Sabato, 28 Maggio 2022

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Come amare il pianeta

Recensione.

silvia romano2

Cristina Morra, insegnante di Geografia economica e viaggiatrice intelligente alla scoperta del nostro Pianeta, ha pubblicato presso l’Editore Letizia di Arezzo un volume da leggere e rileggere: si alternano racconti di viaggio, dichiarazioni d’amore per gli studi geografici e per i luoghi abitati e familiari, appunti sulle culture e le religioni del mondo, originali e coinvolgenti documenti fotografici, riflessioni critiche sulle sofferenze degli uomini e della Terra. Preso atto che la «bellezza della natura e la ricchezza delle opere dell’uomo contrastano, in molti Paesi, col degrado e la povertà sociale», si chiede cosa fare per ridurre gli squilibri che affliggono la terra e come promuovere la salvaguardia dell’ambiente.

Il volume Il Mondo secondo Cristina riprende le denunce che l’autrice da sempre ha fatto circolare con i suoi scritti e con la sua attività di docente, evidenziando la realtà degli squilibri sociali e ambientali, nella consapevolezza che l’economia dominante uccide gli uomini e distrugge la natura. In questo libro va oltre e indica con grande convinzione nei “padroni del mondo” i primi responsabili del degrado sociale e ambientale. E cosa propone? Afferma che è urgente promuovere azioni di tutela sociale e di salvaguardia degli ecosistemi, perché non bastano neppure i comportamenti virtuosi dei cittadini; e sostiene che la prima e grande responsabilità è da attribuire alle multinazionali, nella consapevolezza che è urgente sviluppare una coerente e organica difesa della natura, tutelare i diritti delle generazioni future, promuovere una “sovranità mondiale” e attribuirla all’ONU.

È l’economia consumistica la prima responsabile dei danni provocati all’ambiente, mentre è necessario e urgente tutelare la casa comune, seguendo le indicazioni di Papa Francesco, affermando i principi dell’ecologia integrale e praticando l’economia di comunione. Ricordiamoci che il Papa, nel videomessaggio diffuso al termine del meeting di Assisi, il 21 novembre 2020, ci ha ricordato che l’attuale sistema-mondo «è insostenibile», per cui è urgente cambiare gli «stili di vita e soprattutto i modelli di produzione e di consumo».

di M.M.


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