Mercoledì, 16 Giugno 2021

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Intrecci

SANSEPOLCRO. Artigianato locale: 1° CONCORSO INTERNAZIONALE DI MERLETTI

silvia romano2

Domenica 2 maggio a Sansepolcro si è tenuta la cerimonia di premiazione del 1° concorso internazionale di merletto organizzato dall’associazione “Il merletto nella città di Piero della Francesca”. Il tema che i maestri e le maestre dell’arte del merletto dovevano affrontare era Ecologia e spiritualità. Le merlettaie di Sansepolcro hanno voluto incentrare il concorso su “tematiche attuali che coinvolgono tutto il mondo”, “l’ecologia e la natura, quindi il clima e il riciclo”, oltre che fare “un omaggio alla spiritualità della nostra terra dove, il passaggio del Santo di Assisi, legato indissolubilmente alla natura e primo vero ecologista, ancora oggi lascia traccia”.

Il concorso avrebbe dovuto far parte della manifestazione Intrecci, una serie di attività programmate su tre giorni e interamente dedicate al merletto, ma la pandemia di Covid-19 ha fortemente limitato queste iniziative. Tuttavia il nome Intrecci è stato scelto per significare non solo l’intreccio di filo, ma anche il collegamento fra le comunità, fra le diverse associazioni italiane ed estere del merletto, fra le persone e le loro espressioni artistiche guardando verso il futuro e intrecciando le radici con quelle della tradizione.

A Sansepolcro si può far iniziare la tradizione del merletto alla fine dell’Ottocento, quando le sorelle Adele e Ginna Marcelli avviarono la loro attività. Il merletto era un’arte muliebre antica che aveva raggiunto la piena maturità nel Cinquecento e che si era affermata nell’abbigliamento maschile e femminile dei ceti sociali più elevati nel Seicento e nel Settecento, seguendo l’evoluzione della moda. Ancora ai primi del Novecento le trine adornavano i vestiti di ogni ceto sociale e le sorelle Marcelli inizialmente si inserirono in questa tradizione, ma poi contraddistinsero i loro merletti tanto da identificarli come un b intrecciprodotto tipico della loro scuola: il primo riconoscimento arrivò con la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di Milano nel 1906. Seguirono altri riconoscimenti che qualificarono il merletto di Sansepolcro come uno dei migliori d’Italia. Nella “Premiata Scuola di Merletto a Fusello di A. e G. Marcelli” i disegni venivano quasi tutti creati da Ginna Marcelli e successivamente anche dal marito Domenico Petri, sarto con la passione per il disegno, sposato nel 1919. L’importanza delle trine nella realtà socio-economica di Sansepolcro è testimoniata da un famoso aneddoto: “Sora Gina, io e lei abbiamo dato lavoro a tutta la Valtiberina”. Così Marco Buitoni, titolare del pastificio di città, a metà del secolo scorso si dice salutasse Ginna Marcelli. In realtà sono queste le due attività economiche che per prime nell’età contemporanea portarono i prodotti di Sansepolcro fuori della valle fin oltre oceano nell’America del Nord. Per tutti gli anni Venti, il laboratorio di Ginna Marcelli continuò ad avere un’importanza crescente nell’economia di Sansepolcro. Nel 1922 trovavano lavoro oltre 50 ragazze all’interno del laboratorio e molte di più erano le donne sparse nella Valtiberina che lavoravano per la Marcelli. Secondo il podestà Facchini erano oltre 600 le donne impegnate nel 1927 in queste lavorazioni e non lavoravano tutte soltanto per la Marcelli. Infatti sull’onda del successo della Marcelli altre merlettaie si erano messe in affari. La scuola delle sorelle Marcelli creò tante maestre dell’arte del merletto a fusello e queste a loro volta lo diffusero a molte altre donne.

Allieva di Ginna Marcelli è stata anche Lelia Riguccini, presidente dell’associazione “Il merletto nella città di Piero della Francesca”. La maestra di merletto Riguccini ha presieduto la giuria del concorso Ecologia e spiritualità, di cui hanno fatto parte anche Anna Capozzi, maestra merlettaia di Sansepolcro, la professoressa di storia dell’arte e artista tessile Ilaria Margutti, l’assessore alla cultura del comune di Sansepolcro Gabriele Marconcini e, in qualità di storico locale, Claudio Cherubini. 

b intrecci premiHanno partecipato al concorso ben ventitre opere, provenienti da ogni parte d’Italia e da Spagna, Francia e Croazia. Altre due opere, una dalla Spagna e l’altra da Israele, non hanno potuto essere presenti per rallentamenti alla dogana in seguito alle normative anti-Covid. In premio c’erano tre fuselli a grandezza naturale: in bronzo per il terzo posto, bagnato in argento titolo 1000 per il secondo e bagnato in oro a 24 carati per il primo classificato (i fuselli sono, insieme al tombolo – il cuscino – gli attrezzi indispensabili per realizzare il merletto).

Nonostante i membri della giuria abbiano votato singolarmente, esprimendo valutazioni sia sull’aspetto esecutivo e tecnico sia su quello creativo e artistico, l’esito delle votazioni ha dato un risultato netto per il primo classificato. Il primo premio è stato così assegnato, potremmo dire all’unanimità, ad Alessandra Polleggioni di Orvieto con l’opera intitolata Fonte di vita, “che risulta essere lavorata con minuzia e grande capacità, facendo emergere una tridimensionalità particolareggiata e una ricca elaborazione creativa degli elementi che aderiscono al tema in materia originale e poetica”. Il fusello d’argento è stato assegnato a Maria Grazia Giacomini da Trieste con l’opera Francesco: la bellezza nella povertà in cui “i fili colorati e intrecciati fra di loro donano un chiaroscuro che segna bene l’espressività della figura di San Francesco, mettendone in risalto il contenuto”, come si legge nella motivazione della giuria che prosegue: “L’opera presenta anche uno spiccato senso creativo grazie all’uso del ‘non finito’, lasciando cadere i fili liberi per la lunghezza del tessuto”. Al terzo posto si è classificata l’opera Serenità di Rita Fattore da L’Aquila, “connotata da una leggerezza quasi impalpabile”, “realizzata in maniera originale e creativa sia nel disegno che nella disposizione degli elementi naturali, mettendo in luce una tecnica delicata eseguita in maniera eccellente”. La giuria ha assegnato anche una menzione d’onore riservata a Fabienne Fichau che ha presentato l’opera Laissons fleurir notre imagination, per l’originalità e il significato forte nel messaggio di precarietà del nostro pianeta a cui dobbiamo garantire la protezione e l’equilibro dei sistemi naturali.

La giovane socia Francesca Pincardini ha brillantemente presentato la cerimonia di premiazione trasmessa via streaming e ha concluso la diretta evidenziando il successo di partecipazione al concorso (fra i partecipanti anche due merlettai), a cui seguirà nei prossimi mesi la pubblicazione del catalogo delle opere in concorso, arricchito da contributi di varie personalità del mondo accademico fra le quali i professori Marina Carmignani, Paolo Peri e Alessandra Caputo.

Infine la cerimonia si è conclusa ringraziando i tanti collaboratori dell’associazione “Il merletto nella città di Piero della Francesca” sia per il concorso internazionale, a cui è stato dato appuntamento per l’anno prossimo, sia per il contributo importante nel percorso che l’associazione e il Comune di Sansepolcro, insieme ad altri 27 enti, stanno portando avanti per far riconoscere il merletto italiano, con le specificità di tutte le sue scuole, come bene immateriale dell’Unesco. ◘

a intrecci

di Claudio Cherubini


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