Martedì, 13 Aprile 2021

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Basta con un uomo solo al comando

Elezioni Amministrative. Forum con movimenti e gruppi poltici che cercano di dialogare in vista di un possibile collegamento elettorale

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Risponde Emanuela Arcaleni del gruppo "Castello Cambia"

«La costruzione delle proposte di governo della città deve tener conto di due trasversalità determinanti e irrinunciabili, due linee guida che dovranno ispirare le progettualità e le risposte ai problemi: la ‘Transizione ecologica’ e la ‘Transizione digitale’. Si tratta di impostare le politiche di sviluppo del nostro territorio con una ‘visione’ precisa che orienti le scelte, numerose e complesse, per il rilancio del tessuto economico e sociale, secondo l’asse della sostenibilità e dell’innovazione, per realizzare progetti innovativi per l’economia circolare, la rigenerazione urbana, il turismo sostenibile, l’adattamento e la mitigazione dei rischi derivanti dal cambiamento climatico».

A nome di ‘Castello Cambia’, la consigliera comunale Emanuela Arcaleni così delinea lo scenario strategico nel quale calare le proposte per una rinnovata amministrazione comunale. Uno scenario che richiede una forte cabina di regia: «Serve una ‘task force’ per la gestione e individuazione dei programmi e progetti per il Recovery Fund, formata da un Project manager e un assessore o suo delegato per ogni settore in grado di riunire le migliori risorse professionali al fine di attrarre i fondi nazionali ed europei necessari agli investimenti in beni strutturali e mobilità, in ricerca, innovazione, conversione ecologica delle colture, sviluppo e formazione del personale, per la trasformazione tecnologica, digitale e sostenibile dei processi produttivi».

Emanuela Arcaleni sottolinea l’importanza di una “visione di vallata”, che superi ogni municipalismo: «Infrastrutture, turismo, viabilità, agricoltura, richiedono sinergie e collaborazioni per progetti innovativi che ci colleghino a livello nazionale e internazionale per attrarre fondi, turisti e favorire la commercializzazione di prodotti di eccellenza del nostro territorio». E bisognerà sostenere le aziende locali, valorizzando le loro tipicità e la loro volontà di innovare per connettersi al mercato globale: «La crisi sanitaria può rappresentare l’occasione per costruire un nuovo paradigma occupazionale più sostenibile. Nella fase post-Covid tutta l’Europa punterà a ripartire attraverso l’innovazione dell’industria e dei settori produttivi e dei servizi: l’Italia, e noi con lei, non possiamo rimanere indietro».

‘Castello Cambia’ invoca un metodo radicalmente nuovo di amministrazione, fondato sulla trasparenza e sulla partecipazione dei cittadini: «Rifuggiamo dalla logica autoritaria dell’uomo solo al comando: serve recuperare una reale comunicazione e condivisione delle scelte per la città; a partire dalla scelta delle figure degli assessori, per arrivare alle nomine nelle Società Partecipate, servono nuovi criteri, quali quelli della condivisione, della collegialità e della competenza».

Quanto alle Partecipate, Arcaleni pone al centro la delicata questione della SOGEPU: «La nomina del suo amministratore assume una rilevanza quasi paragonabile a quella dell’elezione del sindaco, sia per le politiche ambientali sia per il valore economico del bilancio dell’ente (pari a circa la metà del bilancio comunale). A fronte di ciò la società pubblica distribuisce in contributi economici tra i 150 e i 200 mila euro annui a soggetti sportivi o ‘culturali’ sostituendosi in pratica all’Ente Locale e quindi diventando il soggetto che definisce le politiche sportive o culturali della nostra città, esautorando di fatto la giunta e il controllo del consiglio comunale».

basta con un uomo solo al comando altrapagina mese febbraio 2021 3Altra questione di rilievo è l’urbanistica: «Non possono continuare gli interventi frammentari e impattanti, senza logica complessiva. Ai cittadini serve poter contare su contratti di quartiere che puntino all’interesse pubblico, pur recuperando il giusto valore per il privato, ma evitando che questo sovrasti. Vanno recuperati gli immobili del centro storico anche attraverso strumenti come il ‘Libretto di caseggiato’ che sviluppi interventi antisismici; vanno concluse le ristrutturazioni di spazi come l’ex cinema Vittoria, che costituisce addirittura un pericolo lasciato in quelle condizioni; va realizzata Piazza Burri attraverso un Concorso internazionale di idee. Il centro storico deve diventare il ‘salotto buono’ della città e per questo ha bisogno di attrarre nuovi residenti e nuovi servizi».

In merito alle infrastrutture e alla mobilità, Arcaleni punta l’indice contro i «progetti inutili come la ‘piastra logistica’, che risulta del tutto inutilizzata e inutilizzabile” e propone di guardare oltre: “È urgente spingere verso una ferrovia che ci colleghi con i grandi assi veloci: quindi sfondamento ad Arezzo e treno ad idrogeno fino a Sulmona ci sembrano ottimi progetti; in alternativa metropolitana di superficie. Inoltre gli assi viari devono prevedere la messa in sicurezza definitiva della E45 e la costruzione della E78 a 4 corsie, non il progetto monco sponsorizzato finora».

‘Castello Cambia’ pone inoltre l’accento sulle infrastrutture digitali: «Bisognerà utilizzare i finanziamenti del Recovery Fund e investire per dotare di una rete digitale tutto il Comune, implementando la “fibra” in maniera massiccia. Inoltre si dovrà gestire oculatamente la costruzione di nuove antenne/ponti radio attraverso la definitiva stesura di un Piano Comunale per la Localizzazione degli impianti, che minimizzi i rischi e tuteli la salute dei cittadini».

Arcaleni chiede infine una svolta nella politica giovanile: «Non esistono ad oggi politiche giovanili da parte di questa amministrazione. I giovani risultano i grandi assenti dalla scena politica: cosa si è fatto per loro e con loro nelle ultime consiliature? Nulla. I ragazzi che oggi vivono un momento di grande difficoltà, aggravato dalla pandemia, hanno un bisogno impellente di considerazione e di protagonismo: non esistono spazi a loro dedicati. Questa città ha bisogno della loro energia e della loro creatività; servono spazi di ascolto, di aggregazione, di servizi a loro dedicati e con loro gestiti». ◘

Redazione l'Altrapagina


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