Martedì, 03 Agosto 2021

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I cittadini di Petrelle dicono "non lo vogliamo"

Ambiente. Il progetto di costruzione di un allevamento intensivo di polli continua la sua marcia, ma...

silvia romano2

La fabbrica dei polli continua a veleggiare indisturbata verso il porto di Petrelle.

Il ponte sul fosso Aiale, collegamento indispensabile all’impianto di allevamento per raggiungere il quantitativo di terreno necessario all’impianto dei circa 30.000 polli, ha avuto il permesso per essere costruito.

Il ponte era uno degli appigli più consistenti attraverso il quale l’Amministrazione comunale avrebbe potuto dare un segno tangibile e concreto alle tante “chiacchiere” fatte fin’ora, solo per calmierare le proteste dei cittadini locali e del CAPEV.

A proposito del fosso Aiale, che molto probabilmente sarà così oggetto di inquinamento, occorre ricordare che è un affluente del torrente Minima, dal quale scorre a soli cinquecento metri. Un torrente che la Regione ha classificato come torrente di categoria A, ed è stato, fino a che le vasche del centro ittiogenico di Cerreto di Spoleto non subirono i danni del terremoto del 2013, torrente dedicato alla ripopolazione e cattura delle trote. Una categoria superiore anche alla A, un vero fiore all’occhiello del nostro Comune. L’attraversamento del fosso Aiale da parte di migliaia di polli rischia seriamente di compromettere questa oasi incontaminata, dimostrando ancora una volta come l’interesse economico di pochi prevalga sul rispetto dell’ambiente e dei cittadini che lo abitano.

Mi preme anche aprire una piccola parentesi sul ribaltamento politico, folle, a cui assistiamo ormai da tempo. Di fronte a una Amministrazione, almeno sulla carta di sinistra, a raccogliere le istanze dei cittadini troviamo in prima linea i partiti di destra. Un ribaltamento epocale, non scevro certo di opportunismo e di desiderio di assestare poderose spallate all’Amministrazione in carica per raggiungere a loro volta i centri di controllo; ma fattualmente innegabile. La sinistra oggi è veramente “sinistra” e distante dalle persone nonché dagli ideali che ne sono stati da sempre elementi costitutivi.

Detto questo, l’allevamento quindi si farà, in barba all’ambiente, in barba ai cittadini di Petrelle, in barba ai polli, in barba al buon senso. L’area che verrà raggiunta attraversando il ponte sul fosso Aiale è tra l’altro un’area boschiva che, per legge, non può essere delimitata da recinzioni canoniche. L’azienda propone però delle recinzioni “mobili”. Potrebbe spiegarci qualcuno di cosa si tratta esattamente? Come potranno queste recinzioni (che immaginiamo, in quanto mobili, non ancorate al terreno, mentre per legge dovrebbero essere interrate) garantire la protezione da animali predatori come volpi, faine, rettili, topi? Potrebbe spiegarci qualcuno come sarà possibile in un’area boschiva la raccolta di liquami e pollina, con conseguente rispetto dell’obbligatorietà di stoccaggio e smaltimento da parte di ditte esterne specializzate? Potrebbe spiegarci qualcuno come sarà rispettato il vuoto biologico e sanitario (con totale disinfezione e sanificazioni dei luoghi interni ed esterni deputati all’allevamento), di sette e tre giorni, obbligatorio per legge tra la fine di un ciclo e l’inizio di un altro? Potrebbe spiegarci qualcuno come sarà possibile in un’area boschiva impedire l’intrusione di predatori volatili come falchi, gufi, cornacchie? E qualcuno potrà scongiurare i rischi di infezione aviaria che nel recente 2017 ha portato nella sola Italia all’abbattimento di 2,5 milioni di polli? Potrebbe spiegarci qualcuno come sarà possibile in un’area boschiva il controllo e l’asportazione capillare del pollame morto? Insomma ci pare restino irrisolte, o non chiarite, questioni fondamentali per la salvaguardia dei cittadini, dei poveri polli e dell’ambiente. A onor del vero occorre dire che l’Amministrazione comunale alcune di queste domande le ha rivolte alla Regione Umbria, che a sua volta ha risposto di non ritenere necessari maggiori controlli da parte del Comune in merito alla questione. Ci risulta comunque difficile credere che l’Amministrazione non abbia strumenti in suo potere per far valere le ragioni dei propri cittadini in virtù del mandato che gli stessi le hanno accordato.

Nel frattempo dopo un promesso e ripromesso incontro tra Sindaco, cittadini, ASL, ARPA, che non si è mai tenuto, ASL e ARPA si sono espresse. La prima, rilasciando il suo benestare e specificando che: «trattandosi di allevamento di un numero consistente di capi, in merito all’impatto e ripercussione che l’insediamento, con l’attività svolta, determina sull’ambiente, si rimanda alla valutazione degli Enti competenti, senza escludere la necessità di riconsiderare il presente parere qualora si evidenzino aspetti che possono interferire con la salute della popolazione».

Dunque passando la patata bollente all’ARPA, la quale, a sua volta, dichiara che, essendo stata interpellata solo per quanto riguarda il “nulla osta acustico” e “in materia di emissioni in atmosfera”… sulle questioni fondamentali del dibattimento “non esprime alcun parere”.

Ci si capisce veramente poco. Oppure fin troppo. Dipende dai punti di vista, e se non è uno scaricabarile questo non sapremmo cosa esso sia.

