Venerdì, 31 Marzo 2023

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Una chiesa da salvare

Monumenti storici. La chiesa di Santo Stefano di Pistrino.

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“Abbandono” è una parola che oggi sentiamo ripetere troppe volte rivolta indifferentemente a cose e persone. In questo caso ci interessa sottolineare lo stato di abbandono in cui versa la “Chiesa di Santo Stefano in Pistrino” di Citerna. Situata al margine occidentale del paese, a poche centinaia di metri dal centro (ove spicca altra chiesa notevole intitolata a “Santa Maria Assunta” e ben conservata) e poco prima del torrente Sovara, è stata il luogo di culto più antico di Pistrino e, da un’accurata ricerca, sono scaturiti interessanti elementi sia sotto l’aspetto storico che strutturale e socio-religioso.

La struttura, abbastanza semplice, è costituita da un’aula rettangolare di circa 65 mq affiancata da Sacrestia e canonica. Sormontata ortogonalmente da un bel campanile a vela e frontalmente da un’artistica croce in ferro battuto, si presenta con una facciata rivolta verso nord-ovest edificata in modo non uniforme; la parte superiore è ottenuta da pillori di fiume legati con malta di calce e sabbia, mentre per la parte inferiore fino a ca. quattro metri di altezza è stata ottenuta con una tessitura muraria regolare di blocchi squadrati di pietra chiara, che ci fa risalire a modalità costruttive molto antiche, di epoca forse post-romanica; si potrebbero celare nella parte interrata resti di costruzione altrettanto antica, di cui solo una accurata indagine archeologica potrebbe darci una datazione certa.

una chiesa da salvare altrapagina mese febbraio 2023 1Un altro indizio che ci riporta a quanto più sopra ipotizzato, è dato da un importante fortuito rinvenimento di qualche anno fa (2005): in seguito a una escavazione effettuata per costruire un recinto, a soli trecento metri a est della nostra Chiesa sono apparsi resti di ossa umane. Avvisata la Soprintendenza di Perugia, alla presenza di un archeologo (Francesco Giorgi) sono proseguite le ricerche con la scoperta di oltre 30 tombe a inumazione su fossa terragna che costituivano un nucleo sepolcrale con anche reperti (fibula, moneta, laterizi vari) di epoca senza dubbio tardo romanica.

Ancora da ricordare che questo territorio fece parte del cosiddetto “Corridoio Bizantino” risalente al VI° secolo d.c. (con Giustiniano imperatore d’Oriente) e che il Santo fu protettore dei Bizantini: dove essi passarono furono edificate chiese a Lui intitolate (ne abbiamo tante nella nostra valle: ad Anghiari, Pieve Santo Stefano, a Pezzano di Anghiari, a Bonsciano di Trestina, a Celalba, a Badiali e a Città di Castello Santo Stefano del Castrum Felicitatis, ora sala S. Stefano in vescovado).

Si pensi per ultimo che la Chiesa è da sempre collegata con una strada campestre al luogo di rinvenimento del nucleo di tombe romane, strada che si chiama appunto Via Santo Stefano.

Per certo, abbiamo ritrovato la prima menzione scritta in archivio Vescovile di Città di Castello, in un volume di mons. M.G. Muzi Memorie Ecclesiastiche in cui il 20 maggio 1170 , Pontificatus vero D. Alexandri papa III°, nella bolla papale diretta al priore Giordano, si specificano i beni spettanti alla Canonica di San Florido in Città di Castello (con l’allora Vescovo Pietro), tra altre chiese, si specifica Ecclesiam S. Stephani de Pistrino.

Per quanto concerne l’aspetto socio-religioso ricordiamo che essa è da sempre stata Parrocchia autonoma con sacerdote specifico e ivi residente, nonostante la vicinanza al centro del paese ove esisteva l’altra Parrocchia di S. Maria (ex S. Andrea) e ciò fino al 1958, anno in cui l’ultimo Parroco, don Piero Ceccomori fu trasferito ad altra chiesa.

una chiesa da salvare altrapagina mese febbraio 2023 2Solo dopo tale data, le due Parrocchie esistenti a Pistrino sono diventate un tutt’uno con la nuova Chiesa intitolata al “Sacro Cuore di Gesù”.

La competenza territoriale di Santo Stefano fu molto ampia: a sud fin oltre il torrente Sovara e a est si estendeva per tutte le zone periferiche fino ad arrivare alle ultime abitazioni site vicino al fiume Tevere.

In archivio vescovile sono stati ritrovati molti “Verbali di visite Pastorali” effettuate in questa Chiesa Parrocchiale: il primo risale al 2 giugno 1568 a opera del Vescovo Costantino Bonelli.

Da un altro importante documento “Registro per lo stato delle anime” riferito agli ultimi 50 anni, abbiamo ritrovato tutte le famiglie (con oltre seicento persone) che insistevano sotto detta Parrocchia.

Essa è stata da sempre centro di ritrovo sia religioso che sociale per le tante persone del territorio che allora non avevano certo molti altri modi di riposo o svago.

Purtroppo ora si trova in uno stato di completo abbandono e degrado che potrebbe portare anche al crollo dell’edificio ed è per questo timore e per fare opera di sensibilizzazione che è stata fatta una notevole ricerca sia storica che religiosa che sociale. Quanto ne è scaturito è riportato in un volume di cui vediamo la copertina e del quale abbiamo ora fatto solo breve sintesi.

La speranza è che, chi di competenza, possa intervenire con adeguati importanti lavori di manutenzione e consolidamento onde evitare la perdita di un altro millenario edificio storico, forse il più importante del nostro paese. ◘

di Eugenio Bistarelli


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