Mercoledì, 23 Settembre 2020

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Brasile alla deriva

silvia romano2

L’emergenza Covid in Brasile è ogni giorno di più fuori controllo. Cosa sta veramente accadendo?

È una tragedia infinita, in Brasile muore una persona al minuto per Covid. E il numero di morti è molto più alto di quello ufficialmente dichiarato, perché i rilievi reali non vengono effettuati. E a morire sono soprattutto i poveri, che già muoiono nell’abbandono per altre malattie, dall’Hiv alla sifilide. Sono totalmente indifesi, come fai a fare il distanziamento sociale nelle favelas? Ma ormai l’impatto è talmente devastante che si sta estendendo massicciamente anche alle classi medie.

Come è organizzato e come risponde il sistema sanitario?

Il sistema sanitario formalmente in Brasile è sia pubblico che privato. Ma il sistema pubblico, il cosiddetto Sistema Unico di Salute, è al collasso. Ti faccio un esempio: nella favela della Rocinha, la più grande favela di Rio de Janeiro, un posto terribile nel quale vivono in condizioni igieniche ed esistenziali terribili 100.000 persone, mia nipote, che è pediatra, deve assistere da sola tutto il settore emergenza e la terapia intensiva, cosa impossibile. La qualità dei medici brasiliani è alta, ma è il sistema che sta collassando.

Come si riflette questa situazione in Amazzonia ?

brasile deriva1L’accordo fatto a suo tempo da Dilma Roussef con i cubani aveva portato a coprire dal punto di vista medico e sanitario aree che erano completamente scoperte. I medici cubani erano stati mandati soprattutto nelle regioni più povere e marginali, soprattutto in Amazzonia e nella aree del nord est. La scelta delinquenziale di Bolsonaro di cacciare i medici cubani ha lasciato quelle aree nuovamente scoperte. In Amazzonia in questo momento è un flagello, il mondo dovrebbe essere più consapevole e più reattivo di fronte a questo nuovo genocidio e all’ecocidio che Bolsonaro sta praticando contro le popolazioni indigene e contro gli ecosistemi dell’Amazzonia.

Abbiamo letto di ordinanze di giudici che vietano agli evangelici di recarsi in Amazzonia per il rischio di diffusione della pandemia.

Ci sono stati pronunciamenti di giudici in questo senso, ma hanno solo in parte bloccato i movimenti dei gruppi evangelici in quelle aree. Anche perché nessuno controlla e c’è complicità e impunità verso di loro da parte degli apparati federali e della polizia. Il pastore evangelico e sindaco di Rio de Janeiro, Marcelo Crivella, è arrivato a decretare la piena libertà di culto nelle chiese in piena emergenza pandemica. La maggior parte degli evangelici è costituita da poveri, persone che si riuniscono in gruppi, normalmente senza mascherine, in luoghi chiusi. Una follia che sta avendo effetti disastrosi per Rio de Janeiro.

Si tratta di una sottovalutazione calcolata?

brasile deriva3Paradigmatico della follia criminale che cresce in Brasile è il video della riunione di governo del 22 maggio, reso pubblica dal giudice Moro, ex ministro della giustizia dimessosi, che l’ha esibita come prova contro Bolsonaro. In quella riunione il ministro dell’ambiente Ricardo Salles, ha dichiarato che la pandemia Covid doveva essere sfruttata come opportunità per “passar boiada”, fare tabula rasa di tutte le leggi di protezione dell’ambiente, dell’Amazzonia e delle popolazioni indigene. In sostanza ha chiesto la totale deregolamentazione sulla deforestazione e l’esportazione del legname, la privatizzazione delle aree disboscate, la legalizzazione da parte della Funai della vendita delle terre indigene, il licenziamento dei funzionari statali che si oppongono all’estrazione illegale. Questo ministro dell’ambiente è il rappresentante della grande industria estrattiva, agroalimentare e delle grandi banche nazionali e multinazionali che costituiscono la cosiddetta “bancada rurale”, il blocco di sostegno a Bolsonaro.

Che impatto ha questa gestione della pandemia sul consenso di Bolsonaro e sulla politica brasiliana?

