Sabato, 31 Luglio 2021

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I Miserabili

Cinema

silvia romano2

In Tv è apparsa dopo le festività di Natale un’ultima riduzione cinematografica tratta da I miserabili di Victor Hugo diretta da Tom Shankland e interpretata da Dominic West nei panni di Jean Valjean e David Oyelowo in quelli del commissario Javert.

La storia è nota, ma vale la pena ricordarla per sommi capi. Jean Valjean, alla ricerca di cibo per sfamare la sua famiglia, è costretto a rubare, ma viene arrestato e condannato alla prigione. Riesce a fuggire, viene però scoperto e condannato a dieci anni di lavori forzati. Una volta scontata la pena è messo al bando come ex galeotto. Comincia da quel giorno la sua vita di vagabondo fino a quando viene ospitato da un buon vescovo dal quale fugge dopo avergli rubato l’argenteria. Con questa addosso viene rintracciato e arrestato dai gendarmi che lo conducono di fronte al vescovo il quale afferma di essere stato lui a regalare l’argenteria dichiarandolo perciò innocente. Jean Valjean rimane profondamente turbato dal comportamento del religioso al punto da decidere di cambiare vita. Sotto falso nome, con parte della somma datagli dal vescovo, mette in piedi una piccola fabbrica che prospera grazie alla sua abilità e al suo impegno. Diventa addirittura sindaco della città in cui risiede e nessuno sa del suo passato di ex galeotto. Nel frattempo raccoglie una piccola orfana, Cosette, maltrattata e sfruttata da una famiglia di lestofanti. Nessuno sospetta di lui – si è detto – tranne l’ispettore di polizia Javert, che lo tiene costantemente d’occhio. Quando un piccolo malvivente viene fermato e arrestato con l’accusa di essere Jean Valjean, il vero Valjean rivela la sua identità per salvarlo. Quindi fugge e, con la piccola Cosette, trova asilo in un convento di suore che l’accolgono credendo alla sua innocenza. Passano gli anni e Cosette cresce diventando una bella fanciulla. Scoppia la rivoluzione a Parigi e Jean Valjean salva la vita a Marius innamorato di Cosette. Intanto anche l’ispettore Javert, che non ha mai cessato di braccarlo, allorché è sul punto di arrestarlo viene assalito da dubbi e per punirsi si suicida gettandosi in un fiume.

Oltre la versione recente, ricordiamo le più famose.

Una bella riduzione del 1933 è di Raymond Bernard con Henry Baur e Charles Vanel divisa in tre parti.

Il regista è “... sobrio ed emozionante, dimostrandosi eclettico e puntuale nei vari cambi di registro, da quelli più intimisti dell’inizio a quelli epici della terza parte (peraltro risolti non facendo appello agli stilemi astratti dell’avanguardia, come sarebbe stato naturale, bensì affidandosi alle tecniche del reportage, panoramiche e tecniche a mano, con effetti di grande vigore realistico) senza mai cedere alla ridondanza retorica” (Mereghetti).

Nel 1947, una fra le versioni cinematografiche più intelligenti e riuscite è di Riccardo Freda – con Gino Cervi – divisa in due parti: Caccia all’uomo e Tempesta su Parigi. «Freda sopperisce alle carenze del budget con un talento visivo non banale e tende ad asciugare il tema della redenzione del forzato che diventa un uomo libero in lotta contro una società ipocrita» (Mereghetti). «... è una versione agile ... non priva di saettanti invenzioni, con un certo gusto da romanzo di appendice e un credibile Valjean» (Morandini).

Del 1952 incontriamo una trasposizione molto curata, ma piuttosto accademica di Lewis Milestone con Robert Newton, Debra Paget, Michael Rennie.

Arriviamo quindi ad una riduzione filmica del 1958 di Jean-Paul Le Chanois con Jean Gabin quale protagonista e Bernard Blier, e poi a quella americana del 1978 di Glenn Jordan con Richard Jordan nella parte di Valjean e Anthony Perkins nella parte dell’implacabile Javert.

Nel 1982 Robert Hossein ne realizza una di impianto teatrale con Lino Ventura quale protagonista e nel 1995 abbiamo una rivisitazione originale di Claude Lelouch con Jean-Paul Belmondo nei panni del protagonista. Quest’ultimo film, a dire il vero, prende solo spunto dal romanzo di Hugo. Belmondo è un ex pugile di nome Henri Fortin e soprannominato Jean Valjean per la sua forza fisica che gli permette di salvare un uomo schiacciato da un pianoforte durante l’occupazione nazista. Poi salva una famiglia ebrea e viene in possesso di una copia de I miserabili trovando analogie fra la sua vita e quella del protagonista del romanzo. I miserabili di Hugo diventano l’occasione per un travolgente e originale esperimento narrativo che soddisfa pienamente sia i fan del regista che gli estimatori dello scrittore”. (Mereghetti)

Del 1998 una versione piuttosto dignitosa di Bille August con Liam Neeson e Peter Vaughan.

Ed infine Les Misérables (2012) un sontuoso musical diretto da Tom Hooper con Hugh Jackman quale protagonista e Russell Crowe quale Javert. ◘

di Pietro Mencarelli


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