Lunedì, 16 Maggio 2022

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Un museo diffuso

Sansepolcro cultura. Rete museale: dalla Valtiberina toscana all'Alta valle del Tevere.

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La Valtiberina toscana vanta una straordinaria ricchezza di risorse storiche, artistiche e ambientali; un patrimonio ampio e variegato, che contribuisce a determinare l’identità di un territorio che occupa la parte più orientale della Toscana. A prescindere dalle categorie, proprio in virtù di tale valenza identitaria, l’intero ventaglio di risorse della Valtiberina può essere concepito secondo un’accezione propriamente culturale: dall’arte di Piero della Francesca ai progetti contemporanei, dai fossili e l’archeologia fino alle riserve naturali, sono tante le espressioni attraverso le quali è possibile accedere all’essenza di un luogo che, oltre a essere il risultato geo-morfologico dall’interazione del Tevere con l’Appennino, è figlio di un’eccezionale stratificazione storica.

Con l’intento di sviluppare una riflessione globale e organica su alcune ipotetiche strategie di valorizzazione culturale di questo territorio, possiamo soffermarci su un aspetto che in maniera pressoché immediata si lega, seppur in modo parziale, ai principali segni del patrimonio sopra citato, ovvero l’attuale rete di musei e spazi aperti al pubblico che consente di conoscere, comprendere e apprezzare la ricchezza e la complessità del territorio valtiberino.

Concentrandomi su tutti quegli spazi fruibili e visitabili per almeno buona parte dell’anno, ho potuto rilevare la presenza di una ventina di strutture nei sette Comuni del comprensorio toscano. A queste si dovrebbero poi aggiungere altri luoghi di interesse culturale (sedi delle associazioni, proloco, ecc.) che sono indubitabilmente annoverabili all’interno del ricco patrimonio locale.

Di certo la scelta di incentrare questa prima analisi su quella che – un po’, diciamo, per sineddoche – possiamo definire “rete museale”, non potrà non vincolarci a trattare la cultura da un’ottica inevitabilmente turistica. Tuttavia, partendo dal presupposto che il valore culturale non può essere unicamente espresso e misurato attraverso una mera declinazione economica, il rafforzarsi della vocazione turistica potrebbe sicuramente favorire una piena messa a valore dei tanti elementi di pregio dell’intero territorio.

un museo diffuso altrapagina mese marzo 2022 2Una prima criticità che al momento impedisce alla Valtiberina di creare un meccanismo virtuoso è l’eccessiva frammentazione dell’offerta culturale: gli spazi della rete museale sono infatti poco integrati gli uni con gli altri, e gli operatori, assieme agli amministratori dei diversi Comuni, fanno ancora fatica a sposare approcci sistemici che possano originare modelli sinergici. Probabilmente fino a oggi più che mancare la volontà, sono mancate le risorse per investire sulla promozione congiunta e sulla creazione di un brand riconoscibile e attrattivo. A ogni modo, passando in rassegna gli spazi che compongono la rete museale valtiberina, è assai facile dedurre che nonostante la ricchezza e l’equilibrata distribuzione territoriale, questi siano comunque insufficienti ad allungare la permanenza turistica. Per quanto ricco, infatti, il ventaglio delle circa 20 proposte elencate rappresenta il “minuendo” sul quale i visitatori si trovano a operare delle scelte in base ai loro specifici interessi. Di fatto, dunque, le visite tendono ad indirizzarsi soltanto su una parte dell’offerta culturale che, di conseguenza, potrebbe non essere sufficiente a instaurare una solida interazione con il territorio. Alla luce di ciò, cosa succederebbe se tale lista potesse allargarsi considerevolmente con le proposte culturali altotiberine del vicino comprensorio umbro? Da Burri a Raffaello, dalle conchiglie ai castelli e alle dimore storiche; estendendo di poco il raggio territoriale, questo ulteriore e rilevante margine di scelta potrebbe contribuire a radicare e migliorare l’entità, la qualità e la dinamica dei flussi turistici? Una strategia congiunta di sviluppo culturale e turistico tra Valtiberina toscana e Altotevere umbro potrebbe favorire la nascita di relazioni virtuose tra cultura, fruizione della stessa e ricadute economiche?

Ragionando su una scala diversa e prendendo in esame quanto è successo a Sansepolcro negli ultimi tre anni con il progetto del “Museo Diffuso”, che ha portato alla creazione di un itinerario culturale urbano, non è fuori luogo ipotizzare che un analogo modello di sviluppo integrato esteso all’intero territorio dell’Alta valle del Tevere potrebbe produrre benefici significativi. Nonostante ciò, un’idea di questo tipo non può non fare i conti con le reali criticità che al un museo diffuso altrapagina mese marzo 2022 4momento si frappongono tra la teoria e la pratica. Ad esempio, dopo aver rappresentato le difficoltà (economiche, politiche, relazionali, ecc.) che al momento impediscono alla rete museale della sola Valtiberina toscana di integrarsi compiutamente, può avere senso allargare ulteriormente l’area di riferimento, nonché la platea di soggetti e attori coinvolti? Difficile dare una risposta in questa fase preliminare, ma sicuramente il potenziale sarebbe enorme, e molto dipenderà dalle risorse che potrebbero essere investite in un progetto ambizioso e qualificante, che possa portare alla realizzazione di un unico “prodotto” culturale e turistico: quello dell’Alta valle del Tevere. Come espresso in un’uscita precedente, personalmente credo che una maggiore cooperazione tra Valtiberina toscana e l’Altotevere umbro potrebbe creare vantaggi tangibili per entrambi i territori. In un momento storico come quello attuale in cui gli assetti economici appaiono in un’inedita fase di ridefinizione, davanti ad un futuro prossimo in cui gli enti locali potranno contare su finanzianti straordinari, potrebbe non essere fuori luogo alzare lo sguardo e, a partire proprio dalla cultura e dal turismo, affrontare con decisione questa nuova sfida. ◘