Una recente indagine della Folha de Sao Paulo ha rilevato che Bolsonaro, nonostante il calo, gode ancora del 35% dei consensi. Sarebbe un errore pensare che stia precipitando. È riuscito a mantenere la maggioranza con un accordo in Parlamento con il cosiddetto “centrao”, che in realtà da noi sono le destre, il peggio della politica brasiliana. Ma sono numericamente sufficienti a garantire la maggioranza. È questo che oggi lo protegge dall’impeachment.

E sul fronte dell’opposizione ?

brasile deriva4È quasi tutto fermo: non possiamo manifestare per effetto del Covid. Si scatenano “cazerolazos” (rumori battendo pentole e altri strumenti) ogni volta che Bolsonaro parla in televisione. Il Pt, dopo i casi di corruzione che lo hanno coinvolto, non si è ancora ripreso. Lula, pur godendo di un grande prestigio e di un consenso non indifferente, è anziano e malato. E una nuova classe dirigente e leader in grado di unificare e guidare l’opposizione a Bolsonaro non sono ancora emersi. In questi giorni, sfidando il lockdown, ci sono state manifestazioni grandi in tutte le principali città del Brasile. Qualcosa si sta muovendo, anche negli altri gruppi della sinistra. Un partito molto attivo dell’opposizione è il Psol (Partido Socialismo e Liberdade), nel quale militava anche Marielle Franco, l’attivista consigliera comunale di Rio che aveva denunciato le violenze dei gruppi paramilitari delle “milizie” e che da questi è stata assassinata. Così come il Psb (Partido Socialista) e la Rede Sustentabilidade.

Se si votasse domani?

Domani probabilmente Bolsonaro perderebbe. Il 35% in una elezione diretta non sarebbe sufficiente. Ma non essendoci una maggioranza per l’impeachment, ha ancora due anni e mezzo di governo, un tempo infinito. La sua pazzia è parte fondamentale della imprevedibilità degli eventi.

Cosa pensa e dice Bolsonaro di Papa Francesco?

Ah per lui Papa Francesco è un comunista. Per Bolsonaro tutti quelli che non sono evangelici sono comunisti. I media che lo attaccano sono comunisti. È riuscito a far diventare comunista persino Rede Globo e la famiglia Marino. La scelta del Vaticano, con Wojtyla specialmente, di smantellare la Teologia della Liberazione in America Latina è stata una tragedia che ha aperto le porte ai gruppi evangelici dell’estrema destra razzista.

Uno dei problemi più pericolosi è rappresentato dalle cosiddette milizie: da chi sono formati questi gruppi paramilitari, come agiscono e dove ?

Agiscono ovunque, nelle zone rurali, in Amazzonia, nelle città, nelle favelas. Sono gruppi mafiosi paramilitari, protetti dai governanti e da Bolsonaro direttamente. Che non a caso ha proposto di legalizzarli. Sono formati da poliziotti ed ex poliziotti, da criminali comuni e narcotrafficanti. Sono loro che hanno assassinato Marielle Franco, perché stava indagando sulle loro attività criminali. Hanno occupato militarmente le favelas, hanno ucciso e cacciato i precedenti boss e adesso sono loro che gestiscono i traffici illeciti, quelli della droga, delle armi, della prostituzione. Ma non solo, sono anche tra i principali distruttori dei parchi naturali, sia della foresta amazzonica che di quella atlantica. Controllano territori, gestiscono speculazioni immobiliari miliardarie, distruggono habitat naturali, costruiscono città nelle città, quartieri con migliaia di abitanti. Diverse indagini su questi gruppi portano direttamente alla famiglia Bolsonaro. I due poliziotti delle milizie arrestati per l’assassinio di Marielle Franco, abitavano nello stesso condominio dei Bolsonaro e avevano rapporti stretti con Flavio Bolsonaro, deputato e figlio del presidente. Hanno un potere enorme, del tutto identico a quello delle organizzazioni mafiose italiane.

La reazione civile democratica, come dicevi, sta crescendo?

Non siamo di fronte a una persona normale, ma a un pazzo. Non governa ma minaccia. Non pochi si augurano di fronte a una situazione tanto grave, che i militari “normali” prendano in pugno la situazione. In un paese comunque che nelle ultime decadi aveva intrapreso la strada della democrazia, che aveva fatto passi e leggi importanti in difesa dell’ambiente e dei diritti. Il rischio è che Bolsonaro e quelli come lui distruggano tutto. Sono i governanti del mondo e i media internazionali che lo stanno tragicamente e colpevolmente sottovalutando. 

Di Luciano Neri


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