Mercoledì, 30 Settembre 2020

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Maggioranza allo sbando

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“Dirigenti lontani dalla realtà. Vadano a spaccarsi la schiena per mille euro al mese”. Lapidarie parole dette a fine gennaio dalla esponente umbra del PD Tiziana Chiodi. Si riferiva ai dirigenti del partito democratico, mentre infuriava – e ancora infuria – uno scontro interno senza esclusione di colpi. Una fronda interna all’ormai ex partito di maggioranza relativa in Umbria, che vede protagonisti anche alcuni tifernati. Da una parte il dittatore da abbattere, il “cattivo” di turno, cioè Walter Verini; dall’altra i ribelli pronti a organizzare “il nuovo PD”: tra di essi, in inedita alleanza, il consigliere regionale Michele Bettarelli e la vice-ministra Anna Ascani. Forse, vien da pensare che anche per Bettarelli e Ascani possa essere utile e formativo andare per un po’ a spaccarsi la schiena per mille euro al mese…

I ribelli inoltre si dicevano “delusi e stanchi delle riunioni tra quattro amici”. Capisco il “quattro”, perché pochi sono rimasti, ma mi sembra esagerato scomodare la parola “amici” in un partito in cui si scannano senza pietà.

Il 26 febbraio, all’indomani della tribolata elezione di Francesca Mencagli a presidente del Consiglio comunale tifernate (se ne parla altrove nel giornale), la stampa ha riportato queste dichiarazioni del capogruppo del PD Mirco Pescari e del segretario cittadino Mauro Mariangeli: «Il PD è un partito, un luogo in cui i militanti e rappresentanti si confrontano e discutono fortunatamente molto! Un partito politico in cui le decisioni vengono sempre prese collegialmente». Beh, sul fatto che si discuta molto e spesso nei circoli del PD è lecito nutrire dei dubbi. Che vi sia unità di intenti nel partito, lasciamo perdere… Si era appena dimesso dal PD il consigliere Luciano Domenichini. La ragione sostanziale? L’aver scelto come assessore al posto di Bettarelli Vincenzo Tofanelli (che è di Lerchi) invece di Domenichini (che è di Trestina). Come par di capire, temi di elevato spessore politico…

maggiornaza allo sbando1L’assestamento degli equilibri politico-amministrativi a Città di Castello dopo le elezioni regionali si è completato con la nomina a vice-sindaco di Luca Secondi. Come assessore ai Lavori Pubblici, ha annunciato di dare “priorità all’edilizia scolastica” (con lavori di adeguamento sismico, antincendio e riqualificazione energetica in 14 scuole) e al “Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche”. Negli ultimi due mesi si è posta al centro dell’attenzione politica anche l’assessore all’urbanistica Rossella Cestini, che ha visto approvato dal Consiglio comunale il nuovo piano regolatore generale. A giudicare dalle cronache locali, sembra invece brillare meno la stella dell’assessore alle Politiche Sociali Luciana Bassini, che un po’ ambiva all’assessorato alla Cultura, poi andato a Tofanelli.

L’unica forte opposizione la fa Castello Cambia, con Vincenzo Bucci ed Emanuela Arcaleni che continuano a picchiare sodo, e di continuo: «La giunta Bacchetta arranca: nessuna visione né capacità amministrativa». I consiglieri di centro-destra non si affannano molto, non hanno interesse a far la guerra, tanto sanno che tra qualche mese avranno la città nelle loro mani. Di tanto in tanto “chiedono lumi” su qualche questione (i finanziamenti alla mostra su Raffaello, il restauro delle mura). A inizio anno Andrea Lignani Marchesani ha fatto una proposta di vasto spessore politico: «Un presepe in ogni sede comunale e in ogni scuola», a tutela delle nostre tradizioni culturali e religiose.

Nei primi due mesi del 2020 si è riproposto il variegato e preoccupante scenario di cronaca nera: furti nelle abitazioni e nei negozi, episodi di vandalismo (contro il quale vorrebbe formarsi un Comitato Popolare), truffe, incidenti stradali (che sono in aumento). Ma il quadro sociale rivela ben altri sintomi di sofferenza. La popolazione continua a diminuire: nel corso del 2019 quella di Città di Castello ha perso 183 unità. Il reddito di cittadinanza è stato concesso a 405 persone su 659 richiedenti; a Umbertide l’hanno avuto 142 su 323, a San Giustino 76 su 142.

Inoltre continuano a preoccupare i dati sull’ambiente. L’Agenzia regionale per l’Ambiente ha rilevato un pessimo inizio del 2020 riguardo allo smog a Città di Castello: nei primi 8 giorni dell’anno ben 6 sforamenti del limite massimo di polveri sottili nell’aria. Molto più che nel resto dell’Umbria, a Città di Castello è alta l’incidenza del riscaldamento sul valore complessivo delle polveri sottili.

Notizie positive? Eccone alcune, che necessitano comunque di verifica, o di conferma nel tempo: “Turismo in crescita. Più 14% negli arrivi”; “Un cittadino su tre impegnato a livello agonistico o amatoriale”; “Sanità, interventi per snellire le liste di attesa”; “Pronti 2,7 milioni per le mura urbiche a San Giacomo”; “Lavoro, 200 posti in più nelle aziende locali” aderenti a Confindustria Altotevere. E infine: “Avviati i lavori a Montedoglio, con la demolizione della parte crollata nel 2010”.
Ben 10 anni fa. Così van le cose in Italia…

Di Valentino Rocchiana


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