Mercoledì, 30 Settembre 2020

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Cinema: La vita è meravigliosa

vita meravigliosa1La vita è meravigliosa è un film famoso anche perché tradizionalmente è un ap­puntamento immancabile in televisione durante il periodo natalizio. Una leggenda ci dice che uno dei simboli ma­schili del “duro” dello schermo, cioè Humphrey Bogart, lo amas­se al punto da non rinunciare alla sua proiezione ogni periodo natalizio e si commovesse fino alle lacrime rivedendolo. Ovvia­mente è una leggenda e non si sa quanto ci sia di vero. Comunque la sua importanza quale film è innegabile. E vediamolo dunque. Si apre con un prologo in cielo dove angeli e beati discutono di George Bailey un uomo comune retto ed onesto. Si ricostruisce la sua vita in flashback. Da bambi­no ha salvato il proprio fratello sul punto di morire annegato in uno stagno, ma divenendo sordo all’orecchio sinistro.

Poi, da ra­gazzo, ha salvato dalla prigione il farmacista della piccola citta­dina in cui abita, il quale scon­volto dalla morte del figlio per sbaglio ha sostituito una ricet­ta, una sostituzione che poteva essere letale e causare danni ir­reparabili a persone (solo il pic­colo George s’era accorto dello scambio di ricette). Da adulto lo ritroviamo a capo di una piccola azienda familiare. Nel contem­po ha sposato una brava e bella ragazza. Durante la guerra serve la patria. Arriviamo dunque al dopoguerra, al 1945. Lo zio di George incaricato di versare in banca una somma di denaro ne­cessario per onorare una scaden­za di pagamento, la smarrisce. In realtà è finita nelle mani del fa­rabutto Potter che così può sen­tirsi padrone della città. George in preda allo sconforto pensa di mettere fine ai suoi giorni. Si di­rige ad un ponte, mentre c’è una forte nevicata, con l’intenzione di gettarsi nel fiume. Un attimo prima che compia l’insano ge­sto, vede però un uomo che sta annegando. Da persona altruista quale è non ci pensa due volte e si butta in acqua per salvarlo. Questi è in realtà un angelo (un angelo di seconda classe, senza ali, che per guadagnarsele deve compiere un buona azione) che dice al protagonista che ha finto di volersi annegare al fine di co­stringerlo a salvarlo e a salvarsi.

Quindi gli fa vedere come sareb­be la vita nel suo paese se non fosse mai esistito. Senza di lui il fratello sarebbe morto da bam­bino (e non sarebbe divenuto quell’eroe insignito della Meda­glia d’Onore per aver salvato la vita a decine di soldati), un suo zio sarebbe stato internato in un ospedale psichiatrico, l’ama­ta moglie Mary sarebbe rimasta un’acida zitella e i loro quattro figli non sarebbero ovviamente mai nati, mentre la mamma di George infine avrebbe vissuto in solitudine facendo l’affittaca­mere. Senza la sua generosità la tranquilla cittadina di Bedford Falls non sarebbe onesta e flo­rida ma si sarebbe trasformata in Pottersville (dal nome dell’avi­do strozzino Potter), un covo in preda ai più turpi vizi. Anche per molti altri abitanti la vita sareb­be miserabile: una bella ragazza della cittadina, esempio di one­stà e virtù, sarebbe divenuta una prostituta; un tassista avrebbe abbandonato i figlioletti: il ri­storante di in amico sarebbe di­ventato uno squallido ritrovo di gente di malaffare, mentre un poliziotto ... George si convince che la vita è degna di essere vis­suta, che la vita è meravigliosa. Sul ponte implora l’angelo di venirgli in aiuto, e l’angelo esau­disce il suo desiderio trasportan­dolo nuovamente nella realtà di Bedford Falls e permettendogli di tornare a casa dai suoi cari. Nella scena culminante del film, George scoprirà la solidarie­tà degli amici, dei parenti e dei concittadini che portano denaro per salvarlo dalla bancarotta, fa­cendogli il più bel regalo di Na­tale che potesse sperare. Il film si chiude con il suono di un cam­panello.

È l’angelo custode che, compiuta la missione, ha ottenu­to da Dio le ali, diventando ange­lo di prima categoria. In un’intervista Frank Capra af­ferma che il tema centrale del­la trama riguarda l’importanza dell’individuo e il concetto se­condo cui nessun uomo può es­sere considerato un fallimento. Alcune considerazioni di studio­si a proposito del film. “Mistura di commedia domesti­ca e di melodramma spietato” (Kristin Thompsono, David Bor­dwell) La vita è meravigiosa fu un tri­buto toccante e sentimentale de­dicato dal regista ai saldi valori morali dell’esistenza condotta in una piccola città della provincia americana. Dietro la storia di John Bailey salvato dal fallimen­to grazie alla solidarietà dei suoi concittadini, traspare l’ottimi­smo dell’America del New Deal” (Storia illustrata del cinema, vo­lume quarto).    

di Petro Mancarelli


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