Giovedì, 04 Giugno 2020

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Sorpresa! Ai Ragazzi manca la scuola

Città di Castello. La parola ai genitori e ai ragazzi

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Come già sottolineato dai docenti, l’apporto delle famiglie per far fronte alla situazione verificatasi è stato determinante. Non era così scontato. Percepire la scuola a casa come una intrusione, o la paura di non essere adeguati culturalmente, o la disponibilità di mezzi necessari avrebbe potuto generare ben altri scenari. Quella di mettersi in gioco non è mai una scelta facile. Anche da parte dei genitori tuttavia sale un coro unanime nel manifestare gradimento e soddisfazione nei confronti della didattica a distanza. Non mancano i ringraziamenti agli insegnanti e a tutti coloro che si sono adoperati per coinvolgere nell’esperienza le famiglie con incontri settimanali nei quali vengono illustrare le dinamiche del progetto e fatto di volta in volta il punto della situazione.

I ragazzi invece ai quali abbiamo chiesto un opinione sul lavoro che stanno svolgendo, udite udite, dicono che gli manca la scuola. Quella prima del Covid-19, quella che li ha fatti alzare spesso svogliati, quella che li fa arrabbiare, quella delle insufficienze da recuperare. Perché lì l’uomo torna incarnato, perché lì, al di là e prima di tutto, c’è l’empatia delle anime e con essa uno scambio che sfugge ai linguaggi, un penetrare di particelle, un sentire imprescindibile. La testimonianza tangibile di essere parte di una collettività. Mi sorprende questa cosa perché in realtà sulla carta i più preparati ad affrontare questa esperienza tutta virtuale dovrebbero essere loro, sempre connessi, proiettati per anagrafe dentro una dimensione ipertecnologica e invece? Sono proprio loro a evidenziare l’imprescindibile necessità della presenza. Questo mi rincuora molto.

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Da genitore coinvolto, infine, posso dire che l’esperienza della didattica a distanza sicuramente è materia da approfondire e normare. Riesce a esprimere già ora una potenzialità che vale la pena esplorare. Tuttavia voglio sperare che questo “entusiasmo”sia linfa e carburante per la scuola e non un chiodo scaccia chiodo. Da qui bisogna ripartire affrontando a muso duro tutto il depauperamento che l’istituzione scolastica, al pari della sanità, e l’equità sociale, ha subito. Sarebbe buona cosa infatti in questo frangente invitare soprattutto i ragazzi più grandi, a una riflessione critica verso il mondo che li circonda e aiutarli a essere cittadini migliori di quelli, noi compresi, che li hanno preceduti. Così la didattica a distanza avrà svolto pienamente il suo compito.

Di Andrea Cardellini


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