Giovedì, 08 Dicembre 2022

libreria acquista online

Ma Silvio... ancora c'è!

CON GLI OCCHI DI ALICE.

silvia romano2

Diciamolo pure: per molti di noi questa campagna elettorale è assai peggiore delle precedenti. Lo spettro dell’assenteismo incombe minaccioso e inquietante. E per chi non simpatizza propriamente per la Destra.... il timore è la vittoria di Meloni-Salvini-Berlusconi.

In particolare la stella che continua a brillare sul nome di quest’ultimo, che di quella parte è il peggio che la storia politica della Destra può vantare,  mi suscita un fastidiosissimo mal di  pancia. Berlusconi, peggiore di Meloni e di Salvini? Si. Meloni ha l’ardore di una fede ideologica da cui dissento totalmente, ma che è comunque nella storia di questo Paese. Salvini è abbastanza impresentabile... per i modelli sovranisti illiberali di riferimento, per la mancanza di una linea politica, per i cambi di alleanze e di opinione, per le strategie di comunicazione palesemente manipolatorie, molto spesso imbarazzanti perché fin troppo scoperte. Ma Lui, il vecchio caimano, di cui conserva, per nulla offuscata dagli anni, la medesima  antica vis predatoria, sopravvissuto per età e di più per una inossidabile brama di potere a ogni scandalo e a ogni caduta,  non può non suscitare indignazione e sgomento, rabbia e frustrazione, e infine uno scoraggiamento profondo  al solo pensiero che ritornerà in Parlamento fra gli “onorevoli” che  rappresenteranno il popolo sovrano. Nel frattempo, sicuro della vittoria, distribuisce il suo “verbo” attraverso pillole-video  intrise di slogan autocelebrativi e promesse mirabolanti. Continua a prendere la scena e a pretendere plauso e attenzione per l’opera  “moderatrice” che esercita nella sua coalizione, come se la moderazione fosse iscritta nel suo codice genetico... Come se 30 anni di  storia, in cui Berlusconi ha sempre difeso e accomodato i suoi interessi personali, non fossero passati. Come se non ci fossero stati  i processi e le condanne passate in giudicato per frode fiscale, la depenalizzazione del reato di falso in bilancio grazie alle leggi ad personam... la prescrizione per corruzione in atti giudiziari, ecc ecc. E poi le olgettine e il bunga bunga… E poi il rischio della bancarotta nel 2011. Come se il suo delirio di onnipotenza non avesse già toccato toni epici e surreali, per esempio quando (ottobre 2019) da bravo “moderato” si vantò di avere sdoganato “i fascisti”, facendoli entrare al governo nel ‘94, e quando solo poche settimane fa ha dichiarato in una intervista che, se vincesse la sua coalizione e mettesse in atto il presidenzialismo, Mattarella si dovrebbe dimettere… Come se il berlusconismo non sia stato definito come “la più grande catastrofe culturale del nostro tempo, peggiore del fascismo, perché più subdolo e sotterraneo, perché seduttivo e apparentemente vincente. Quello che ha introdotto la cultura di mercato, dove tutto si compra e si vende, dai senatori alle minorenni” (Dacia Maraini).

Se è vero che ogni popolo ha la classe politica che si merita, mi chiedo chi siamo diventati noi italiani che, dai gruppi sociali  più popolari alle élite intellettuali (tenendo fuori un bel po’ di gente che si disinteressa completamente di politica),  da Destra a Sinistra, riteniamo unanimemente “normale” la sua ennesima discesa in campo (metafora logora ma insostituibile per il signor B), in grado di vincere ogni ragione storica e lo stesso principio di natura (il Nostro è alla soglia degli 86 anni…) Non mi piace la lamentazione per cui “noi italiani” siamo gli ultimi della classe. Ma nemmeno vorrei tralasciare il fatto che si tratta di un film già visto!  La ricchezza economica e il potere mediatico, le televisioni e i giornali a propria disposizione, lo smisurato egotismo sapientemente nutrito da stuoli di  yes-men... Per  presentarsi ancora una volta come il salvatore dell’Italia! Ma “noi italiani” vogliamo continuare a crederci?

Eppure... sì. Qualcuno evidentemente ci crede. Se Meloni e Salvini  hanno imbarcato questo alleato tanto ingombrante, è perché questo signore, ricchissimo, discutibilissimo, con un curriculum  non certo esemplare, rappresenta comunque ancora un modello per una parte di cittadini che lo voteranno.

Si possono fare miriadi di indagini politiche e sociologiche sul dna degli elettori, ma di più bisognerebbe scavare nella loro psicologia, nelle proiezioni, nelle illusioni, nei sogni… che sono duri a morire. ◘

di Daniele Mariotti


Editoriale l'altrapagina Soc. Coop.
Sede Legale: Via della Costituzione 2
06012 Città di Castello (PG)
Responsabile: Antonio Guerrini
Info Privacy & Cookie Law (GDPR)

Seguici anche su:

Dati legali

P.IVA 01418010540
Numero REA: pg 138533
E-mail: segreteria@altrapagina.it
Pec: altrapagine@pec.it
ISSN 2784-9678

Redazione l'altrapagina

Telefono: +39 075 855.81.15
dal Lunedì al Venerdì dalle 09.00 alle 12.00