Mercoledì, 16 Giugno 2021

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Sicurezza, paura e morte

Gentile Segretario,

silvia romano2

non ho dubbi che lei abbia assistito con dolore alla notizia con cui il silenzio cupo dei media sulle migrazioni è stato squarciato dal silenzio eterno di oltre cento corpi in balìa delle acque mediterranee. Non ho dubbi che abbia provato disorientamento di fronte all’evidenza grigia della scelta disumana dei mezzi navali italiani ed europei di evitare il soccorso per favorire l’arresto paramilitare libico di quelle vite presto divenute inerti corpi. Non ho nemmeno dubbi che lei abbia provato rabbia nel dover ascoltare l’infamia truculenta del suo sia pur temporaneo alleato governativo Matteo Salvini. E credo di non avere dubbi neanche sulla sua consapevolezza delle responsabilità storiche e politiche di alcune scelte del partito che lei ora guida.

Ricordo bene, d’altronde, le scelte che lei fece o cercò di fare in materia di immigrazione e accoglienza nella sua breve esperienza alla presidenza del Consiglio, durante la quale avvenne il naufragio del 3 ottobre 2013, la tragedia che tutti ricordano come la più grande, ma che purtroppo lei sa bene non essere che la punta di un iceberg ben più profondo e radicato. Fu lei a proporre Mare Nostrum e fu lei a proporre il progressivo ma rapido passaggio dal sistema di accoglienza straordinaria CAS a quello strutturale e integrato SPRAR. Purtroppo entrambe le due iniziative hanno poi preso due pieghe poco nobili: Mare Nostrum è stata utilizzata per coprire l’addestramento delle milizie libiche con cui poi abbiamo stretto rapporti e patti di collaborazione per arrestare, detenere, torturare migliaia di migranti, mentre il sistema SPRAR è stato eliminato per poi essere resuscitato ultimamente con un nuovo nome, SAI, a cui andrebbe aggiunto un punto interrogativo (SAI?) vista la forte carenza del suo funzionamento o addirittura della sua esistenza.

Sappiamo bene quanto il Covid-19 abbia interrotto o modificato ogni linea di priorità sociale e politica, ma, ancora una volta, non ho dubbi che lei ritenga il tema migrazioni determinante per distinguere direzioni e posizioni politiche. A nome del “Forum Per Cambiare l’ordine delle cose” di cui faccio parte e che collabora e dialoga senza bandiere con decine di associazioni impegnate in tutta Italia nell’accoglienza e nel welfare integrato, le chiedo di onorare la dignità delle vittime della tragedia di oggi e di tutte quelle di questi terribili lunghissimi anni, promuovendo non ipocrite sia pur corrette celebrazioni, ma una svolta vera nelle politiche migratorie che fin qui hanno prodotto solo (e dopo venticinque anni questa non è un’ipotesi, ma un dato di fatto) un circolo vizioso di aumento della spesa pubblica securitaria, aumento delle morti, aumento del potere di sistemi dittatoriali e para-militari intorno al Mediterraneo.

Gentile Segretario, apra uno squarcio in questo vortice di silenzio e morte, promuova un grande appuntamento per ridisegnare le politiche migratorie mettendo al centro dignità, libertà e giustizia e non sicurezza, paura e morte. Grazie della sua attenzione. ◘

di Andrea Serge


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