molto significativa, in cui si relaziona a una delle più importanti figure del cattolicesimo, Santa Teresa d’Avila.
109ri 1L’opera esposta si compone di tre video, che documentano altrettante performance tenute dall’artista nel 2009 a La Laboral di Gijón, in Spagna. I video sono stati girati nella cucina dell’antico monastero certosino abbandonato, dove un tempo le monache accudivano bambini orfani. L’opera rimanda alla vita della mistica Santa Teresa d’Avila, intrecciandosi ai ricordi dell’infanzia dell’artista, che ebbe a spiegare: «La cucina di mia nonna è stato il fulcro del mio mondo: tutte le storie venivano raccontate in cucina, ogni consiglio sulla mia vita veniva dato in cucina, il futuro, contenuto nelle tazze di caffè nero, veniva letto e annunciato solo in cucina: quindi è stata davvero il centro del mio universo, e tutti i miei ricordi più belli nascono lì. L’ispirazione di questi lavori nasce dalla combinazione tra la rievocazione della cucina della mia infanzia, la storia di Santa Teresa d’Avila e questa straordinaria cucina abbandonata piena di bambini, tutto insieme e nello stesso momento»


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