Giovedì, 07 Luglio 2022

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Sogepu: habemus papam!

Ambiente. Sogepu si aggiudica il primo tempo supplementare della gara dei rifiuti.

silvia romano2

Per l’assegnazione della gara di “affidamento in concessione del servizio di gestione integrata dei rifiuti” ci aspettavamo qualcosa di più protocollare, qualcosa da fissare nell’immaginario collettivo cittadino a futura memoria. Dopo otto anni, tanto è durato l’iter della gara – quasi equivalenti al pontificato di Benedetto XVI –, era lecito attendersi una fumata bianca dal camino del Comune, con l’annuncio fatto dal Sindaco vestito da Sindaco, anzi da Papa: Nuntio vobis gaudium magnum; habemus Papam: Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum, Dominum … Il nome è ancora riservato, per la dichiarazione ufficiale bisognerà attendere l’espletamento delle incombenze post-gara, come avviene in questi casi. A quel punto si potrà annunciare erga omnes (a tutto il mondo), il nome del futuro papa, ovvero del nuovo Ad (Amministratore delegato), che non sarà più di Sogepu, partecipata pubblica, ma Ad di Sog.Eco, azienda privata a tutti gli effetti.

Ci ha sorpreso insomma il tono un po’ dimesso della stampa di corte abituata, in simili casi, a grandi annunci, ricchi premi e cotillons, acconciata invece a una semplice burocratica comunicazione, quasi si trattasse di un evento scontato o di secondo o terzo ordine francescano: sobrio e dimesso. Il laconico comunicato uscito dalle stanze del Comune riporta un’altrettanto laconica dichiarazione del Sindaco Luca Secondi, che annuncia, senza benedire: «importante passo in avanti verso l’affidamento finale del servizio che conferma la qualità del lavoro della nostra società partecipata…». E il comunicato prosegue con analoga prudenza: «In base alla normativa vigente, l’efficacia dell’aggiudicazione è subordinata al completamento del procedimento di verifica dei requisiti generali da parte dell’Auri».

L’ex Sindaco Bacchetta al posto di Secondi sarebbe andato al maneggio della Mostra del cavallo, avrebbe prelevato un destriero di razza e con il Vescovo in groppa avrebbe fatto il giro delle quattro porte cantando l’Inno d’Italia “… dov’è la vittoria ci porga la chioma…” e il Vescovo avrebbe risposto oremus; “sian pronti alla morte Sogepu chiamò”: oremus, oremus, oremus. Poi, convocata la banda comunale in Piazza, sarebbe salito sulla torre civica, sventolando la bandiera del castello calcio, inneggiando alé oh oh, alé oh oh... Non a caso, un anno e mezzo fa quando il Consiglio di Stato aveva riaperto la gara per ulteriori accecamenti documentali, l’allora Sindaco si espresse in modo inequivocabile nel corso di un memorabile Consiglio comunale, dichiarando: «È la più grande vittoria della storia del Comune di Città di Castello».

Insomma Secondi ci ha preso in contropiede: una questione di prudenza e diversità di stile rispetto al suo predecessore, o sotto sotto ancora ci sono carboni ardenti pronti a riprendere fuoco? Chissa! Certo tutti siamo contenti che Sogepu sia rimasta in house e non sia andata fuori house, ovvero non sia passata a un gestore “straniero”, ma è poi vero che sarà tutto finito? In otto anni il mondo è cambiato, tranne la gara in questione. Ci sono state due guerre in mezzo: quella contro il Covid e quella attuale in Ucraina. Tutto scorre, ma le condizioni della gara dopo tanto tempo sono rimaste sempre quelle. È possibile? In questi otto anni sono cambiati anche tre premier, da Renzi al Conte uno, Conte due e il conte Draghi. Il Governo ne ha visti di tutti i colori, nel senso che si è tinto di giallo-verde, giallo-rosso, poi ha assunto i colori arcobaleno e speriamo che non diventi nero-azzurro, anche se l’Inter sta per vincere il campionato e la Meloni fa le prove da premier sventolando l’italica bandiera. È stato celebrato un referendum, ci sono state le elezioni politiche, la Lega ha espugnato la Stalingrado umbra, è successo di tutto, ma le condizioni della gara sono rimaste ferme per sette anni. È normale?

Forse tanta prudenza, spiega “La Nazione”, è dovuta al fatto che «…bisognerà attendere ancora 30 giorni, durante i quali la seconda classificata, il rti (raggruppamento temporaneo di imprese) Diodoro ecologia e TeAm, potrebbe fare ricorso». E perché dovrebbe?, ci chiediamo. È stato tutto così trasparente e lineare in questa gara, che non si vede dove potrebbero appigliarsi i concorrenti! Sette anni la durata della gara: sì, va beh! Un ricorso al Tar: sì, va beh! Il ricorso al Consiglio di Stato: sì, va beh! Il ritorno all’Auri per la riapertura-conclusione della gara: sì, va beh! Poi ci sono stati i precedenti dell’Anac: sì, va beh, ma son tutte cose normali! C’è stata anche qualche denuncia (a l’altrapagina e non solo), ma si tratta solo di sassolini che la partecipata ancora pubblica, non la diveniente privata, vuol togliersi dalle scarpe, e nulla più. Bazzecole! Speriamo dunque che tutto proceda regolarmente e che tra un mese tutto finisca, perché la politica locale ci ha abituati a considerare gli annunci finali di durata a volte infinita: il nuovo ospedale (30 anni), il vecchio Ospedale (22 anni ed è ancora vecchio), l’ex cinema Vittoria (ha compiuto 22 anni e li dimostra), la E78 (celebra i 30), per non parlare di Piazza Burri e via dicendo. Siamo diventati esperti in gerontologia istituzionale, che, se la vogliao dire tutta, anche questa è un primato.

Concludendo, Sogepu si è aggiudicata il primo tempo supplementare dopo i vari ricorsi che hanno costretto l’Auri a riaprire la gara. I 30 giorni necessari alle verifiche di legge previsti per rendere esecutiva tale assegnazione sono il secondo tempo supplementare, e poiché la palla è rotonda, tutto può accadere: è la legge del calcio. ◘

di Antonio Guerrini.


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