Giovedì, 21 Ottobre 2021

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Il Sultano e la sua corte

Politica. Cronologia della scalata del centro politico

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Afine aprile l’altrapagina riceve preavviso di querela da parte di Sogepu per i fatti esposti nella inchiesta condotta dal mensile sulla partecipata pubblica. La procedura prevede un primo tentativo di conciliazione fissato tra le parti il 7 maggio c.a.

La libertà di stampa è pilastro della democrazia

Il 3 maggio il Sindaco Luciano Bacchetta, in veste di Presidente della Provincia, tiene un incredibile discorso in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa che merita ascoltare: «La Federazione nazionale della stampa oggi porterà al Presidente della Camera… un dossier dal quale emerge una situazione allarmante rispetto alla libertà di stampa nel nostro Paese, che ci pone agli ultimi posti nella classifica europea con 20 giornalisti sotto scorta a causa di minacce e querele bavaglio… Nei Paesi dove la stampa è chiusa nell’informazione di regimi autoritari le notizie sono filtrate, oscurate, distorte rispetto alla realtà». E prosegue: «La libertà di stampa è quindi uno dei pilastri della democrazia ed è nostro dovere sostenerla ed affiancare la Fnsi nelle sue battaglie per la tutela dei giornalisti minacciati e le rivendicazioni a garanzia della verità». Nel Consiglio comunale del 18 maggio parla così de l’altrapagina senza nominarla: «Mi stupisco che questo giornale sia ancora in edicola». Mentre fa queste affermazioni non può non sapere dell’avvio della procedura legale della sua partecipata a l’altrapagina: la querela bavaglio di cui sopra. Per il primo cittadino la stampa che merita di essere difesa è quella che dà risalto «a notizie, approfondimenti, reportage e storie costruttive…», mentre quella cattiva si barrica dietro i «sensazionalismi, polemiche, fake news». Il tipico ragionamento del doppio forno utile al potere per separare la stampa amica e organica da quella da considerare avversa, perciò da demonizzare.

Sogepu chiede un risarcimento di 300mila euro

Il 7 maggio l’altrapagina non si presenta alla convocazione di conciliazione richiesta da Sogepu perché ritiene di non aver nulla da conciliare, avendo fatto semplicemente una inchiesta nel rispetto di tre regole fondamentali: la verità del fatto riferito, l’interesse pubblico a conoscerlo e la correttezza dell’esposizione.

Le informazioni pubblicate sono quelle presenti nel portale trasparenza della stessa partecipata; si tratta di dati già noti, per cui, se essi sono sconvenienti, i titolari dovrebbero autodenunciarsi piuttosto che denunciare. Il nostro compito è stato quello di renderli visibili, di incrociare i dati con quelli di altre partecipate e di aggiungere commenti di natura giornalistica e di porre domande: il minimo sindacale.

Il Consiglio comunale della verità

Nel Consiglio comunale del 18 maggio ci sono in ballo l’approvazione del bilancio e la decisione circa il rinnovo della nomina dell’Ad di Sogepu in scadenza. Si vocifera di un possibile scontro al vertice tra Bacchetta e Pd risolutivo di un annoso mal di pancia e propedeutico a un chiarimento dei rapporti per le prossime elezioni. Il Pd entra nell’assise forte della sua presa di posizione circa la necessità di non concedere il rinnovo all’Ad e di andare a un regime transitorio di gestione della partecipata convinto di uscire vincitore nello scontro con Bacchetta. Ma il primo cittadino, come vedremo, prende tempo.

Il grande silenzio

La discussione su Sogepu e la disputa sulla nomina/non nomina dell’Ad in scadenza rientra nel circuito istituzionale senza che sia venuta una sola risposta alle domande sollevate da l’altrapagina: quali sono i magnifici traguardi raggiunti dalla partecipata? Gli utili? E come sono stati ottenuti? La raccolta differenziata è ferma al 64%, ovvero sotto la soglia indicata dalle previsioni normative. La discarica, che doveva durare 10 anni nelle previsioni, dopo 5 anni è satura. Ma si farà un nuovo piano industriale per ampliarla perché ormai arriva l’esito della gara, non ancora ufficializzato, ma che sarà senz’altro positivo: un risultato storico per la città, aggiunge il Sindaco in Consiglio. E i soldi dati alle associazioni? Le consulenze stratosferiche?

