Domenica, 26 Settembre 2021

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70 anni di guerra e oltre...

Conflitto Israele/Palestina: quale soluzione è possibile?

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Israele-Palestina: un conflitto dalla durata di 70 anni che rischia drammaticamente di eguagliare la cosiddetta guerra dei Cento anni tra il Regno d’Inghilterra e il Regno di Francia dal 1337 al 1453. Risoluzioni dell’ONU e vari tentativi con piani di pace si sono succeduti nei decenni, ma il nodo della convivenza tra Israele e i palestinesi non sembra poter essere ancora sciolto. Le accuse reciproche, l’occupazione di territori ad opera di coloni, i lanci di missili a opera di Hamas, le durissime rappresaglie di Tel Aviv sono solo alcune delle tappe di questa tragedia pluridecennale.

La superiorità militare d’Israele ha fatto fallire negli anni ogni tentativo di risolvere con la forza il contrasto e la cosiddetta comunità internazionale ha osservato con decrescente attenzione la tragedia del popolo palestinese. Anzi, l’Unione europea ha da tempo attivato anche una proficua collaborazione nell’ambito della produzione militare con Tel Aviv.

Senza voler qui ricostruire storicamente e politicamente la vicenda, periodicamente riemerge a livello della società civile internazionale la proposta di riconoscere lo Stato palestinese, per tentare di chiudere per sempre una conflittualità che ha danneggiato i due popoli e farli vivere in futuro come vicini e non nemici. Se l’idea dei due popoli e due Stati è certamente una possibilità, è nella realizzazione pratica che emergono grandi difficoltà. Nel 2018 la Knesset approvò una legge che definisce Israele Stato-Nazione degli ebrei, privilegiando l’identità religiosa a scapito dei principi di una moderna democrazia laica. In ambito palestinese la frammentazione del potere politico con Hamas che controlla l’exclave della Striscia di Gaza e con l’Autorità Nazionale Palestinese che controlla la Cisgiordania ne rappresenta simbolicamente la debolezza.

Se poi andiamo a valutare la carta geografica dei territori assegnati ufficialmente 3 70 anni di guerra e oltre mese lugllio 2021alla Palestina e quella della realtà fattuale, con gli insediamenti dei coloni e quanto altro, parlare di uno Stato unito e unitario appare ancor più difficile. Sembra di osservare un arcipelago di isole, i cui abitanti si trovano in condizioni di permanente occupazione straniera.

I molteplici nodi dell’area, a partire dalla questione delle alture del Golan per arrivare al confine libanese, rendono ancor più difficile parlare di pacificazione. Dovranno i due popoli inevitabilmente trovare un accordo per la soluzione, che non può essere basata sulla forza che, come è possibile vedere chiaramente, non ha portato da nessuna parte. La soverchiante potenza militare d’Israele non è riuscita a risolvere la minaccia di attacchi da parte palestinese: i recenti attacchi missilistici da parte di Hamas dalla Striscia di Gaza hanno messo in parziale difficoltà i sistemi israeliani antimissile Iron Dome.

La continua minaccia armata di Hamas e le rappresaglie del governo israeliano continuano a segnare di sangue quei territori senza condurre ad alcun risultato né per gli uni né per gli altri, come dimostrano questi settanta anni. Se si vuole che i due popoli con i relativi governi trovino un accordo di pace, la comunità internazionale (Unione Europea in primis) deve operare coerentemente: le forniture di armamenti e di munizioni, gli accordi di cooperazione militare e quanto altro non aiutano certamente una soluzione pacifica. ◘

di Maurizio Simoncelli
*Vicedirettore di Iriad (Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo) da cui è tratto l’articolo


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