Martedì, 31 Gennaio 2023

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Quando il vento dell'Est...

Incontro immaginario tra Lì Qiang e Hu Jintao.

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«Lo vedi Wu Haifeng, siamo qui per il ventesimo congresso del nostro partito e, mentre stiamo in piena discussione, Pechino è avvolta da micro particelle fino a 993 microgrammi per metro cubo: sono micro particelle di 2,5 di diametro (mortali per la salute). Questi 993 microgrammi rappresentano una soglia superiore di quaranta volte quella attualmente stabilita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)». Si rivolgeva rattristato con queste parole Hu Jintao al più giovane compagno Li Qiang. Questi lo guardava sgomento, ma Hu Jintao insisteva: «Abbiamo inventato le parole “nuova apocalisse dell’aria”, ma non è sufficiente. Lo sai che i 20 milioni di abitanti di Pechino e anche quelli in tutte le popolose città cinesi, dal nord al sud, sono obbligati a rimanere chiusi in casa per certe ore del giorno per l’impraticabilità della vita all’esterno a causa dell’inquinamento? I nostri cittadini portavano la mascherina molti anni prima dell’emergenza del Covid! Harbin, l’immensa città industriale, nel nord della Cina, nella provincia di Heilongjiang, ha superato ogni record con 1000 microgrammi per metro cubo di particelle fini inquinanti!». Li Qiang non aveva la forza di reagire (o gli argomenti !). E Hu Jintao imperversava: «Ad esempio, ho saputo che Francia, il livello di allarme per l’inquinamento scatta quando la presenza delle particelle fini supera gli 80 microgrammi per metro cubo (più o meno come in Italia). In Cina, con 200 microgrammi per metro cubo corrono tranquillamente a fare Jogging! Abbiamo oramai conoscenza che famiglie cinesi del nord del Paese, di notte, tengono i bambini sotto respirazione artificiale: con l’aria che brucia la gola, molti cittadini cinesi, per ritrovare la propria abitazione, ricorrono all’aiuto del loro cellulare G5. In Cina spesso si è costretti a chiudere le scuole incontro immaginario tra li qiang e hu jintao altrapagina mese novembre 2022 3e lasciare, per mancanza di visibilità, gli aerei fermi sulla pista degli aeroporti. Gli ospedali sono spesso sovraccarichi di pazienti con sintomatologie respiratorie gravi. L’inquinamento nelle città cinesi, è diventato un problema di sanità pubblica. Questa è la situazione!» incalza Hu Jintao. «Il nostro presidente Xi Jinping, già nel maggio del 2013, non a caso, dichiarava: “…Dobbiamo assolutamente essere coscienti dell’urgenza e delle difficoltà di proteggere l’ambiente … lo dobbiamo a tutto il nostro popolo e ai nostri figli. Abbiamo fatto da allora dei progressi tangibili e soddisfacenti? Leggiamo attentamente il rapporto del 2016 sullo stato delle acque dei nostri fiumi. Le acque poco profonde sono per l’80% completamente inquinate insieme a quasi il 40% di tutti i fiumi cinesi. Il 70% dei pesci languono e agonizzano in quelle acque. Ventimila fabbriche che producono ogni sorta di materiale sono state costruite lungo i fiumi cinesi: 10.000 lungo lo Yangtsè (il fiume Blu) e 4.000 lungo lo Huang He (il fiume Giallo). Tutte riversano ogni sorta di rifiuti tossici in quelle acque. Sono 280 milioni i cinesi che vivono e risiedono lungo quei fiumi e 100 milioni bevono quell’acqua contaminata dall’arsenico e dal fluoro».

Avvilito e depresso Hu Jintao concluse la sua denuncia: «Nel libro più importante del taoismo, il Tao te Ching, Lao Tzu ripete che “risiedere vicino all’acqua, è vivere nell’abbondanza”. Ora, quella massima, non sembra essere più vera. Nel ventunesimo secolo, in Cina oggi abitare vicino ai grandi fiumi è come suicidarsi per avvelenamento». Sembra, con riserva e massima cura del beneficio d’inventario, che Hu Jintao sia stato “portato via di peso e allontanato” dall’ultimo Congresso del Partito Comunista cinese terminato qualche settimana fa.

di Antonio Rolle


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