Sabato, 31 Luglio 2021

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Cronache di una politica qualunque

SOGEPU. inchiesta / quinta parte

silvia romano2

A leggere le cronache locali di questo fine maggio sembra che stia tornando il sereno nel Centro-sinistra tifernate. Sembra… In realtà è il sindaco Bacchetta a sentirsi più forte e a condizionare ancor di più le strategie politiche in vista delle prossime amministrative. Bacchetta ha tirato un sospiro di sollievo: gli è stato approvato il bilancio nonostante la precarissima maggioranza e ha rimandato a più avanti la spinosa questione della guida della Sogepu. Da questa posizione di forza ha rinsaldato l’asse con la parte più “governativa” del PD, ergendosi a paladino della continuità. Una continuità – sottolineano astutamente i socialisti – almeno ventennale, che abbraccia quindi anche la lunga amministrazione di Fernanda Cecchini. Essendo tutto l’attuale gruppo dirigente del PD una espressione di questo ventennio, Bacchetta ha facile giuoco a irridere i pochi “democratici” davvero convinti di chiedere “discontinuità” con il passato.

È proprio qui il problema. Nel Centro-sinistra c’è chi la vuole davvero questa “discontinuità”. Come potrebbero non volerla Castello Cambia, che è da sempre all’opposizione? e Sinistra Italiana, che c’è andata da poco? e i Verdi Europei e i 5 Stelle che, per quanto elettoralmente non molto numerosi, parlano tutta un’altra lingua rispetto a quella dell’Amministrazione comunale? e, appunto, quei settori più lungimiranti del PD ormai consapevoli che la strada da percorrere, a livello nazionale come locale, è ben diversa da quella di un mediocre appiattimento sulla ordinaria amministrazione quotidiana?

Siamo quindi da capo. Tutti ad auspicare un Centro-sinistra compatto, con una guida autorevole; ma in realtà impaludati in una situazione senza chiare e immediate prospettive, ravvivata da sporadiche schermaglie per darsi visibilità nei giornali.

Intanto il Centro-destra continua a nicchiare. La migliore propaganda elettorale gliela fa il Centro-sinistra con la sua frammentazione e con l’incapacità a proporre un progetto serio di rinascita di Città di Castello. Però anche il Centro-destra sta scherzando con il fuoco della rabbia e del disincanto dell’elettorato. Diciamola tutta: alzi la mano chi ha capito quale progetto alternativo e vincente ha il Centro-destra per la città. Se qualcuno se ne è accorto, ne ha sentito parlare, l’ha letto da qualche parte, per favore ce lo faccia sapere.

Il Centro-destra tifernate non può nemmeno sbandierare significativi successi della Giunta regionale, che ha lo stesso colore politico, per lo stanziamento di fondi a beneficio della valle nell’ambito del Pnrr. Che questo Piano di finanziamento europeo abbia un valore strategico e irripetibile è ovvio; che, al momento, i Comuni altotiberini rischino di avere solo le briciole sembra altrettanto ovvio. Di ciò si parla altrove in questo stesso numero del giornale. Qui ci limitiamo a constatare, sconsolati, come l’intera compagine politica appaia a questo riguardo in tutt’altre faccende affaccendata; quindi o impotente o inadeguata, fate voi. Eppure, guardando a Destra, è di queste parti Riccardo Augusto Marchetti, il boss indiscusso della Lega in Umbria, nelle grazie di Salvini per aver “conquistato” le Marche. Eppure ha preso qui da noi una caterva di voti Valerio Mancini, potente consigliere regionale della Lega. Così come è tifernate Andrea Lignani Marchesani, di Fratelli d’Italia, che sappiamo molto, molto attivo per farsi incoronare da Giorgia Meloni a candidato sindaco del Centro-destra. Cari signori, siete sicuri che non si poteva ottenere di più per la valle?

Su questo il Centro-sinistra tifernate cerca di far fare una brutta figura al Centro-destra, contestando con un manifesto l’inazione della Giunta regionale. Ma prende davvero lo sconforto se si constata quanto poco incidano sulle vicende locali i politici di Centro-sinistra che più sono emersi a livello nazionale. Che dire dell’on. Anna Ascani (PD), già vice-ministro all’Istruzione, ora sottosegretaria allo sviluppo economico (Mise) con delega su telecomunicazioni, digitale, banda ultralarga e sistema cooperativo. Ohè, mica cosa da poco! E che dire di Walter Verini (PD), tesoriere del partito e personaggio di spicco della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati? E Laura Agea (5 Stelle), già deputata al Parlamento europeo, sottosegretaria nel secondo governo Conte con delega agli affari europei? E il consigliere regionale Michele Bettarelli, del PD? Beh, un conto era fare l’assessore a Castello; altro è combattere a Perugia contro i “barbari” che hanno conquistato la regione. Ben altra grinta ci vuole, ben altro carisma politico...

Quanto avremmo voluto vedere tutta questa gente attorno a un tavolo, dimenticando gli interessi di partito più immediati, per studiare una strategia comune per il rilancio della città e della valle!

Avremmo voluto… ◘

di Valentino Rocchiana


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