Martedì, 31 Gennaio 2023

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Milano: dal design alla pop art

Arte di Maria Sensi.

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L’Esposizione Internazionale di Triennale Milano, che nel 2023 festeggerà i cento anni della sua fondazione, è uno degli appuntamenti più importanti dedicati al design e all’architettura in campo internazionale. Fino all’11 dicembre 2022, la 23ª Esposizione Internazionale di Triennale, dal titolo “Unknown Unknowns. An Introduction to Mysteries”, affronta il tema dell’ignoto, interrogandosi sui misteri del mondo conosciuto e aprendo uno spazio di riflessione su “quello che non sappiamo di non sapere”: dall’universo più lontano alla materia oscura, dal fondo degli oceani all’origine della nostra coscienza. L’esposizione si presenta come una costellazione di mostre e progetti e riunisce 400 artisti, designer, architetti, provenienti da più di 40 Paesi, 23 partecipazioni internazionali, con una forte presenza del continente africano, rappresentato da 6 padiglioni nazionali.

Sempre nel capoluogo lombardo, la Fabbrica del Vapore, fino al 26 marzo prossimo, presenta oltre trecento opere di Andy Warhol, dagli anni Cinquanta (quando il futuro artista pop lavorava come illustratore commerciale) all’ultimo decennio degli anni Ottanta, connotato dal rapporto con il sacro.

milano dal design alla pop art altrapagina mese novembre 2022 3Nato nel 1928 a Pittsburgh, dopo la laurea nel 1949 Warhol si trasferisce a New York. Pubblicitario di successo, lavora per riviste quali New Yorker, Vogue e Glamour. L’intuizione che lo renderà celebre (e ricco) è quella di ripetere un’immagine in modo da farla entrare per sempre nella mente del pubblico. Thirty Are Better Than One, la sua prima Monna Lisa ripetuta trenta volte, viene trasformata in un’opera per tutti, trasformando il linguaggio della pubblicità in arte. Warhol adotta infatti una speciale tecnica di serializzazione, con l’ausilio di un impianto serigrafico, che riduce notevolmente i tempi di produzione. La medesima immagine (Marilyn Monroe, Mao Zedong, Che Guevara, Michael Jackson, Elvis Presley, Elizabeth Taylor, Brigitte Bardot, Marlon Brando, Liza Minnelli...) viene riprodotta alterandone i colori: l’arte deve essere “consumata” come qualsiasi altro prodotto (vedasi pure le serie dei barattoli di zuppa Campbell o dei detersivi Brillo).

Aderendo alla cultura di massa e portandola nel mondo dell’arte figurativa, Warhol ha esaltato la patria del consumismo e tutto quanto gli Stati Uniti hanno simboleggiato dal secondo dopoguerra in poi, vendendo il “sogno americano”… o l’illusione di esso.

A proposito di illusioni, in via Settembrini 11 a Milano esiste proprio… il Museo delle Illusioni. Ci dicono: «è un posto dove nulla è come sembra. Stanze, installazioni e rompicapo metteranno a dura prova i tuoi sensi e la tua percezione della realtà. Un museo interattivo, adatto a tutte le fasce d’età, in cui non solo si possono, ma si “devono” fare foto per scovare “strane” illusioni. Vieni a trovarci! Noi siamo pronti a stupirti, e tu?».

di Maria Sensi


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