Mercoledì, 28 Ottobre 2020

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Una mostra e un libro

Etruschi

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Abbracciando un arco temporale di circa sei secoli e con la presentazione di 600 opere, di cui duecento inedite, la Mostra sugli Etruschi in programma al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) si inserisce nel panorama espositivo internazionale.

Inaugurata il 20 giugno chiuderà i battenti alla fine di maggio del prossimo anno, ma un

allestimento permanente renderà testimonianza della centralità della Campania nella ricostruzione della trama di relazioni che caratterizzò la presenza degli Etruschi, il popolo che abitava, con Greci e Italici, buona parte della penisola prima della conquista dei Romani.

E scavare negli sterminati depositi del MANN per andare a caccia degli Etruschi ha significato – come ha sottolineato Valentino Nizzo, Direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma e uno dei curatori della mostra – la riscoperta della importanza del loro dominio nella regione offrendo una prospettiva per molti versi inedita sulla evoluzione della disciplina archeologica.

Alla Volsinii etrusca nelle fonti greche e latine dedica invece un libro Roberto Massari, editore di lungo corso, romano per nascita e divenuto genius loci della Tuscia da quando si è trasferito da Roma a Bolsena sul finire degli anni '90. Alla questione di dove sorgesse l’etrusca Volsinium Massari dedica gran parte delle sue riflessioni. Secondo le ipotesi della maggioranza degli studiosi si tratterebbe della antica Orvieto, ma Massari, con dovizia di citazioni di fonti storiche, ne smonta la tesi, propendendo per l’ipotesi che sorgesse nei pressi della attuale Bolsena.

Della lunga serie di località e di reperti presi in esame vogliamo poi segnalare le pagine dedicate al Rescritto di Spello in provincia di Perugia, la lapide marmorea di un presunto riscritto dell’Imperatore Costantino relativo a disposizioni da lui stesso emanate che esoneravano gli Ispellesi dal recarsi nella zona di Volsinii per le annuali celebrazioni e li autorizzavano a convocare localmente analoghe cerimonie.

Spunti utili anche per gettare un po’ di luce su tempi nei quali la permanenza di riti pagani si misurava con la diffusione del Cristianesimo come religione ufficiale.

Di Benedetta Rossi


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