Mercoledì, 20 Ottobre 2021

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Siete ancora in tempo: fermatevi!

Lettera scritta da Stefania Zucchini alla fine di Ottobre alle autorità regionali

silvia romano2

È notizia di questi giorni l’intenzione della Regione di adibire l’Rsa «Seppilli» a struttura Covid, dopo aver trasferito altrove gli attuali ospiti. Forse si è pensato che spostando i degenti altrove non si corresse il rischio delle Rsa lombarde, ma non è così semplice. Il «Seppilli» occupa il primo piano di un grande centro servizi della Usl1, l’ex Grocco, che ospita altre nove strutture sociosanitarie della Usl1, comprese la Neuropsichiatria e riabilitazione dell’età evolutiva (al piano terra) e la Neuropsichiatria e psicologia clinica dell’età evolutiva (al -1). Parliamo di servizi destinati a bambini fragili, non di rado affetti da più patologie, che frequentano l’ex Grocco per terapie e riabilitazioni lunghe e complesse, che solo lì possono essere fatte. Parliamo dei nonni di questi bambini, che spesso li accompagnano alle sedute di riabilitazione al posto dei genitori, impegnati al lavoro. E parliamo di dottoresse, fisioterapiste e logopediste (parlo al femminile perché si tratta nella maggior parte dei casi di donne) che già ora sono in numero assai ridotto rispetto alle esigenze del territorio.

Troppo incosciente, troppo rischioso. Come si potrà garantire la sicurezza di questi bambini fragili, dei loro genitori, dei loro nonni e di tutto il personale medico che di loro quotidianamente si occupa? Come si può pensare che ingressi e percorsi separati siano sufficienti a evitare la contaminazione degli spazi e il rischio di infezione? Parliamo di famiglie, come la mia, per le quali questo tipo di servizio è fondamentale e già ora subisce fortissime limitazioni derivate dall’emergenza sanitaria: visite e operazioni rimandate o annullate, incontri diradati… Anche la struttura Covid nello stesso stabile mi sembra davvero troppo. Troppo incosciente, troppo rischioso. Davvero vogliamo che anche in Umbria tra qualche mese si apra un’inchiesta per appurare le responsabilità? Mi rivolgo direttamente alla presidente Donatella Tesei e all’assessore alla Sanità Luca Coletto: siete ancora in tempo per trovare altre soluzioni. Sono consapevole che il momento è drammatico, ma aggravare la situazione non è una soluzione.

di Stefania Zucchini

 


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