Tout se tient

Il rumore è tanto ma non copre il grande silenzio. Un silenzio irreale mentre tutto scorre. Tout se tient si dice oltralpe. Nessuno ha il coraggio di rompere le catene che da troppo tempo tengono le bocche serrate, le braccia inchiodate, gli occhi abbassati. Nel Consiglio comunale della verità il peggio non avviene anche se il Pd, partito di maggioranza, gioca la sua carta. Il punto di non ritorno è non rinnovare la nomina di Ad a Goracci giunto alla scadenza naturale del suo mandato. Ma la decisione spetta al Sindaco il quale guarda, annusa l’aria e passa al contrattacco aggirando l’ostacolo aiutato da una interrogazione civetta del solito Lignani Marchesani che chiede di non sconvolgere gli assetti di Sogepu con nuova nomina per lasciare tale incombenza alla nuova Amministrazione. Un assist perfetto per Bacchetta che si lancia in una requisitoria a tutto campo: esalta il bilancio delle meraviglie (in attivo), magnifica Raffaello, lancia l’invettiva contro la Regione, di Destra, che ha emarginato l’Altotevere: per accaparrarsi le simpatie dei più riottosi di Sinistra pronuncia più volte la parola vergogna, vergogna, vergogna. Magnifica Sogepu. Ascolta chi chiede la testa dell’Ad, valuta, approva le motivazioni delle proposte e dice che ci penserà prima di decidere. Praticamente prende in giro tutti. Solo il consigliere Procelli coerentemente ricorda che tre anni prima, al secondo rinnovo della carica all’attuale Ad, i capigruppo di maggioranza si espressero per la discontinuità, ma poi il Sindaco lo riconfermò senza colpo ferire. Adesso invece, come un saggio padre, temporeggia facendo credere di prendere sul serio le posizioni dei negazionisti. Ma si tratta di pura tattica perché il Covid ha fatto slittare l’approvazione del bilancio Sogepu, con cui decade il mandato dell’Ad, a fine giugno, poi si entra nei mesi balneari e, come si sa, ad agosto “moglie mia non ti conosco”, e può succedere di tutto, visto che le attenzioni sono altrove e le elezioni a settembre.

Il sultano

Bacchetta percepisce che sono in molti a volere il suo scalpo, ma lui si sottrae. E fa capire a tutti che si dovranno fare i conti con lui. Dal Consiglio comunale esce da vincitore assoluto, svettando sopra tutti e guadagnando una centralità politica che sarà difficile togliergli. Mena schiaffi sia a Destra che a Sinistra e tutti incassano, può dire tutto e il suo contrario. Ormai non si comporta più come Sindaco, ma come un Sultano che impone a tutti obtorto collo sempre la sua linea. E pone il Pd di fronte all’aut aut: dopo i risultati snocciolati in Consiglio, e che nessuno è stato in grado di contestargli, ma che anzi sono stati approvati, con chi farà l’alleanza il Pd? Una domanda a cui non si può sfuggire, fatta con la sicurezza di essere il dominus della situazione: la stampa è dalla sua parte, Sogepu e Sog.Eco sono sue creature, Fondazione Burri gioca con lui, buona parte del Pd è con lui (Cecchini: «dove andiamo senza Bacchetta» dixit), ha in mano tutte le società rionali, ha distribuito soldi a volontà a tutte le associazioni e ammannito la classe media, i commercianti sono con lui. In altre parole, si è divertito come il gatto che gioca con il topo prima di azzannarlo. Il Pd ha gridato vittoria (di Pirro) perché ha visto passare la sua linea sull’Ad, facendo come Schettino l’inchino al Sultano: la classica pagliuzza contro la trave che gli passava davanti agli occhi.

La Corte

Il 24 maggio l’altrapagina, costatato che dopo la notizia della denuncia di Sogepu e dell’attacco alla libertà di stampa sui mezzi di informazione non è trapelato nemmeno un refolo di vento, scrive sia all’Odg (Ordine dei giornalisti) sia all’Asu (Associazione stampa umbra), il sindacato della stampa umbra, facendo presente, nel caso ci fosse stato un blackout informativo, che sono successe cose riguardo alla libertà di stampa e che questi organismi qualcosa dovrebbero pur dire. Ma sia l’Ordine, sia l’Asu, sia la stampa tacciono, mostrando un allineamento al potere senza increspature.

Il ritorno degli ascari

Due giorni dopo il Consiglio della verità, gli alleati che lo hanno sostenuto, più sigle che uomini, percepito l’orientamento del barometro politico, sono usciti allo scoperto per dire “siamo con te”, e hanno chiesto a Bacchetta di «… dare continuità all’esperienza amministrativa e di buon governo che hanno caratterizzato i 10 anni della coalizione» e che sia lui «…il garante della coalizione di Sinistra».

Bacchetta ha scoperto le carte e ha detto al Pd: «Con chi volete stare?». E per tutti coloro che vogliono una discontinuità con questa Giunta la strada si fa in salita, soprattutto perché una parte del Pd, quella più sensibile alle lusinghe del potere, tentenna e guarda a Bacchetta con assoluta devozione. Se ci sarà una separazione, bisognerà capire chi staccherà per primo la spina all’alleanza e chi resterà con il cerino in mano. ◘

di Antonio Guerrini


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