Mercoledì, 28 Ottobre 2020

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Crisi del Centro Storico tifernate

Il Rione San Giacomo - uno scrigno di storia, cultura e religione

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Andrea Czortek è ormai il parroco della Chiesa della Madonna delle Grazie. Già convento della congregazione Servi di Maria, la chiesa è un luogo simbolico della città e non solo del rione San Giacomo, con un passato ricchissimo di riferimenti storici e religiosi. Da pochi anni è insediato nella parrocchia, ma conosce a fondo la vita della comunità che ha un'antichissima venerazione per la Madonna che dà il nome alla chiesa, la cui intercessione per proteggere la città da eventi cvalamitosi è stata invocata più volte nel corso dei secoli. Gli rivolgiamo alcune domande per comprendere meglio l'attuale situazine del rione.

San Giacomo è un quartiere speciale e il suo un osservatorio privilegiato.

È vero, pur risentendo delle problematiche degli altri quartieri del centro storico, ha delle peculiarità, ci sono tanti luoghi della vita cittadina, sia culturale che religiosa, pensiamo alla presenza del teatro, delle biblioteche comunale e diocesana; e poi abbiamo la scuola di musica, l’oratorio, l’emporio della Caritas, il Ceis, tre monasteri, un convento, le scuole e diversi servizi comunali. Tutti luoghi e strutture che portano movimento nel quartiere, sebbene la vita sia più che altro concentrata la mattina. Le comunità religiose sono un insediamento che rimane, che attrae visitatori, specialmente in particolari giorni dell’anno, in occasione di festività e celebrazioni. Esse svolgono anche servizi importanti di accoglienza dei pellegrini, di istruzione, gestione di ospizi. La chiesa della Madonna delle Grazie è una delle più importanti della città. Inoltre è da segnalare anche il recupero della ex chiesa di san Giovanni Decollato che diventerà luogo di esposizioni.

Sotto altri aspetti il quartiere presenta le stesse problematiche osservate altrove?

sangiaSul fronte delle attività commerciali si è impoverito più di altri, vivo qui da quindici anni ed ho assistito soltanto a chiusure o passaggi di proprietà. Si noti il contrasto esistente tra l’assenza di negozi e l’apertura al traffico, che smentisce un luogo comune ancora in parte diffuso. Quanto allo spopolamento che ha interessato il centro, forse qui si è osservato di più l’invecchiamento della popolazione, complice anche la denatalità. Riguardo alla cura del quartiere da un punto di vista architettonico ritengo che non sia degradato e certamente l’annunciata risistemazione delle mura urbane gioverà molto all’insieme. La ripavimentazione di Via XI Settembre ha giovato; sono stati lavori imponenti che hanno evidenziato qualche pecca: l’usura, ad esempio, è già visibile da tempo e ciò causa dei problemi di percorribilità pedonale. Un’altra opera pubblica che ha riscontrato un generale apprezzamento è stata il rifacimento dell’impianto di illuminazione, perché in precedenza alcune strade, non sempre secondarie, erano piuttosto buie.

Quali interventi o migliorie richiederebbe per il quartiere?

Uno dei problemi più fastidiosi è la presenza di consistenti colonie di piccioni che in certi punti del centro causano molto sporco e un certo degrado. Questo è un aspetto che l’amministrazione dovrebbe gestire, certamente in modo sostenibile, perché in alcuni vicoli vivono più piccioni che persone.

Anche la presenza di turisti è scarsa, l’itinerario proposto dal Comune taglia fuori San Giacomo e la mancanza di parcheggi adeguati fuori dalle mura sul lato nord concorre a questo isolamento. Realizzarne altri, nel rispetto del contesto, permetterebbe di valorizzare il quartiere e renderlo più vivace. Mi è capitato di veder escludere la chiesa della Madonna delle Grazie per qualche matrimonio o funerale, proprio a causa della mancanza di parcheggi.

Per quanto riguarda il livello di vivibilità, se ne può parlare solamente all’interno di un discorso più generale per l’intero centro storico.

Quando e come si esprime la vita del quartiere dal punto di vista culturale e dello svago?

Ci sono dei giorni dell’anno molto speciali per le ricorrenze religiose, particolarmente partecipate, si tratta di tradizioni antiche ancora molto avvertite dalla gente, come quelle di Santa Veronica (il 9 luglio), della Madonna delle Grazie e quella di Santa Lucia (il 13 dicembre), quest’ultima ancora molto sentita, anche se non se ne ha una grande percezione a livello cittadino. In particolare la festa di santa Veronica richiama molte persone anche da fuori città. In estate la Società Rionale organizza una festa popolare. Le istituzioni culturali che hanno sede nel rione, sopra ricordate, propongono un’attività di rilievo cittadino, della quale beneficia anche il quartiere. ◘

Di Romina Tarducci


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