Di Gabriele Marconcini

 

RETE MUSEALE DELLA VALTIBERINA TOSCANA:

Museo Civico: per il suo profilo espositivo e didattico è annoverato tra i musei più importanti della Toscana. Oltre a conservare quattro opere di Piero della Francesca (la Resurrezione, il Polittico della Madonna della Misericordia, il San Giuliano e il San Ludovico) custodisce anche opere di Matteo di Giovanni, Raffaellino del Colle, Pontormo, Angelo Tricca, alcune terrecotte robbiane e altri artisti, tra cui Luca Signorelli.

Casa di Piero della Francesca: grazie all’installazione di strumenti multimediali, lo spazio permette di immergersi nella vita e nelle innovazioni in campo matematico e artistico di cui Piero della Francesca è il più grande portatore.

Aboca Museum: originale Museo delle Erbe per tramandare la storia del millenario rapporto che unisce l’uomo alle piante officinali.

CasermArcheologica: luogo dedicato ai linguaggi contemporanei, ma anche uno spazio di ricerca e confronto nato da un interessante progetto di rigenerazione urbana.

Spazio della Vetrata Bernardini-Fatti: ospitato nella ex-chiesa di San Giovanni Battista, una delle più antiche della città, per la quale Piero della Francesca realizzò il Battesimo di Cristo (oggi a Londra), il percorso consta di molte decorazioni e opere in vetro sia antiche che moderne.

Museo del Merletto: raccoglie documentazione fotografica, disegni su cartone, cataloghi di merletti e ricami, prove tecniche di lavorazione del merletto, coppe, diplomi, regolamenti della Scuola ed altro materiale originale.

Museo e Biblioteca della Resistenza: mostra permanente costituita da 40 quadri, armi leggere della Seconda guerra mondiale, libri, riviste e oggetti dell’epoca.

Centro Studi sul Quaternario: spazio che raccoglie fossili e reperti archeologici della Valtiberina.

Centro Visita della Riserva Naturale dell’Alpe della Luna: ubicato a Germagnano, è il punto di riferimento per la conoscenza delle valenze ambientali e storico-culturali della catena appenninica dell’Alpe della Luna.

Oltre agli spazi sopra riportati è opportuno ricordare che a Sansepolcro anche alcune sedi di associazioni – come quelle della Società Balestrieri, del Gruppo Sbandieratori e dei Campanari – si stanno sempre più configurando come veri e propri spazi museali visitabili su appuntamento o nei fine settimana primaverili ed estivi. Infine, seppur con i dovuti distinguo, pure i due Archivi cittadini – quello Comunale e quello Diocesano – hanno iniziato ad acquisire la stessa attitudine prendendo parte al progetto del “Museo Diffuso”.

ANGHIARI

Museo della Battaglia di Anghiari: posto all’interno del cinquecentesco Palazzo del Marzocco, propone un lungo percorso cronologico con reperti di età romana, armi e testimonianze artistiche rievocative della celebre Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci.

Museo Statale di Palazzo Taglieschi: il percorso si articola in circa 20 sale che, attraverso frammenti scultorei e affreschi staccati, documentano alcuni aspetti specifici della storia della Valtiberina.

Museo della Beccaccia: situato nel centro storico di Anghiari, è il primo ed unico museo al mondo dedicato alla beccaccia (biologia, migrazione e habitat dei tanti misteri della Regina).

Centro Visita della Riserva Monti Rognosi: realizzato all’interno del vecchio podere “La Fabbrica” è il punto di riferimento per la conoscenza delle valenze ambientali e storico-culturali dell’area protetta dei Monti Rognosi.

MONTERCHI

Museo Civico Madonna del Parto: arricchito da molti strumenti ed ausili tecnologici, lo spazio ospita la Madonna del Parto di Piero della Francesca.

Museo dei Pesi e delle Misure - Museo delle Bilance: esposta nei locali di Palazzo Massi, la collezione è, per ciò che concerne questo genere di oggetti, tra le più importanti d’Europa.

PIEVE SANTO STEFANO

Piccolo Museo del Diario: il percorso museale racconta l’Archivio diaristico in modo originale, creando un ponte fra il passato del luogo che lo ospita e l’innovazione delle moderne tecnologie che sono il cuore del museo.

CAPRESE MICHELANGELO

Museo Casa Natale di Michelangelo Buonarroti: ha sede presso il Castello di Caprese Michelangelo e, oltre a una ricca offerta di mostre temporanee, lo spazio è dotato di una gipsoteca con le opere di Michelangelo Buonarroti.

SESTINO

Museo Archeologico Naturalistico Sasso di Simone: lo spazio è articolato in due percorsi e permette di scoprire quasi contestualmente sia la Sestinum romana (attraverso l’antiquarium nazionale) che le peculiarità storiche e naturalistiche della Riserva Naturale Sasso di Simone.

BADIA TEDALDA

Museo Comunale dell’Alta Valmarecchia toscana: recentemente rinnovato con moderne dotazioni, è il principale punto di riferimento per la valorizzazione della Riserva Naturale (e della vicina Area Protetta di Pratieghi). Una vera e propria “porta di accesso” da cui è possibile avvicinarsi all’ambiente – ma anche alla storia e alla cultura – dell’Alta Valmarecchia.


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