Riteniamo perciò che debba essere fatta maggiore chiarezza sulla questione e che sia data la possibilità ai cittadini, che sono coinvolti direttamente e interessati, di comprendere quali siano i termini e le condizioni di questo allevamento, quali le garanzie e le tutele. Con questo intento rinnoviamo a tutte le parti interessate l’invito a chiarire, se volessero anche attraverso il nostro giornale, le questioni fin qui ancora avvolte da troppe ombre. ◘

Di Andrea Cardellini

 

 

Lettera aperta dei cittadini di Petrelle

Cari amici della Valle del Minima e compaesani di Petrelle,

siamo a scrivere queste poche righe per mettere al corrente tutti voi, soprattutto chi non è potuto venire alle riunioni, di ciò che sta accadendo in merito alla realizzazione del pollificio industriale presso l'ex porcilaia. Una impresa di Città di Castello sta per insediare un allevamento biologico di 30.000 polli per ciclo riproduttivo, nei capannoni situati in prossimità del cimitero di San Zeno. I polli, dalla nascita alla macellazione (circa 3 mesi), vivranno o dentro i capannoni in questione, con le finestre aperte, o nei boschi vicini ai capannoni, dove è previsto che possano razzolare in libertà.

Questo significa che ogni anno a Petrelle verranno allevati circa 120.000 polli, a beneficio di qualche grande azienda italiana non certo locale. Questo avrà un impatto devastante, enorme su Petrelle, la nostra piccola valle e anche su tutti i paesi vicini (Lugnano e Bonsciano in particolare). Siamo gente semplice, legata al nostro territorio, al nostro suolo ricco di risorse, vedi funghi, tartufi e castagne, apprezziamo sempre molto quello che abbiamo, consapevoli del suo valore. Le nostre abitudini sono le stesse per tutti: da marzo le giornate si allungano... A questo punto stiamo fuori anche di più con parenti e amici, ceniamo in giardino, la sera passeggiamo per il paese e la notte dormiamo con le finestre aperte, senza bisogno di aria condizionata. Tutto ciò ci verrà presto negato!… Non saremo più padroni dei nostri spazi. Dovremo rinchiuderci in casa se si realizzerà quella che noi riteniamo un’enorme ingiustizia nei nostri confronti!

Di fronte all’interesse economico di pochissime persone noi siamo niente… Non importa a nessuno se noi, i nostri figli, nipoti, anziani, amici che ci vengono a trovare, parenti lontani che d’estate tornano a Petrelle, dovremo respirare aria maleodorante, piena di insetti e nociva per la nostra salute! Nessuno vorrà più venire nella nostra valle!

La pollina renderà la nostra aria pura irrespirabile: ricordate la puzza dei maiali o dei piccoli allevamenti di polli che finora ci sono stati a Petrelle? Sarà niente a confronto di quello che ci aspetta! La nostra valle è lunga e stretta, non c’è neanche bisogno che tiri il vento per far arrivare fino a chilometri più avanti il cattivo odore e l’inquinamento dell’aria, con tutto ciò che ne consegue.

Esperti in materia di salute ci hanno parlato anche di possibili problemi respiratori, allergie e patologie cancerogene collegate all’aria inquinata che respireremo. Altri problemi derivati da questo allevamento industriale saranno inoltre l’inquinamento delle acque e il notevole traffico di mezzi pesanti che si riverserà sulla nostra strada stretta, creando un pericolo per chiunque di noi la percorre quotidianamente in macchina o a piedi. Ci sentiamo traditi da chi è tenuto a tutelare la nostra salute e la salute dell’ambiente in cui viviamo, nel renderci conto che in un attimo la pace dei nostri luoghi potrebbe finire.

Nel corso degli anni ci hanno tolto tutto: ci siamo rassegnati a non avere più l’ufficio postale, l’asilo, la scuola elementare, i trasporti per e da Petrelle sono sempre stati scarsi, noi e i nostri figli siamo sempre stati i primi a partire la mattina e gli ultimi a tornare a casa dopo la scuola! Ci siamo comunque arrangiati e siamo andati avanti, sempre e comunque felici di vivere qui. ORA PERÒ BASTA! NON FACCIAMOCI TOGLIERE ANCHE L’ARIA DA RESPIRARE! Per evitare che tutto questo accada e per far vedere che non stiamo con le mani in mano a subire, già da tempo esiste il Comitato Ambiente Petrelle e Valminima (Capev), un’organizzazione che si è costituita a difesa della nostra valle già dai tempi dell’allevamento suinicolo industriale che fu fatto chiudere.

Oggi, scopo del Comitato è quello di far sentire la nostra voce e combattere affinché questo nuovo allevamento non si realizzi. Il Comitato ha già contattato un avvocato esperto in materie ambientali, l’Avv. Valeria Passeri che si sta attivando per tutelarci. Aderire al comitato è semplice, basta compilare un modulo con i propri dati e consegnarlo. Non costa niente, ma è molto importante l’adesione di più persone possibile, poiché più siamo e maggiore sarà l’importanza che il Comitato avrà nei confronti delle pubbliche amministrazioni (Comune, Regione, ecc.)...

Nello scrivere questa lettera appello, teniamo a ringraziare la comunità di stranieri che vivono o hanno proprietà nella nostra valle e che da anni si sono attivati per salvaguardare il territorio comune che, come noi, amano e per questo non intendono lasciare che venga rovinato. Vi invitiamo quindi tutti, abitanti di Petrelle, Lugnano, Bonsciano, e chiunque altro voglia farne parte, ad aderire al Comitato, in quanto più persone siamo e più verremo presi in considerazione...

Il Comitato Ambiente Petrelle E Valminima

Per iscriversi basta compilare e firmare il modulo che potrete richiedere o al Bar Patriarchi Chiesa di Petrelle, o per email all’indirizzo:

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