Martedì, 27 Luglio 2021

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Storie di donne tra '500 e '600

Le signore dell'arte.

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Fino al 6 giugno Palazzo Reale di Milano ospita una grande mostra dedicata alle “Signore dell’Arte”, magnifiche artiste vissute tra il Cinque e il Seicento: oltre 150 opere di 34 artiste, tra cui Fede Galizia, Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Ginevra Cantofoli, Lavinia Fontana, Giovanna Garzoni, Elisabetta Sirani. Molte sono le istituzioni che hanno prestato le opere: gli Uffizi di Firenze, il Museo di Capodimonte in Napoli, le milanesi Pinacoteca di Brera e Castello Sforzesco, la Galleria nazionale dell’Umbria in Perugia, la Galleria Borghese di Roma, i Musei Reali di Torino e la Pinacoteca nazionale di Bologna. Dall’estero si sono ottenuti prestiti dal Musée des Beaux-Arts di Marsiglia e dal Muzeum Narodowe di Poznan (Polonia), ma queste istituzioni non esauriscono il catalogo delle artiste italiane tra Cinque e Seicento, presenti in molti altri musei italiani ed esteri.

Alcune pittrici sono già abbastanza note, ma ci sono nuove scoperte, come la nobile romana Claudia del Bufalo. Alcune opere sono esposte a Milano per la prima volta, come la Pala della Madonna dell’Itria di Sofonisba Anguissola, realizzata nel 1578 a Paternò, in Sicilia, e mai uscita dall’isola prima d’ora. Lascia per la prima volta Palermo la pala Madonna Immacolata e san Francesco Borgia, unico lavoro certo dell’artista Rosalia Novelli, eseguito nel 1663 per la Chiesa del Gesù di Casa Professa. Arriva a Milano anche la tela di Lucrezia Quistelli con il Matrimonio mistico di Santa Caterina, creata nel 1576 per la parrocchiale di Silvano Pietra presso Pavia.

Artemisia Gentileschi (Roma 1593 – Napoli 1653) grande caravaggista, attiva a Firenze, Genova, Roma, Venezia e Napoli, è senza dubbio l’artista più celebre in mostra. Figlia del pittore Orazio, icona di consapevolezza e rivolta, pittrice e imprenditrice, rivaleggia con gli uomini dell’epoca. Il successo le arride, ma la sua vita personale ne esce a pezzi: violentata da un allievo del padre, quest’ultimo non la proteggerà durante il processo. Da qui le molte scene di “Giuditta con la testa di Oloferne” nel catalogo di Artemisia, quasi a trovare una sorta di riparazione, nella sua arte eccelsa, contro la doppia ingiustizia subita. Attraverso la sua pittura di grande pathos, con l’ausilio di colori vividi e composizioni dinamiche, Artemisia sublima la sua lotta sia contro l’autorità e il potere artistico paterno che contro il confinamento riservato all’epoca (ma non solo) alle donne.

Sofonisba Anguissola (Cremona 1532 – Palermo 1625) era un’aristocratica: l’intera sua famiglia amava le arti e anche le sue sorelle si dilettavano di pittura e musica. Sofonisba visse oltre dieci anni alla corte di Filippo II a Madrid, divenendo pittrice personale della regina, eseguendo magnifici ritratti ed autoritratti. Si trasferì in Sicilia dopo le nozze col nobile Fabrizio Moncada. Rimasta vedova, sposò Orazio Lomellini e visse anche a Genova. Antoon van Dyck, che l’ammirava, nel 1624 volle incontrarla e ne restituì un bellissimo disegno dove emerge il suo sguardo curioso e amante della vita.

Di Sofonisba sono esposti lavori di grande importanza come La partita a scacchi del 1555 (dal Muzeum Narodowe di Poznan), in cui le giocatrici ritratte sono le sue sorelle Lucia, Europa e Minerva (all’estrema destra si vede la fantesca di casa), e la sopracitata Pala della Madonna dell’Itria, oggetto di un importante restauro realizzato grazie alla collaborazione con il Museo civico Ala Ponzone di Cremona.

Lavinia Fontana, bolognese, nata nel 1552, era figlia del pittore manierista Prospero Fontana. A 25 anni Lavinia sposò il pittore imolese Giovan Paolo Zappi, ponendo però come condizione di poter continuare a dipingere. Andò a finire che, essendo lei molto più brava, lo Zappi fu ridotto ad assistente. Lei era “pittore” e lui solo “sartore”, nel senso che Lavinia lo autorizzava solo a dipingere le vesti! Lavinia, che fu attiva anche a Roma, dove morì nel 1614, è in mostra con 14 opere, tra cui L’autoritratto nello studio (1579) degli Uffizi, la Consacrazione alla Vergine (1599) del Musée des Beaux-Arts di Marsiglia e alcuni dipinti di soggetto mitologico di raffinata sensualità.

Il resto della mostra… ve lo raccontiamo alla prossima puntata! ◘

Di Maria Sensi


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