Venerdì, 22 Gennaio 2021

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Le mani sul paesello

San Giustino. Urbanistica

silvia romano2

Il titolo ricalca quello di un bellissimo film in cui il regista, Francesco Rosi, rappresentava l’abuso edilizio nella Napoli del dopoguerra: individui senza scrupoli si arricchivano col cemento e i mattoni a scapito dell’acqua, della terra e della salute degli abitanti in una città che aveva fame di abitazioni, dimore e alloggi. Per fortuna a San Giustino non è passata la guerra, e la popolazione non si trova a dover fronteggiare condizioni tanto drammatiche; tuttavia si avvertono i primi scricchiolii nella gestione dell’edilizia e dell’urbanistica: indizi che mostrano in maniera incontrovertibile che il bene comune rappresentato dal territorio e dall’ambiente viene sacrificato in nome di uno sviluppo industriale tutto da dimostrare.

A cosa ci riferiamo è presto detto: 20.000 metri quadrati di terreno di pregio agricolo, per usare la denominazione del Piano regolatore, situati nella zona sud di San Giustino, dopo un iter amministrativo complesso a base di conferenze di servizi, pareri obbligatori, rispetto di normative urbanistiche multilivello, tra programmazione comunale e sovra- comunale, da agricoli sono diventati edificabili. Per costruire un capannone “alto 11 metri” si legge nella determina dirigenziale di adozione “destinato a magazzino, uffici, amministrazione”. L’edificio occuperà più di 8.000 metri quadrati dei 20.000 sottoposti al cambio di destinazione.

Per dare un’idea approssimativa delle dimensioni della cosa, dobbiamo immaginare quattro campi da calcio allineati uno con l’altro e, sopra di essi, un edificio, alto tre piani, di quasi 100 metri di lato. A beneficiarne sarà la nota impresa AmaHorse Trading srl: una realtà che opera da anni sotto il nome di Umbria Equitazione nel mondo dell’equitazione, producendo e rimarchiando (apponendo il marchio su prodotti importati) materiale utile agli equini, ai loro proprietari e alla vita outdoor. Una realtà consolidata a livello mondiale che non conosce crisi, come accade al mercato dei beni di lusso, ma che non conosce nemmeno vistosi sviluppi dopo l’abbandono del cavallo come mezzo di locomozione e di lavoro. Lecito dunque chiedersi su cosa si basi il generico richiamo allo sviluppo economico e alle prospettive occupazionali, cui fa riferimento il Comune di San Giustino nel dare semaforo verde a tutta l’operazione.

Nello stesso documento, consultabile da chiunque acceda al sito internet del Comune, viene inserito l’obbligo a carico dell’impresa di realizzare una piccola area verde negli spazi adiacenti la nuova costruzione.

Ricapitolando: da una parte ventimila e passa metri quadri di terra agricola diventano edificabili per farne un bel capannone, dall’altra una generica fiducia alla spinta occupazionale e una misera area verde. Il giuoco vale la candela? Ce lo chiediamo anche noi dopo aver raccolto i dubbi e le perplessità dei cittadini sangiustinesi, soprattutto dopo aver costatato che esimi membri della famiglia che controlla AmaHorse Trading srl, alle ultime elezioni amministrative hanno sostenuto il Sindaco Fratini, pur provenendo dall’opposta parte politica. ◘

L’edificio occuperà più di 8.000 metri quadrati dei 20.000 sottoposti al cambio di destinazione. Per dare un’idea approssimativa delle dimensioni della cosa, dobbiamo immaginare quattro campi da calcio allineati uno con l’altro e, sopra di essi, un edificio, alto tre piani, di quasi 100 metri di lato

di Pietro Morroni


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