Sabato, 31 Luglio 2021

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Quando l'acqua arriva in borsa

DOSSIER

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Mentre le avventure tecnologiche ci spingono persino su Marte alla ricerca di nuove forme di vita, non dovremmo dimenticarci di quel che accade sul nostro pianeta. Stiamo distruggendo gli elementi essenziali della vita, come l’aria, l’acqua, il cibo. Le previsioni degli scienziati sono inquietanti: fra due decenni la quantità di acqua disponibile si dimezzerà, almeno in Italia, con delle conseguenze imprevedibili. L’acqua potabile scarseggia in tutto il mondo e secondo le stime ufficiali ne rimane solo il 3 per cento del totale. È una catastrofe ambientale e politica perché le società sono incapaci di gestire l’acqua, fonte di vita per tutti.

Il sistema economico dominante spinge verso un’economia industriale che assorbe il 70 per cento dell’acqua potabile, sottraendolo a due miliardi e 200mila persone assetate nel sud del mondo. Basta chiederlo ai palestinesi di Gaza, ai quali l’acqua arriva razionata perché gli israeliani hanno deviato il corso del Giordano, o alle popolazioni sahariane costrette a migrare a causa della siccità e della penuria d’acqua.

Ma c’è un evento ancora più sorprendente: la Camera di Commercio di Chicago è arrivata al punto di quotare l’acqua in Borsa, come qualsiasi prodotto finanziario, alla stregua del petrolio, dell’oro o del rame. Per la prima volta nella Storia umana l’acqua viene considerata una merce sottoposta alle regole del mercato e non un diritto primario alla vita. Ma quale forza interiore e culturale ci vorrà per sovvertire un sistema profondamente iniquo e sottrarre l’acqua ai grandi predatori?

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di Achille Rossi


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