Sabato, 26 Novembre 2022

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La connivenza degli adulti

Stupro. La notte di Capodanno "i ragazzi dei Parioli portarono la droga" a Primavalle.

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Se il corpo di una ragazzina di 16 anni è oggetto di stupro feroce e ripetuto da parte del branco per un “divertimento” dichiarato, compresa l’ostentazione del sangue della vittima.

Se per uscire dai guai della denuncia di quello stupro, i rei – cinque giovani dai 19 ai 21 anni – dopo aver praticato la menzogna, la calunnia e l’omertà, contano “fiduciosi” sulla complicità dei propri genitori,  come se si trattasse di una “marachella” da far dimenticare il prima possibile.

Se gli stessi genitori di quei ragazzi indagati per violenza sessuale di gruppo cercano di “salvare” i loro rampolli accusati di un turpe crimine, nella totale indifferenza per l’agghiacciante prevaricazione subita dall’adolescente, perfino con l’aiuto di un boss della malavita, come è stato rinvenuto durante le indagini...

a che punto è il livello culturale nel nostro Paese in certe aree delle periferie metropolitane, ma anche nei quartieri-bene, secondo i riscontri pervenuti?  A che punto è in questo caso la conoscenza della lingua italiana di base? Spaventoso, osceno e  incomprensibile lo slang romanesco degli inquisiti intercettato dai carabinieri. A che punto è la consapevolezza del bene e del male? Verrebbe da dire.

Leggendo le cronache dello stupro di quella ragazza, in una villetta di un quartiere di Roma, a Primavalle, durante il festino di Capodanno 2021 – alcool, droga e sballo programmati – si capisce che c’è una parte di Paese che si trova a un tale livello di ignoranza e di analfabetismo emotivo, che scombina i codici minimi di ogni genere di convivenza sociale. Prima del non rispetto delle leggi, della uguaglianza di genere (parole e concetti probabilmente mai sentiti nominare dai protagonisti di questo che sembra un racconto horror), in quei dialoghi si respira qualcosa che ci riporta a una subcultura maschilista, tribale, familista, che si propaga evidentemente di generazione in generazione e che né la scuola né le istituzioni o associazioni sul territorio hanno potuto minimamente incrinare.

In altre parole questo ennesimo stupro non è solo da annoverare fra quelli, tutti ugualmente atroci della violenza sulle donne, ma è in più un sintomo sociologico di “quello che siamo: giovani e adulti”. Non tutti certo, ma una parte non sappiamo quanto consistente del “popolo italiano”, in ogni caso molto pericolosa per la democrazia.

Qui non si tratta di baby gang, di poveri sbandati o delinquenti comuni. Dietro questa vicenda si intravede un ampio tessuto di degrado civile a tutto tondo: probabilmente un terreno fertile per le manipolazioni della propaganda politica, becera ed estremista, che conosciamo tutti. È la stessa che non a caso trova consenso sui social, negli insulti, nelle maledizioni, nel turpiloquio impunito e nelle proteste di piazza violente e rabbiose sempre più frequenti: per lo sgombero delle case popolari, per lo sbarco dei migranti, per “la dittatura sanitaria”… Un mondo “altro” che ci morde i fianchi e che consuma le speranze di “ripresa” di questo Paese. ◘

 

di Daniela Mariotti


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